Megan Gale testimonial di Iliad, oggi il Giurì decide sul ricorso di Fastweb

26 Maggio 2026 - 15:42
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Megan Gale testimonial di Iliad, oggi il Giurì decide sul ricorso di Fastweb

Megan Gale potrebbe continuare a dire di essere passata a Iliad, "Per Sempre", nella campagna pubblicitaria finita davanti al Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. La decisione sul ricorso presentato da Fastweb è attesa oggi e, secondo indiscrezioni riportate da AffarItaliani, la pronuncia sarebbe favorevole a Iliad. Contattata per un commento a questa indiscrezione, la società ha dichiarato: "siamo soddisfatti, aspettiamo le motivazioni per commentare la decisione".

Al centro del caso c’è il ritorno della modella e attrice australiana in uno spot televisivo, a molti anni dalle campagne Omnitel e Vodafone che l’avevano resa uno dei volti più riconoscibili della pubblicità italiana. Fastweb ha contestato la campagna sostenendo che l’utilizzo di Gale potesse richiamare in modo improprio l’eredità pubblicitaria del marchio Vodafone, oggi concesso in licenza alla società.

Dopo la diffida inviata a Iliad, , respinta dall’operatore, la vicenda è arrivata davanti al Giurì IAP, chiamato a valutare la correttezza della comunicazione commerciale. Le decisioni dell’organismo sono vincolanti per i soggetti aderenti al Codice di Autodisciplina e devono essere attuate entro cinque giorni lavorativi dalla loro comunicazione.

La campagna contestata ruota attorno a una scelta evidentemente non casuale. Megan Gale non è una testimonial qualunque per chi ha seguito la pubblicità telefonica italiana tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila. Proprio questo passato è entrato nel ricorso di Fastweb, secondo cui la nuova campagna Iliad sarebbe costruita sul valore evocativo della modella e attrice australiana. Nella contestazione, è stata sottolineata anche la scelta di mostrare Gale vestita di rosso, colore storicamente associato a Vodafone fin dal suo utilizzo nel mercato italiano ma anche parte dell’identità visiva di Iliad dal suo ingresso nel Paese.

L’insieme di questi elementi, secondo Fastweb, avrebbe potuto creare un collegamento indebito con la memoria pubblicitaria del marchio e incidere sui principi di leale concorrenza. Iliad ha invece respinto questa lettura, difendendo la legittimità dello spot e dell’utilizzo della testimonial. La pronuncia del Giurì servirà quindi a chiarire se questo richiamo possa essere considerato illecito oppure se rientri nelle normali dinamiche della comunicazione pubblicitaria. Per una valutazione completa, però, bisognerà attendere il testo della decisione e capire quali argomenti siano stati effettivamente accolti dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.


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