Maxi blitz anti maranza al Colosseo: 350 identificati, 10 arrestati. Piantedosi: basta impunità e zone franche

Chi pensava che la gazzarra violenta di venti maranza egiziani davanti al Colosseo con i fuochi d’artificio e gli assalti ai poliziotti si sarebbe archiviata con un fermo, qualche titolo di giornale e qualche video girato da passanti e turisti spaventati si sbagliava. Su indicazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a partire dalle 18 di venerdì, Carabinieri e Polizia di Stato hanno cinturato tutta l’area del Colosseo e di via dei Fori Imperiali. Un maxi blitz in piena regola di contrasto alla microcriminalità, al degrado e al disturbo alla quiete pubblica nell’area archeologica dell’Anfiteatro Flavio.
Maxi blitz al Colosseo anti-maranza: 350 identificati, 10 arresti
Chiuse tutte le direttrici, oltre 350 le persone identificate, quasi tutti extracomunitari, presenti nella zona del sito archeologico. Dieci persone sono state arrestate e 9 denunciate per il possesso di coltello a serramanico, tirapugni, rapina, indebito utilizzo di strumento di pagamento elettronico, divieto di sorvolo, esercizio abusivo dell’attività di guida turistica, sostanza stupefacente e furto aggravato. Un segnale forte del Viminale di fronte all’escalation di violenze nella Capitale in balìa di bande criminali, spesso minorenni.
Piantedosi: non c’è spazio per impunità e zone franche
“Sono grato alle Forze dell’ordine per la costante attività sul territorio con azioni mirate e capillari. In Italia – ha sottolineato il minisotro Piantedosi – non c’è spazio per impunità e zone franche. I responsabili delle azioni incivili e criminali avvenute a Roma, a Napoli e altrove, sono stati tempestivamente individuati dalle Forze dell’ordine. Come nella quasi totalità dei casi. E adesso risponderanno dei loro comportamenti a norma di legge”. I poliziotti e i carabinieri in divisa hanno bonificato tutta l’area. Il blitz sarà replicato nei prossimi giorni con le stesse modalità. L’attenzione sull’area proseguirà anche nelle prossime ore, tenuto conto in concomitanza con alcune partite di calcio dei mondiali in corso negli Stati Uniti che vedono scendere in campo squadre di paesi africani che hanno molti supporter nella Capitale.
Rampelli: il buonismo della sinistra ha portato a zone fuori controllo
Fabio Rampelli non ha dubbi sulla matrice delle violenze e la rotta per bonificare le zone franche di Roma. “Siamo di fronte a un probabile punto di non ritorno che ci auguravamo di non vedere mai”, spiega in un’intervista al Corriere della Sera. “E non solo per l’immagine della Capitale, ma per la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Parliamo dell’area di più alto pregio dell’intera Italia dove si è consumata una violenza premeditata. Ma si tratta di una gang di giovani nordafricani che scorrazza anche nel parco di Colle Oppio, armata di coltelli, per terrorizzare i residenti”.
“Occorre rispedire a casa gli immigrati che rispondono all’accoglienza con la violenza”
Cosa fare? “Se si tratta di immigrati – dice il vicepresidente della Camera – occorre rispedire a casa tutti coloro che rispondono alla nostra accoglienza con la violenza. Se si tratta invece di italiani di seconda generazione, bisogna spedirli in galera. Occorre anche che sindaco, prefetto e direttore della Caritas diocesana discutano su come distribuire mense da 20-30 pasti al postodi quelle da 800-1.000 che creano una concentrazione di immigrati irregolari ingestibile e incompatibile con l’obiettivo dell’integrazione sociale. Ci sono aree che a causa del buonismo della sinistra e delle politiche migratorie sono diventate terra di nessuno”.
Mollicone e Tozzi: bene Piantedosi, ma il sindaco Gualtieri dove è?
Soddisfatti per la “brillante operazione congiunta di polizia di Stato e carabinieri nell’area del Colosseo e di via dei Fori Imperiali”, anche Federico Mollicone, deputato di FdI eletto nel collegio di Roma Centro, e Stefano Tozzi, consigliere del Primo Municipio di Roma Capitale di FdI. “Questo intervento dimostra chiaramente che il governo Meloni c’è e si vede, traducendo le parole in azioni concrete a tutela dei cittadini e dei milioni di turisti che visitano il nostro patrimonio. Non possiamo però non sottolineare l’inerzia del sindaco Roberto Gualtieri. Come tutti sanno, il primo cittadino ha la piena titolarità per chiedere al prefetto, davanti a una simile emergenza sociale e di sicurezza, la convocazione d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Purtroppo, l’amministrazione capitolina preferisce girarsi dall’altra parte”.
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