Meloni all’UE: “L’Italia credibile e autorevole, non più anello debole dell’Europa”
Un appello al coraggio rivolto alle imprese italiane, la rivendicazione di un’Italia “non più anello debole d’Europa”, ma anche un duro attacco alla burocrazia europea e la conferma della volontà del governo di riportare il nucleare nel Paese. Sono i temi centrali dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Assemblea annuale di Confindustria, in corso a Roma.
Nel suo discorso davanti agli industriali, la premier ha invitato il mondo produttivo a non lasciarsi frenare dalle difficoltà del contesto internazionale. “Il governo c’è e non intende indietreggiare di un solo millimetro”, ha assicurato Meloni, sottolineando come l’esecutivo non abbia paura “del peso della responsabilità”. La presidente del Consiglio ha riconosciuto la complessità della fase storica attuale, caratterizzata da crisi internazionali e profondi cambiamenti geopolitici, ma ha esortato imprese e istituzioni a reagire con determinazione.
“Il tempo delle incertezze è anche il tempo del coraggio”, ha affermato la premier, citando Virgilio e il celebre “Sic itur ad astra”, “così si sale alle stelle”. Meloni ha invitato il sistema produttivo italiano a “osare”, a “liberarsi dalle incrostazioni” e a concentrarsi sulla capacità italiana di “resistere, inventare e rilanciare”. “Siate coraggiosi e io vi prometto che farò lo stesso”, ha concluso tra gli applausi della platea.
La presidente del Consiglio ha poi rivendicato i risultati economici raggiunti dall’Italia negli ultimi anni, sostenendo che il Paese abbia ormai superato l’immagine di “anello debole” dell’Europa. “Siamo una nazione credibile e autorevole”, ha dichiarato, evidenziando la crescita dell’export italiano, che nel 2025 ha raggiunto quota 643 miliardi di euro. Meloni ha sottolineato in particolare l’aumento del 7,2% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, definendolo un segnale della forza della manifattura italiana e della competitività del sistema produttivo nazionale.
Nel suo intervento, la premier ha riservato anche un passaggio molto critico nei confronti dell’Unione Europea. Secondo Meloni, Bruxelles avrebbe sacrificato “competitività, crescita e visione strategica” in favore di approcci “ideologici e tecnocratici”. L’Europa è stata definita un “gigante burocratico”, capace di “moltiplicare le regole” ma spesso esitante nel far sentire la propria voce sul piano geopolitico internazionale.
La presidente del Consiglio ha chiesto un deciso “cambio di passo” dell’Unione Europea, sostenendo la necessità di applicare maggiormente il principio di sussidiarietà. “L’Europa deve fare meno e farlo meglio”, ha affermato, spiegando che Bruxelles dovrebbe occuparsi soltanto delle materie che gli Stati membri non possono affrontare autonomamente. Meloni ha inoltre denunciato il peso “soffocante” di burocrazia, regolamenti e oneri amministrativi che, a suo giudizio, finiscono per frenare le imprese europee nella competizione globale.
Proprio il tema della semplificazione amministrativa è stato uno dei punti più forti del discorso. La premier ha annunciato la volontà del governo di aprire “un cantiere comune per una riforma globale e radicale della burocrazia”. “La semplificazione e la sburocratizzazione devono essere il nostro mantra”, ha spiegato, sostenendo che il compito della burocrazia debba essere quello di accompagnare l’azione politica e non sostituirsi ad essa.
Tra i dossier strategici affrontati da Meloni anche quello energetico. La presidente del Consiglio ha confermato l’intenzione del governo di procedere rapidamente verso il ritorno del nucleare in Italia. “Entro l’estate” dovrebbe arrivare la legge delega, seguita dai decreti attuativi. Per Meloni, la ripresa dell’energia nucleare rappresenta “una svolta per la competitività” del sistema industriale italiano, soprattutto in un contesto segnato dagli alti costi energetici e dalla competizione internazionale.
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