Mercato auto Italia, semestre a +9,6% e giugno a +10,6%
Il mercato auto italiano cresce a giugno, ma Dataforce segnala domanda debole e crisi dei veicoli commerciali.
Il mercato auto italiano chiude giugno con un aumento delle immatricolazioni del 10,6%, ma il dato positivo nasconde un quadro meno solido di quanto sembri. Secondo Dataforce, nel mese sono state targate 147.633 automobili nuove, oltre 14.000 in più rispetto a giugno 2025. Il primo semestre arriva così a circa 945.000 immatricolazioni, con una crescita del 9,7%. La notizia è rilevante per il settore perché conferma una ripresa dei volumi, ma non necessariamente della domanda reale: a spingere il mercato sono disponibilità di prodotto, politiche commerciali, coda degli incentivi elettrici e canali specifici, più che un chiaro ritorno della fiducia dei consumatori.
La fotografia è infatti divisa in due. Le Passenger Cars continuano a crescere, mentre i veicoli commerciali leggerirestano in crisi. A giugno il comparto LCV ha registrato 16.230 immatricolazioni, in calo del 12,6%, con circa 2.300 unità in meno rispetto allo stesso mese del 2025. Nel semestre la flessione è del 5,6%. È un segnale industriale importante, perché i veicoli da lavoro anticipano spesso il clima economico di artigiani, piccole imprese, logistica e servizi. Se questo mercato si indebolisce, significa che una parte della domanda professionale resta prudente sugli investimenti.
Nel mercato auto, il canale decisivo è quello dei privati, che a giugno ha superato le 80.000 immatricolazioni con una crescita del 17,1% e una quota del 54,3%. Il dato va però interpretato con cautela. Dataforce segnala che il traffico nelle concessionarie resta debole e che i portafogli ordini non indicano una vera accelerazione della propensione all’acquisto. In altre parole, il mercato immatricola di più, ma non è detto che stia diventando strutturalmente più forte.
Il noleggio a breve termine è l’altro canale in forte crescita, con un balzo del 57,4% e oltre 10.000 targhe nel mese. Il noleggio a lungo termine, dopo alcuni mesi difficili, torna appena positivo con un +2,4%, ma resta condizionato dall’incertezza normativa su fringe benefit e IPT. Le auto-immatricolazioni calano del 12,2%, un segnale positivo per la qualità del mercato, anche se continuano a pesare per quasi il 12% delle targhe mensili.
Il capitolo alimentazioni conferma la trasformazione in corso. Le auto elettriche crescono dell’89,7% e raggiungono una quota del 10,4%, spinte soprattutto dalla coda dell’Ecobonus 2025. Forte anche l’avanzata delle ibride plug-in, in aumento del 61,9%, e delle full hybrid, salite del 35,7%. Nel complesso, full hybrid e plug-in arrivano al 26,3% del mercato. La benzina arretra leggermente, il diesel continua a perdere terreno con un calo del 20,1%, mentre il GPL resta sostanzialmente stabile.
La dinamica cambia radicalmente nei veicoli commerciali. Qui il diesel conserva una quota superiore all’80%, mentre gli LCV elettrici crollano del 54%, fermandosi a 661 immatricolazioni e a una quota del 4,1%. È uno dei dati più critici del semestre: la transizione elettrica nei mezzi da lavoro procede molto più lentamente rispetto alle auto, anche perché costi, autonomia, tempi di ricarica e necessità operative pesano più che nel mercato privato.
Sul fronte dei marchi, Fiat continua a crescere con un +26,8% a giugno e una quota semestrale vicina al 12%. Bene anche Dacia, tornata sul podio mensile con un +20,5%, mentre Peugeot cresce del 31,5% e Citroën del 20,1%, seppure con un ricorso significativo alle km zero. Il dato più significativo arriva però da BYD, che supera per la prima volta le 6.000 immatricolazioni mensili e conquista una quota oltre il 4%. Il costruttore cinese conferma così una presenza sempre più concreta in Italia, anche se con un mix ancora molto esposto al noleggio a breve termine.
Tra i gruppi, Stellantis mantiene la leadership con quasi 41.000 immatricolazioni a giugno e una crescita del 21,7%, restando però sotto il 30% di quota mensile. Nel semestre il gruppo è al 31,3%. Il risultato positivo di Fiat, Peugeot, Citroën e Leapmotor compensa le flessioni di altri marchi, tra cui Alfa Romeo, Jeep e Lancia. Il gruppo Renault torna a crescere grazie a Dacia, mentre Toyota resta stabile.
La previsione Dataforce per il 2026 è stata aggiornata al ribasso. Il mercato auto dovrebbe chiudere l’anno a 1.605.000 immatricolazioni, con un incremento del 4,6% rispetto al 2025. Per i veicoli commerciali leggeri la stima è invece di 169.000 unità, ancora in calo del 5,6%, nonostante i nuovi incentivi per i mezzi elettrici. Il punto centrale è proprio questo: il primo semestre è positivo nei numeri, ma non elimina i dubbi sulla tenuta della seconda parte dell’anno. Se gli ordini non torneranno a crescere in modo consistente, il mercato potrebbe rallentare dopo l’estate.
Scheda
Mercato auto giugno 2026: 147.633 immatricolazioni, +10,6%
Mercato auto primo semestre: circa 945.000 unità, +9,7%
Privati: oltre 80.000 targhe a giugno, +17,1%
Noleggio breve termine: +57,4%
Noleggio lungo termine: +2,4%
Auto elettriche: +89,7%, quota 10,4%
Ibride plug-in: +61,9%
Full hybrid: +35,7%
Diesel auto: -20,1%
LCV giugno: 16.230 unità, -12,6%
LCV elettrici: -54%, quota 4,1%
Forecast auto 2026: 1.605.000 unità, +4,6%
Forecast LCV 2026: 169.000 unità, -5,6%
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