Meloni in Senato: “Cabina di regia con le opposizioni? Porte aperte a chi ha voglia di confrontarsi” – La diretta

Maggio 13, 2026 - 20:35
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Meloni in Senato: “Cabina di regia con le opposizioni? Porte aperte a chi ha voglia di confrontarsi” – La diretta

Giorgia Meloni in Senato in occasione del question time. Diversi i temi al centro dell’intervento della presidente del Consiglio: dal nucleare al Piano casa, dal lavoro al Pnrr passando per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Giorgia Meloni in Senato per il question time – La diretta
Inizio diretta: 13/05/26 16:30
Fine diretta: 13/05/26 19:00
Fratoianni (Avs): "Meloni descrive un Paese immaginario"

“In queste ore sto girando per varie città del Piemonte a sostegno dei candidati sindaci del centrosinistra e delle liste di Avs, e le parole della presidente del Consiglio le leggo solo attraverso le agenzie di stampa. La prima impressione è che Palazzo Chigi si sia trasferito su un altro pianeta”. Lo dichiara Nicola Fratoianni di Avs, parlando con i cronisti a Moncalieri (Torino) a margine di un’iniziativa elettorale.

“Evidentemente Palazzo Chigi e i ministeri del governo della destra – prosegue il leader rossoverde – sono stati trasferiti su un altro pianeta, perché solo così si possono spiegare le argomentazioni utilizzate da Meloni al Senato: le tasse sono diminuite, il salario minimo peggiora la condizione lavorativa, i privilegi sono stati colpiti, l’energia nucleare risolve tutti i problemi delle bollette degli italiani, i giovani non emigreranno più all’estero perché studiano e lavorano meglio qui da noi, il Mezzogiorno d’Italia è diventata la locomotiva della ripresa del Paese”. “Peccato che di tutto questo Paese immaginario – conclude Fratoianni – non ci sia nulla nella vita reale degli italiani”. 

Bonelli (Avs): "Truffa Meloni schiaffo a due referendum"

“La truffa del dl nucleare di Giorgia Meloni copre il fallimento della sua politica energetica, che ha regalato oltre 70 miliardi di euro di profitti alle società energetiche del gas, come Eni. Questa legge delega rappresenta uno schiaffo in faccia agli italiani e alla loro volontà democratica, espressa chiaramente in due referendum — nel 1987 e nel 2011 — in cui il Paese ha detto no al nucleare in modo inequivocabile. Meloni cancella con un decreto decenni di storia democratica”. Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.

“Mentre nel mondo le rinnovabili avanzano inesorabilmente, la Presidente del Consiglio rispolvera il nucleare che, secondo i piani dell’UE al 2050, aumenterà di soli 11 GW — essenzialmente quello francese — passando dagli attuali 98 GW a 109 GW nel 2050, con un costo di 241 miliardi di euro. Nel frattempo, tra il 2022 e il 2024, nell’UE sono stati installati 205 GW di impianti di energia rinnovabile e, sempre secondo le stime europee, tra il 2021 e il 2023 le rinnovabili hanno fatto risparmiare 100 miliardi di euro”, aggiunge Bonelli.

“Per quattro anni la presidente Meloni ha bloccato le rinnovabili e ora getta fumo negli occhi agli italiani con il nucleare, che è un’energia costosa: oggi il suo costo si aggira sui 160-170 €/MWh e non ha ancora risolto il problema della gestione delle scorie. E a questo proposito voglio fare una domanda precisa alla Presidente Meloni: dove vuole costruire le centrali nucleari? Lo dica chiaramente agli italiani, considerato che questo governo e questa destra non sono stati capaci di decidere nemmeno il sito per il deposito delle scorie radioattive, bloccato nei territori proprio dalla destra”, sottolinea.

“Ma vorrei fare anche un’altra domanda alla Meloni: quanto costerà il nucleare e chi pagherà? Sicuramente lo Stato. Tra vent’anni, quando forse sarà stata realizzata qualche centrale nucleare, quella tecnologia sarà già stata definitivamente archiviata dai progressi dell’innovazione tecnologica e della scienza dei materiali nella produzione di energia. Perché il futuro ormai è segnato: è nelle rinnovabili e nell’elettrificazione del Paese”, conclude Bonelli. 

Ricci (Pd): "Meloni vuole mantenere il diritto di veto come i sovranisti"

“Meloni ha calato la maschera. Poco fa rispondendo alle opposizioni in Senato ha detto che ‘il problema del diritto di veto in Europa è colpa della burocrazia, non dei Governi’. La realtà però è che la colpa è sua e dei sovranisti, che non hanno intenzione di togliere il diritto di veto perché vogliono un’Europa più debole”. Lo dichiara Matteo Ricci, europarlamentare Pd.

“Così facendo – entra poi nel merito Ricci -, si indebolisce però l’Italia, ancora non l’hanno capito? Nonostante le guerre di Trump e Netanyahu che non riescono a fermare e nonostante la crisi energetica ed economica. Noi ci battiamo con l’obiettivo di togliere il diritto di veto per realizzare gli Stati Uniti d’Europa, ma intanto la democrazia europea deve essere più forte. Via il diritto di veto, non si decide all’unanimità neanche nelle assemblee di condominio”. 

Patuanelli (M5S): "Chiesto di tutto ma Meloni risponde sempre con Superbonus"

“Abbiamo posto alla presidente Meloni domande precise su crescita, industria, caro energia, Comunità energetiche rinnovabili e strategia energetica nazionale. La risposta, come sempre, è stata una sola: il Superbonus. Ricordo alla presidente che dei circa 170 miliardi di costo complessivo, ben 154 miliardi sono stati maturati e pagati durante i suoi anni di Governo. E ricordo anche che l’ultima proroga per le villette unifamiliari è stata approvata proprio nel 2023 dal Governo Meloni. È singolare continuare a usare come alibi una misura che hanno gestito e prorogato loro stessi”. Così in replica il vicepresidente M5S, Stefano Patuanelli, nel corso del premier time al Senato.

“Ma il punto vero è un altro. Il Governo non ha una strategia economica e non ha una strategia energetica. Dopo aver di fatto bloccato le Comunità Energetiche Rinnovabili, con progetti dichiarati idonei dal GSE ma improvvisamente privi di copertura finanziaria, l’unica risposta che la Presidente offre al Paese è la propaganda sul nucleare”, ha aggiunto.

Meloni: "Da Pd no interrogazione ma quizzone di un gioco a premi"

“Nell’interrogazione che i colleghi del Pd hanno presentato io avevo contato 18 domande alle quali dovevo rispondere in tre minuti. Prendo atto che il senatore Boccia ne ha aggiunte altre cinque più o meno. Quindi, non siamo in una interrogazione, senatore Boccia, siamo nel quizzone finale di un gioco a premi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione del Pd, illustrata dal capogruppo Francesco Boccia.

Ue, Meloni: "Superare l'unanimità? Burocrati mettono in discussione le decisioni dei politici"

“Quanto al superamento dell’unanimità in Consiglio europeo, ho già risposto molte volte, non cambierò la mia posizione. Non è questo che in fin dei conti può davvero sbloccare la situazione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione del Pd, illustrata dal capogruppo Francesco Boccia.

“I governi, che sono democraticamente eletti, sono fatti dai politici e i politici – ha aggiunto – sanno che delle sintesi si devono trovare. Il problema più grande che incontro oggi è che spesso la politica trova le sintesi, ma poi c’è una burocrazia oltre la politica che decide di metterle in discussione. Questa è una battaglia che possiamo fare insieme. Noi veniamo scelti dai cittadini e ci assumiamo la responsabilità ed è anche giusto per quelli che decidono. Ed è anche giusto che a decidere non ci siano persone che poi non si devono confrontare con il consenso dei cittadini”. 

Fisco, Meloni: "Il governo ha aumentato le tasse? A banche, assicurazioni e società di energia"

“Una delle tante falsità che vengono ossessivamente ripetute sul nostro lavoro, come se ripetere cento volte la stessa cosa falsa alla fine la facesse diventare vera, è che poiché in Italia si registra un aumento della pressione fiscale, allora significa che il governo ha aumentato le tasse. Questo governo non ha aumentato le tasse, questo governo ha diminuito le tasse. Ma allora, come è possibile che aumenti la pressione fiscale? È possibilissimo perché la pressione fiscale misura il rapporto tra le entrate dello Stato e il Pil. Ma le entrate per lo Stato non aumentano solo se aumentano le aliquote delle tasse, per capirci. Le entrate fiscali aumentano anche, ad esempio, quando c’è più gente che paga le tasse perché ha trovato un posto di lavoro”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata da FdI sulle misure di riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese.

“È chiaro che, ad esempio, se il numero delle persone che lavorano stabilmente aumenta di un milione duecentomila, le entrate per lo Stato aumentano, così come se ci sono un milione di occupati in più, le entrate per lo Stato aumentano perché ci sono più persone che pagano le tasse, anche se quelle tasse sono più basse, anche se si è più efficaci nel recupero dell’evasione fiscale, e ricordo che questo Governo negli ultimi tre anni sulla lotta all’evasione ha recuperato circa 100 miliardi di euro in tre anni, significa più soldi che entrano allo Stato. Poi sì, qualche tassa l’abbiamo aumentata anche noi, signori, sì, lo confesso: sulle banche, sulle assicurazioni e sulle società energetiche. Capisco che questo faccia innervosire alcuni, ma abbiamo pensato di utilizzare quelle risorse per aiutare i ceti deboli e le famiglie maggiormente in difficoltà”.

“Sono scelte che nessuno prima di noi aveva avuto il coraggio di fare e confermo che noi intendiamo continuare anche nell’ultimo anno di questo governo con questa strategia, perché la nostra priorità resta sostenere chi lavora, chi produce, chi tiene in piedi questa Nazione e non chi vive di rendite e privilegi”, ha concluso Meloni.

Meloni: "Niente austerità, politiche serie e non superbonus senza controllo"

“Io incontro sempre una certa contraddizione nelle accuse che voi muovete. Da una parte veniamo accusati di fare austerità e dall’altra veniamo redarguiti per l’aumento del rapporto debito-Pil. Credo che le due cose non stiano insieme”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione del M5S sulle iniziative per promuovere la crescita e la competitività industriale.

“Noi non abbiamo fatto una politica di austerità, abbiamo aumentato i salari, abbiamo tagliato le tasse, abbiamo sostenuto le occupazioni e gli investimenti, abbiamo rafforzato le pensioni più basse e, nonostante questo lavoro, avremmo potuto uscire dalla procedura d’infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati in misure elettorali senza controllo. Il rapporto debito-Pil cresce grazie al Superbonus. Finiremo di pagarlo nel 2027, quando sarà finito il nostro mandato. Abbiamo avuto colleghi che hanno ipotecato risorse, ci fanno la morale e mi sembra eccessivo. Non faremo lo stesso, perché facciamo una politica di serietà. Siamo persone serie che si assumono le responsabilità e non le scaricano a chi viene dopo di loro”, ha concluso.

Sud, Meloni: "Governo ha istituito una cabina regia per elaborare un piano strategico"

“I dati ci dicono che” per quanto riguarda il Mezzogiorno “siamo sulla strada giusta. Abbiamo ricordato molte volte che in questi anni che il Pil del Mezzogiorno è cresciuto più di quello della media nazionale, l’occupazione al Sud è cresciuta più di quanto crescesse a livello nazionale, mezzo milione di persone al Sud hanno trovato un lavoro in questi tre anni e mezzo, dall’inizio del mandato di questo governo. Credo che sia importante perché questi dati dimostrano banalmente che quando lo Stato crea condizioni favorevoli il sud risponde con energia e con capacità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata da FI sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno.

“Naturalmente sappiamo che il lavoro non è finito, che c’è ancora tanto impegno che viene richiesto, anche per questo il Governo ha istituito una cabina di regia con il compito di elaborare un piano strategico per il Sud e anche per coordinare i molti interventi tra le varie amministrazioni e tra i vari livelli delle amministrazioni. Esattamente come intendiamo continuare ad assicurare le risorse per attrarre investimenti, per incentivare ancora l’occupazione, come abbiamo fatto con l’ultimo decreto lavoro”, ha sottolineato la premier. 

Sud, Meloni: "Non è un problema ma un'opportunità, lavorare non su sussidi ma su investimenti"

“Penso che dall’inizio del lavoro di questo governo abbiamo dimostrato come per noi il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere, ma semmai una grande opportunità da cogliere. Dove per molti anni l’approccio era stato concentrato sui sussidi, noi abbiamo preferito concentrare la nostra attenzione sugli investimenti, sul lavoro, sulle infrastrutture e sulla semplificazione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata da FI sulle attuali politiche di sviluppo del Mezzogiorno.

“La Zes unica è l’esempio più concreto di questa strategia – ha aggiunto -, abbiamo ridotto i tempi burocratici, abbiamo accelerato le autorizzazioni, dato alle imprese regole chiare. Il risultato è che in due anni sono stati autorizzati, in parte sostenuti con crediti di imposta oltre 1.300 investimenti per un volume d’affari complessivo di circa 55 miliardi di euro, e chiaramente rilevanti ricadute in termini occupazionali. A questo si aggiungono gli investimenti del Pnrr ma anche la riforma delle politiche di coesione che spesso si dimentica, il rafforzamento delle infrastrutture, dei porti, delle reti energetiche, della logistica, gli incentivi all’occupazione. In sostanza noi non stiamo distribuendo risorse senza visione, stiamo costruendo le condizioni per cui le imprese possano restare, crescere, creare occupazione stabile”.

Meloni: "Estensione Zes unica e più investimenti dei fondi pensione in Italia"

In aggiunta al Piano casa, fra le misure per l’ultima parte di legislatura, “cito l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno almeno per la parte semplificazione a tutto il territorio nazionale. Ha dimostrato di essere una misura che funziona. Aggiungo che vogliamo rafforzare i meccanismi che abbiamo già introdotto per accrescere gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale italiana, perché qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi di euro che vengono raccolti dagli italiani, dei quali 40 miliardi solamente sono investiti in Italia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione di Iv. 

Meloni: "Emigrazione dei giovani? Con noi calo dei precari e aumento di occupati stabili"

“L’emigrazione giovanile è diventata un fenomeno strutturale. E’ una questione seria che nessuno sottovaluta e nessun governo è riuscito a invertire. E’ una questione reale, va affrontata con serietà e prendendo in considerazione che, dentro questi numeri, ci sono dei fenomeni diversi tra loro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione di Avs.

“C’è stata una strategia che riguarda alcuni settori specifici” e “c’è un lavoro complessivo fatto sullo stato economico della nazione. Per trattenere questi ragazzi servono crescita, salari dignitosi, un’occupazione stabile, investimenti e competitività. Un po’ mi pare che sia il grosso del lavoro fatto in questi anni. E’ sotto questo governo che i precari sono diminuiti di 550mila unità ed è sotto questo governo che gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo, perché noi abbiamo nei nostri provvedimenti favorito e incentivato i contratti stabiliti e disincentivato la precarietà”, ha aggiunto Meloni.

A suo dire, “c’è una mobilitazione internazionale fisiologica positiva”, quando i “giovani decidono di riportare in Italia le competenze acquisite all’estero. Diverso è quando quei giovani non ritornano più quando trovano salari migliori e maggiore valutazione del merito. Qua è dove si misura la sfida nazionale”, ha sottolineato Meloni.

Meloni: "Salari hanno ripreso a crescere più dell'inflazione"

“Il tema dei salari è molto serio ed è un tema che è stato raccontato con molti slogan e diverse fake news. Noi abbiamo sentito anche ora dal senatore Renzi che in Italia i salari hanno perso sette punti dal 2021. Bene, solo che chi lo sostiene è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022, quando l’inflazione è esplosa, i salari reali hanno perso oltre otto punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Perché noi siamo partiti da qui, anche questo senatore Renzi sarebbe onesto da ricordare, ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione. Significa che, seppure chiaramente lentamente le famiglie stanno recuperando parte del potere d’acquisto degli anni precedenti, perché non ci siamo girati dall’altra parte, abbiamo dato delle risposte su questo tema che abbiamo considerato una priorità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata da Nm sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d’acquisto. 

“Abbiamo lavorato soprattutto su due fronti – ha quindi ricordato Meloni -. Il primo è stato il taglio del costo del lavoro, diversi provvedimenti che hanno aumentato il netto in busta paga per milioni di lavoratori, soprattutto i lavoratori con redditi medio bassi. La seconda priorità è stata il rinnovo dei contratti. Voglio ricordare che nel pubblico impiego noi abbiamo stanziato oltre 20 miliardi di euro fino al 2027 per i rinnovi contrattuali, dopo anni di stipendi e di contratti che erano fermi. In alcuni comparti si è arrivato addirittura a tre rinnovi. Abbiamo puntato sul rinnovo dei contratti anche nel privato, particolarmente con la detassazione degli aumenti contrattuali, che veniva richiesta da tempo dalle parti sociali. Questo perché noi crediamo che i salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione, perché è lì che si difendono i diritti dei lavoratori”. 

Pnrr, Meloni: "Fatto buon lavoro, Italia ha incassato 153 miliardi"

Per quanto riguarda il Pnrr, “ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo 2026, la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un’interrogazione di Iv illustrata da Matteo Renzi. 

Meloni: "Cabina con l'opposizione? Porte aperte per confronto nel merito"

“Devo dare atto ad Azione, al suo partito, a lei, di aver tentato nei momenti di difficoltà su alcune grandi questioni che non riguardano questi cinque anni, ma riguardano l’Italia nel suo complesso, di fare il tentativo di portare il proprio contributo e le proprie proposte. E quindi lei deve sapere, senatore Calenda, che le porte del Governo, le porte mie personali e per chi ha voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi, saranno sempre aperte”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata dal leader di Azione, Carlo Calenda, sull’istituzione di una cabina di regia a palazzo Chigi aperta alle forze di opposizione disponibili per affrontare le priorità strategiche del paese.

“Quanto alla proposta di una cabina di regia io sarei anche disponibile, le devo ricordare che quando finora abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta da parte della stragrande maggioranza dei partiti dell’opposizione non è stata di disponibilità – ha sottolineato la premier -. C’è stato, ricordo, uno degli ultimi casi all’inizio del conflitto in Iran, ci si è detto addirittura che volevamo organizzare una sorta di passerella, quindi non c’è da parte mia alcuna volontà di organizzare delle passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione fossero oggi diverse le mie porte sarebbero ancora aperte e sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di anteporre l’interesse nazionale all’interesse di partito perché credo che la fase lo richieda e quindi la ringrazio per questa proposta”.

Nucleare, Meloni: "Entro l'estate via libera alla legge delega"

“Approfitto per dire che entro l’estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata dal leader da Azione sull’istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del paese.

Meloni: "Tensioni geopolitiche incideranno sulla crescita"

“Credo che nella sua interrogazione ci sia un punto di condivisione da cui partire, che è chiaramente la situazione nella quale noi ci troviamo, il fatto che ci sia un quadro economico, internazionale, particolarmente complesso e che le tensioni geopolitiche che noi continuiamo a vivere incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese, sul potere d’acquisto delle famiglie e che, chiaramente, in un momento facile non è, dovrebbe esserci meno spazio per la polemica e più spazio per un confronto concreto sulle grandi questioni strategiche che riguardano l’Italia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del question time al Senato rispondendo all’interrogazione presentata dal leader di Azione, Carlo Calenda, sull’istituzione di una cabina di regia a palazzo Chigi aperta alle forze di opposizione disponibili per affrontare le priorità strategiche del paese.

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