Meloni conquista la Uil: dal salario giusto all’intelligenza artificiale. “Avanti tutta con l’umanesimo tecnologico”

Salario giusto, morti sul lavoro, guerra al capolarato, intelligenza artificiale. Dossier pesanti quelli affrontati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal palco del XIX congresso della Uil in corso a Padova. Dopo la relazione del segretario Pierpaolo Bombardieri che si candida alla riconferma al termine della tre giorni, la premier ha preso la parola tra gli applausi convinti della platea. Ad accoglierla un robot umanoide che l’ha salutata dicendo: “Sono qui per aiutare e non per sostituire. È un grande onore darle il benvenuto al XIX Congresso nazionale della Uil. Grazie di essere venuta”. La premier, va da sé, ha ringraziato sorridendo il robot per il fantasioso benvenuto. Non un caso visto che tra i temi delle assise del sindacato quello dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.
Meloni al congresso della Uil: il confronto con i sindacati è una cifra del governo
“Ho accettato l’invito della Uil, come ho fatto in questi anni con la Cgil, con la Cisl. Credo di essere l’unico presidente del Consiglio dei Ministri ad aver partecipato, nel corso del suo mandato, ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali. E penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro, dell’attività, delle convinzioni di questo governo”. Poi i ringraziamenti di rito, a partire dal leader della Uil, Bombardieri, detto “Bomba”. “L’ho scoperto oggi – dice Meloni divertita – ovviamente è più facile se ti chiami Bombardieri. Perché se ti chiami Meloni viene male…”. Prima di salire sul palco l’abbraccio con la mamma di Luana D’Orazio, la giovane operaia italiana morta tragicamente il 3 maggio 2021 sul luogo di lavoro. La donna, Emma, era in platea, quando la premier l’ha vista le è andata incontro, definendola una mamma eccezionale, una donna eccezionale.
“Un esercizio di democrazia e partecipazione”
“Ha ragione Bombardieri – prosegue la premier – quando dice che questo congresso è un grande esercizio di democrazia e di partecipazione. Ed è anche per questo un evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali. Particolarmente non può lasciare indifferente chi, avendo alle spalle una lunga storia di militanza politica, conosce il valore profondo, per la qualità della nostra democrazia, di quello che voi state facendo qui oggi”. Il feeling tra governo e sindacato è palpabile. Molto applaudito l’intervento della premier da platea e padrone di casa. Così come Meloni ha più volte applaudito la relazione del segretario Bombardieri, partecipando alla standing ovation finale. Non solo: Meloni ha anche annunciato di voler confermare, nella prossima legge di bilancio, la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, richiesta appena fatta dal numero uno della Uil. “Mediante il lavoro l’uomo non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità. Ma realizza se stesso come uomo e anzi in un certo senso diventa più uomo”, dice Meloni citando papa Giovanni Paolo II. “Noi abbiamo cercato di agire per trasformare questi principi in mattoni concreti, in provvedimenti, in risposte”.
Basta soldi pubblici a pioggia, anche a chi delocalizza
Nel suo intervento, oltre 30 minuti, Meloni ha rivendicato la linea del governo sull’uso dei fondi pubblici, ricordando che per anni lo Stato ha distribuito risorse a pioggia. “A tutti, anche a chi delocalizza, a chi non rispettava le regole sulla sicurezza. Noi abbiamo, anche qui, con coraggio, scelto di dire basta. Perché i soldi che lo Stato distribuisce non sono soldi suoi. Sono i soldi che raccoglie dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione. E vanno spesi con equità, corresponsabilità. E con l’obiettivo di migliorare la condizione di vita delle persone nel mercato del lavoro”. Un lungo passaggio è dedicato al salario giusto. “Il segretario Bombardieri ha definito una vittoria della Uil la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil. Sicuramente è stata una vittoria. Ma io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani. E credo che sia stata una vittoria della Nazione nel suo complesso”.
Intelligenza artificiale, il segreto è l’umanesimo tecnologico
Sul tavolo un altro tema da far tremare le vene dei polsi: l’intelligenza artificiale. “Può essere uno strumento fondamentale per la produttività, ovviamente. Però investire in produttività significa porsi il problema di come aiutare le imprese a crescere. Penso che sia utile ragionare insieme su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni”. La tecnologia – ha insistito la premier – deve essere uno strumento della libertà, non un fattore di dipendenza o di concentrazione del potere”. Obiettivo: “un autentico umanesimo tecnologico. Che mantenga al centro la persona, i suoi diritti, il suo lavoro, la sua dignità”.
Tolleranza zero contro i caporali e i criminali
Anche sul capolarato la rotta del governo è chiara. “È quella della tolleranza zero contro i caporali. E contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone”. E ancora, le morti bianche, “una sconfitta di tutti”. La presenza dello Stato “dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo”. Solo nel 2024 gli accessi ispettivi congiunti dell’Ispettorato, dell’Inps, dell’Inail e dell’Arma dei Carabinieri hanno superato quota 158.000. I dati dell’occupazione – dice ancora la premier – ci restituiscono uno scenario che è incoraggiante. “Con il livello più alto di sempre del tasso di occupazione e il minimo storico del tasso di disoccupazione. Sia generale sia giovanile. Diminuiscono i contratti precari. E io penso che questo sia un dato di straordinaria importanza, forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa”. Poi un passaggio sul lavoro femminile. “Il futuro dell’Italia dipende dalle donne, segnatamente dalle donne lavoratrici. Questa continuerà a essere una nostra priorità. Abbiamo registrato il tasso di occupazione femminile più alto di sempre”.
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