“Mi hanno legato e messo la pistola in bocca”, il racconto di una donna rapinata in casa nel torinese

Una donna è stata legata al letto e sequestrata per un’ora e mezza nella sua casa a Pecetto Torinese, in provincia di Torino, durante una rapina. La donna si chiama Wilma Ignezi, secondo quanto riporta La Stampa, e al momento dell’intrusione in serata era da sola nell’abitazione. Vive con il marito Enrico Barrera, titolare della Tessil Tex Due di Trofarello che produce tessuti per interni di auto e il figlio Giovanni.
Arancia meccanica nel torinese: donna legata al letto e minacciata durante una rapina in villa
Tutti e due erano a cena fuori quando è accaduto il fatto. «Ero in camera da letto, stavo guardando la tv – ha spiegato -, ho visto accendersi le luci in giardino: ho pensato che fosse arrivato mio marito anche se mi è parso strano perché lui di solito sale dal garage». Dopo qualche minuto ha visto un uomo col passamontagna che si dirigeva in fretta verso di lei dalle scale: «Mi ha urlato di stare ferma, seduta, poi ha tirato fuori una corda e mi ha legato le mani».
Dopo un po’ sono arrivati anche i complici e uno dei due aveva una pistola. Come ha raccontato Wilma, quello armato gliel’ha puntata «alla fronte, poi in bocca: urlavano di dire dove era la cassaforte. Non so come sono riuscita a rimanere calma e a spiegare che noi la cassaforte non ce la abbiamo. Non ci credevano, mi hanno insultato, hanno detto che mi avrebbero ammazzato. Ma la cassaforte in casa non c’è». A quel punto i banditi hanno iniziato a cercare in tutta la villa, sfondando mobili e cassetti. La donna ha testimoniato che i malviventi «erano molto agitati, parlavano italiano con accento dell’Est. Hanno preso orologi, vestiti, gioielli».
La fine dell’incubo e l’arrivo dei carabinieri
Alla fine, prima di andare via, l’hanno minacciata nuovamente: «Non ti muovere o aspettiamo tuo marito e lo ammazziamo». La vittima è rimasta ferma per un po’, fin quando i banditi non sono fuggiti: poi quando ho visto che le luci erano tutte spente in giardino ho chiuso a chiave la porta della camera e ho dato l’allarme. Ho chiamato mio marito e mio figlio, loro hanno avvisato i carabinieri che sono arrivati in pochi minuti». Stando alle indagini, dalla telecamera della casa vicina si vedono tre uomini col volto travisato che salgono in una macchina dove li aspettava il quarto complice.
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