Migranti, smantellata un’altra rete di trafficanti a Bologna: FdI: “Con il governo Meloni si entra solo legalmente”

Lo smantellamento di un’organizzazione con base a Taranto dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sfruttando il meccanismo del decreto Flussi rende evidente il cambio di passo impresso dal Governo Meloni nella gestione dell’immigrazione. Due notizie che procedono parallelamente. “Da un lato, l’operazione che ha portato a 30 arresti per il presunto coinvolgimento di avvocati, CAF, intermediari e operatori di Ong in un sistema finalizzato a favorire l’immigrazione clandestina attraverso un uso fraudolento del decreto Flussi; dall’altro, i dati che evidenziano il forte calo degli sbarchi e l’aumento dei rimpatri nel primo semestre del 2026, con un calo superiore al 50%. Il messaggio è chiaro- afferma il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami: con il Governo Meloni in Italia si entra soltanto legalmente. E lo Stato è tornato a fare lo Stato contrastando con determinazione chi aggira le regole. Gli anni delle politiche immigrazioniste della sinistra sono finiti”.
Bignami: “Con il governo Meloni contrasto all’illegalità e meno sbarchi”
L’era delle porte aperte tanto cara alla sinistra immigrazionista volge al termine. La linea del governo italiano -che fa scuola in Europa – ha come conseguenza l’attenzione a chi può entrare e lavorare regolarmente e chi no. La premier Giorgia Meloni che «rompe i coglioni» sui controlli, come da intercettazioni rivelate dal Giornale la dice lunga sulla qualità del contrasto all’illegalità. E la guerra senza quartiere a chi aggira il decreto flussi è tale che non solo la procura di Taranto e quella di Bari hanno smantellato un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento dell’immigrazione.
Aggiravano il decreto flussi: 8 arresti anche a Bologna
Anche a Bologna un insospettabile negozio di telefonia in via Marconi secondo la Polizia era la base operativa di una organizzazione: anche questa avrebbe gestito un sistema per favorire l’ingresso illegale in Italia di stranieri, sfruttando il decreto flussi tramite contratti di lavoro fittizi e documenti contraffatti. L’operazione della squadra Mobile ha portato nel primo pomeriggio a otto misure cautelari emesse dal Gip Maria Cristina Sarli su richiesta del sostituto procuratore Tommaso Pierini che ha coordinato le indagini.
Un negozio di telefonia a Bologna era la base operativa
In carcere sono finiti tre cittadini dello Sri Lanka, età fra i 51 e i 57 anni, mentre tre loro connazionali (fra cui la titolare del negozio di telefonia) e due italiani sono ai domiciliari: tutti con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli accertamenti degli investigatori hanno portato al negozio di telefonia, facendo poi emergere il sistema illegale, che tra il 2022 e il 2025 avrebbe consentito l’ingresso di quasi un centinaio di stranieri, in gran parte dallo Sri Lanka, oltre che da Bangladesh e Marocco. Le vittime avrebbero pagato cifre fra 10 e 20mila euro per la gestione della pratica.
Speranzon: “Gli arresti sono il biglietto da visita nei confronti dei cittadini”
Dunque, lo Stato c’è. “La notizia degli arresti su buona parte del territorio nazionale legati ad un sistema sistematico e fraudolento per trarre profitto dalla procedura agevolata per l’ingresso di lavoratori extracomunitari prevista dal decreto flussi ne è la più pratica dimostrazione”. A parlare è il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon. “La nostra Nazione è in vetta in Europa insieme alla Danimarca sui rientri forzati; con una percentuale aumentata dell’8,1 per cento corrispondente, nel primo trimestre del 2026, a 108.475 persone che sono dovute rientrare nei rispettivi Paesi di origine”.
E anche gli arrivi sulle nostre coste sono dimezzati, passando nel primo semestre del 2026 da 30mila a 14 mila rispetto all’anno precedente. “Semmai ve ne fosse stato bisogno, questo è il biglietto da visita con il quale il nostro esecutivo si presenta al cospetto dei nostri cittadini, rispetto ad una politica scellerata che la sinistra ha praticato per anni e che ha causato solo danni”.
Loperfido: Decide lo Stato, non i trafficanti, chi può entrare in Italia
Con governo Meloni si entra solo nel rispetto della legge. “L’indagine dimostra come il rafforzamento dei controlli abbia permesso di far emergere e colpire un sistema illecito che lucrava sull’immigrazione, trasformando uno strumento pensato per l’ingresso regolare dei lavoratori in un meccanismo fraudolento. Allo stesso tempo – dice Loperfido di FdI- i dati del Viminale evidenziano una netta diminuzione degli sbarchi e un deciso incremento dei rimpatri. Con l’Italia tra i Paesi europei più efficaci nell’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio. Sono finiti gli anni delle politiche immigrazioniste della sinistra, che hanno favorito disordine e illegalità. Il messaggio è molto chiaro: oggi in Italia decide lo Stato, non i trafficanti, chi può entrare”.
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