Meloni scarta Draghi come mediatore Ue con Mosca: "Deve provenire da una media potenza"

17 Giugno 2026 - 18:39
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Giorgia Meloni riproporrà il tema di un mediatore Ue con Mosca anche in Consiglio europeo. Quanto al profilo, "ho letto un sacco di nomi che girano, ma io penso che se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi paesi europei", quindi "mi rivolgerei verso le medie potenze dell'Unione europea". Lo ha detto la presidente del Consiglio nella conferenza stampa al termine del G7 di Évian, in relazione all'idea (lanciata giorni fa in Parlamento) di una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli stati membri per portare il punto di vista dell'Europa. Ritornando sul tema da Évian, di fatto Meloni ha sgombrato il campo alla possibilità che a rivestire quel ruolo sia l'ex premier Mario Draghi. 

Nel corso del G7, ha proseguito Meloni, "abbiamo concordato tutti sulla necessità di continuare a garantire il sostegno a Kyiv, mantenendo alta la pressione su Mosca". La premier si è detta molto contenta del fatto che su questo vi sia piena convergenza. L'unità e la fermezza dell'occidente "continuano a essere, dal mio punto di vista, gli strumenti più efficaci per creare le condizioni necessarie per un negoziato reale. L'obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin", ha sottolineato. "Mentre Zelensky ha fin qui dimostrato un'attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che è stata inviata direttamente al presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari".

Poco prima della conferenza, fonti Ue hanno confermato che ci siano stati contatti tra il gabinetto del presidente del Consiglio, Antonio Costa, e Mosca. "L'Ue ha interessi specifici che dovranno essere difesi, pertanto è importante aver stabilito canali diplomatici con la Russia", ha specificato la fonte lasciando intendere che i contatti siano avvenuti a livello di sherpa.

Il "chiarimento" con Trump

Rimanendo sul fronte internazionale, il rapporto con Donald Trump è rimasto "immutato", ha spiegato Meloni interpellata sulla natura del suo "chiarimento" con il tycoon nel corso del vertice. "Non ci sono state recriminazioni o abbiamo parlato di quello che è successo: abbiamo un carattere abbastanza forte, siamo entrambi" leader che "difendono con determinazione l'interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa. Poi alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell'altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi, come abbiamo fatto l'ultima volta che ci siamo incontrati in una situazione come questa", ha proseguito.

"In queste cose c'è anche il momento in cui in attesa che inizi qualcosa si fa una battuta– ha detto la premier in riferimento alle immagini di lei e Trump sorridenti al G7 – però i temi che noi abbiamo trattato anche col presidente degli Stati Uniti sono i temi del vertice, quindi sono temi abbastanza seri, dalla questione iraniana, passando per l'Ucraina. Ci sono state diverse occasioni di confrontarci in questi due giorni, l'ultima poco fa insomma, prima di arrivare da voi". 

La missione a Hormuz

"Non sappiamo se sarà necessaria domani" l'autorizzazione del Parlamento per una missione a Hormuz: "Ci sono sessanta giorni di tempo, quello che più o meno si è discusso è di vedere come va in questi 60 giorni e valutare in corsa se e quando partire", ha detto la presidente del Consiglio, facendo qui riferimento all'operazione di sminamento dello stretto a cui l'Italia dovrebbe contribuire inviando alcune navi cacciamine. "Intanto si farà un lavoro preparatorio di incontri prevalentemente tecnici" e l'autorizzazione al Parlamento "si richiederà quando la missione sarà qualcosa di realistico. La chiederemo in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato" ma "è un po' presto per dire se nei prossimi giorni", perché "la cornice non è definita".

"Vannacci in coalizione? La politica non è aritmetica"

"Mi pare che Futuro nazionale abbia chiuso a un'alleanza con il centro-destra", ha detto riguardo a un possibile ingresso di Roberto Vannacci nella coalizione. "Io non mi sto ponendo il problema e penso che il modo migliore per vincere le prossime elezioni sia governare bene. Il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, io mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro perchè alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con questo o con quest'altro a farmi vincere o perdere le elezioni, sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto", ha affermato Meloni.

"Alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con questo o quello o metto insieme più uno, più tre più quattro più cinque: a farmi vincere o perdere le elezioni sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto in questi anni. Una cosa che io ho imparato molti molti anni fa è che la politica non è mai aritmetica – ha spiegato – non pensate mai che se tu sommi in politica 30 più 4 fa 34, non necessariamente quindi io non mi sto occupando di queste materie non sono interessata a questa materia, non torno su questa materia", ha sottolineato la presidente del Consiglio. "Io voglio governare bene la nazione, fare del mio meglio fino alla fine dei giorni in cui si sviluppa il mio incarico e poi serenamente presentarmi al cospetto degli italiani ed essere giudicata per il complesso del lavoro che faccio. Una cosa la posso dire per certo, sono assolutamente in pace con la mia coscienza perché forse potevo fare meglio, non lo so, ma sicuramente non potevo fare di più", ha chiarito Meloni. Per poi commentare le recenti dichiarazioni di Vannacci sul femmincidio. Che non esisterebbe, in quanto è "un omicidio come tutti gli altri", ha detto il generale. "Quello che penso del femminicidio l'ho dimostrato quando questo governo ha fatto una legge per introdurre il reato", ha risposto Meloni. "Il tema non è se le donne o gli uomini uccisi abbiano un valore diverso, ma la motivazione che ti muove. E nel caso del femminicidio la motivazione è non accettare la libertà di una donna. Sono contenta che ci sia questo reato nel nostro ordinamento".

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