Meloni "la Ciociara": "Dal Pd mi chiamano 'ciociara' per insultarmi. Ma è terra di santi, papi e condottieri"

08 Ottobre 2026 - 16:20
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Da "borgatara" a “regina di Coattonia”, Giorgia Meloni in un post su X mette in fila gli insulti che negli ultimi anni si è vista recapitare. Il più recente di questi, però, ha fatto traboccare il vaso. "Oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una 'ciociara, nella maniera più dispregiativa'. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: 'Per favore, usi termini consoni al suo ruolo'", spiega la premier. Per Ciociaria si intende il nome tradizionale con cui si indica una regione storico-geografica del Lazio meridionale, corrispondente grosso modo all’attuale provincia di Frosinone.

"Quindi, per questi signori, essere 'ciociari' è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale a insultarlo", aggiunge Meloni. "Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così – attacca–. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia". In difesa della Ciociaria, la premier sferra un lungo elenco di tutto ciò che ha a che fare con quest'area. "Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia". Per poi ritornare sul centrosinistra "Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma a essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!".

Solidarietà nei suoi confronti anche da Francesco Rocca, presidente della regione Lazio. "Definirla 'ciociara' precisando di intendere il termine nella sua accezione più dispregiativa significa offendere, insieme a lei, un'intera comunità", si legge in una nota, con altrettanti complimenti alla Ciociaria. "Ha contribuito a scrivere la storia culturale e civile dell'Italia e continua ad arricchire il nostro paese attraverso il lavoro, le capacità e l'impegno dei suoi cittadini. È un patrimonio del quale siamo orgogliosi e che merita rispetto". 

Fuori dalla sua cerchia politica arriva anche un tweet di risposta di Carlo Calenda, attirato più che dalla polemica dal lungo elenco di nomi di epoca romana citati dalla premier. Non è segreta, del resto, la passione del leader di Azione verso l'antica Roma. "Allora, premesso che queste beghe da consiglio comunale non meriterebbero risposta, va a suo merito Presidente, una cosa: l’aver ricordato il luogo di nascita di Caio Mario vincitore dei Cimbri e dei Teutoni, terzo fondatore di Roma", scrive su X. "Consiglio il pellegrinaggio devoto a Casamari, per omaggiare il più grande generale di Roma, insieme a Cesare".

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