Melbourne, ventenne accusato di aver gestito un impero criminale dalla casa di famiglia
Secondo la polizia del Victoria, il giovane conosciuto online come “Commbank” avrebbe coordinato sequestri, invasioni domestiche e incendi per conto di un’organizzazione internazionale
Un ragazzo di appena 20 anni è stato accusato di aver ricoperto un ruolo di primo piano in una potente organizzazione criminale internazionale, coordinando presunti reati attraverso applicazioni criptate direttamente dalla casa della propria famiglia.
Secondo la Victoria Police, il giovane avrebbe agito come rappresentante di alto livello di un gruppo collegato al presunto boss Kazem Hamad, arrestato in Iraq nei primi mesi del 2026.
Gli investigatori ritengono che il ventenne assegnasse incarichi criminali a numerosi esecutori, organizzando operazioni violente in diverse zone di Melbourne.
Il soprannome “Commbank”
Sulle piattaforme criptate il giovane sarebbe stato conosciuto con il nome in codice “Commbank”, riferimento alla Commonwealth Bank.
Secondo il detective inspector Graham Banks, avrebbe scelto questo soprannome per la quantità di denaro che gestiva all’interno dell’organizzazione.
Il ventenne si sarebbe descritto come «un ragazzo normale che va in palestra e gestisce un impero da casa».
Una definizione che, per gli investigatori, nasconderebbe un ruolo molto più importante di quanto la sua età e il suo stile di vita potessero lasciare immaginare.
Fino a duemila persone a disposizione
La polizia sostiene che il giovane potesse contare su una rete composta da circa duemila “taskers”, persone alle quali sarebbero stati affidati specifici incarichi.
Gli investigatori ammettono che il numero potrebbe essere stato gonfiato nelle comunicazioni interne, ma ritengono comunque che il ventenne disponesse di una vasta rete criminale.
Secondo Banks, i fatti per i quali il ragazzo è stato interrogato rappresenterebbero soltanto «la punta dell’iceberg».
«Nonostante la giovane età, le informazioni in nostro possesso indicano che fosse una figura significativa del gruppo criminale», ha dichiarato l’investigatore.
Il presunto sequestro di Malvern
Tra gli episodi contestati figura un sequestro avvenuto il 14 aprile nel sobborgo di Malvern, nella zona sud-orientale di Melbourne.
Un gruppo di uomini avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di una persona, aggredendola prima di costringerla a salire su un’automobile.
La vittima venne successivamente abbandonata davanti a un ospedale.
La polizia ritiene che gli aggressori potrebbero aver colpito la persona sbagliata. Quattro uomini sono già stati incriminati in relazione all’episodio.
Secondo l’accusa, il ventenne avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione dell’operazione.
L’invasione domestica di Doncaster
Il giovane è inoltre accusato di aver pianificato un tentativo di invasione domestica aggravata avvenuto il 28 aprile a Doncaster.
Gli investigatori stanno cercando di stabilire chi fosse il vero obiettivo dell’operazione, quali fossero le motivazioni e quali persone abbiano ricevuto le istruzioni per portarla a termine.
Le indagini si concentrano anche sui messaggi scambiati tramite applicazioni criptate, sui trasferimenti di denaro e sui collegamenti tra i diversi membri del gruppo.
Gli incendi contro i locali di Melbourne
Il ventenne sarebbe collegato anche a una serie di attacchi incendiari che hanno colpito importanti attività della ristorazione e dell’intrattenimento di Melbourne.
Negli ultimi due anni la città è stata scossa da numerosi incendi dolosi contro ristoranti, caffè, locali notturni e altre imprese del settore dell’ospitalità.
Gli attacchi hanno provocato gravi danni economici e alimentato il timore di una guerra tra organizzazioni criminali.
Non viene però sostenuto che il giovane sia responsabile di tutti gli incendi avvenuti nella città.
L’operazione Eclipse
La Victoria Police ha istituito Operation Eclipse per indagare sui gruppi criminali ritenuti coinvolti negli incendi e in altri gravi episodi di violenza.
L’operazione cerca di individuare non soltanto gli esecutori materiali, ma soprattutto le persone che ordinano gli attacchi, finanziano le operazioni e reclutano giovani attraverso piattaforme digitali.
Secondo gli investigatori, molti reati sarebbero stati affidati a persone esterne alle strutture principali delle organizzazioni, spesso attirate dalla promessa di denaro rapido.
L’arresto del ventenne è stato definito il più importante effettuato dall’inizio dell’operazione.
Il collegamento con Kazem Hamad
L’organizzazione sarebbe collegata a Kazem Hamad, figura indicata dagli investigatori come uno dei principali protagonisti del crimine organizzato australiano.
Hamad è stato arrestato in Iraq nel corso del 2026.
La polizia ritiene che, nonostante la distanza geografica, il gruppo continuasse a coordinare attività criminali in Australia attraverso intermediari, comunicazioni criptate e reti di esecutori locali.
Il ventenne avrebbe rappresentato uno dei collegamenti più importanti tra la leadership internazionale e le persone incaricate di compiere i reati a Melbourne.
Un altro sospettato in Medio Oriente
Le autorità stanno cercando anche un uomo di 23 anni ritenuto coinvolto nella stessa organizzazione.
Il sospettato si troverebbe attualmente in Medio Oriente ed è ricercato anche in relazione al tentato omicidio di Sam “The Punisher” Abdulrahim.
La polizia prevede ulteriori arresti mentre prosegue l’esame dei dispositivi elettronici, delle conversazioni criptate e dei rapporti finanziari del gruppo.
Una nuova generazione del crimine organizzato
Il caso mostra come le organizzazioni criminali stiano modificando le proprie strutture.
Non è più necessario che i presunti capi siano presenti fisicamente sulle scene dei reati. Gli ordini possono essere impartiti da una camera, tramite un telefono e utilizzando applicazioni progettate per proteggere l’identità degli utenti.
La giovane età dell’accusato ha sorpreso gli investigatori, ma dimostra anche la capacità delle reti criminali di reclutare persone molto giovani e affidare loro responsabilità importanti.
Le accuse contro il ventenne dovranno ora essere esaminate dai tribunali. Come previsto dalla legge australiana, l’imputato è considerato innocente fino a un’eventuale condanna.
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