MIC Faenza, prorogata al 10 maggio la mostra “World of Plenty” di Itamar Gilboa
Prorogata al 10 maggio al MIC Faenza “World of Plenty” di Itamar Gilboa, installazione tra ceramica, video e neuroscienze sul tema della fame nel mondo contemporaneo.
Prorogata la 10 maggio “World of Plenty” di Itamar Gilboa
Project Room - MIC Faenza
L'installazione affronta il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo.
Resterà aperta fino al 10 maggio, al MIC Faenza, la mostra “World of Plenty” di Itamar Gilboa. L’installazione, allestita nella Project Room del museo dallo scorso 1 marzo, avrebbe dovuto chiudere il 26 aprile, ma il forte interesse del pubblico ha portato alla proroga dell’esposizione.
Curata da Alessandra Laitempergher, la mostra affronta uno dei temi più urgenti del presente: il paradosso tra abbondanza e scarsità di cibo nel mondo contemporaneo. Un progetto che unisce ceramica, video e neuroscienze per portare lo spettatore dentro una riflessione diretta e potente sulla crisi della fame.
Una mostra tra arte, scienza e impegno civile
Con “World of Plenty”, Itamar Gilboa costruisce un percorso immersivo che mette in dialogo esperienza personale e dimensione collettiva. Al centro dell’installazione ci sono 260 sculture in ceramica, numero che corrisponde alle persone che muoiono di fame ogni 15 minuti nel mondo.
Il dato diventa così materia, forma e immagine. Le sculture rappresentano cellule cerebrali e nascono da una ricerca che utilizza la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per analizzare l’attività cerebrale dell’artista sotto lo stimolo della fame. Da questi rilievi sono stati sviluppati modelli tridimensionali, poi stampati in 3D e trasformati in opere in ceramica.
Il progetto site specific per il MIC Faenza
L’esposizione è stata ideata e realizzata appositamente per il MIC Faenza. Le opere poggiano su piastrelle fatte a mano che riproducono sezioni del cervello dell’artista, evocando al tempo stesso la fragilità biologica e il collasso sociale legato alle disuguaglianze alimentari.
A completare l’installazione c’è anche uno schermo con il conteggio in tempo reale delle vittime della fame, mentre il primo capitolo del nuovo film “World of Plenty”, presentato in anteprima, accompagna il percorso con un paesaggio sonoro scandito dal rumore di gocce che cadono, trasformando il tempo in presenza concreta e inquietante.
Le parole dell’artista
“Ho avviato questo progetto nel 2020, quando la fame era già una delle sfide più urgenti a livello mondiale”, afferma Itamar Gilboa. “Oggi la situazione è ancora più critica. In tutto il mondo, le comunità devono affrontare una catastrofica insicurezza alimentare, mentre l’obiettivo Zero Hunger delle Nazioni Unite di porre fine alla fame entro il 2030 si allontana sempre più. World of Plenty è un grido d’allarme, un rifiuto di accettare la fame come qualcosa di normale”.
Ceramica e maestria artigianale
Le sculture in mostra sono state realizzate in collaborazione con Aida Bertozzi / Casa degli Artisti, in un dialogo tra ricerca contemporanea e alta artigianalità ceramica. Un aspetto che rende il progetto particolarmente coerente con la sede del MIC Faenza, museo da sempre punto di riferimento per il linguaggio della ceramica.
Chi è Itamar Gilboa
Nato nel 1973, Itamar Gilboa vive ad Amsterdam e porta avanti una ricerca che intreccia arte, tecnologia, scienza e ambiente. Attraverso raccolta dati e analisi statistica, l’artista costruisce installazioni scultoree immersive in cui il dato personale si trasforma in riflessione pubblica e condivisa.
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