Milan, Amorim ricorda Baresi: "Tutti mi parlano di Franco con le lacrime agli occhi. Lui ci avrebbe voluto in campo e non al suo funerale"

04 Agosto 2026 - 14:50
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Il ricordo del compianto difensore e bandiera rossonera da parte del neo-allenatore portoghese

Ruben Amorim, insieme al resto della squadra, non sarà presente oggi a Milano per dare un ultimo saluto a Franco Baresi. Lo storico difensore, leader, capitano, bandiera e poi dirigente del Milan si è spento 4 giorni fa e oggi presso la chiesa di Sant'Ambrogio si terrà il suo funerale, ma la squadra, impegnata in tournée in Australia non sarà presente se non attraverso una delegazione composta da Pulisic e Gimenez fra i giocatori (infortunati e rimasti in Italia ad allenarsi) e da Scaroni e Cardinale in rappresentanza della società.

Domani è infatti in programma l'amichevole contro l'Inter, il derby pre-stagione, e l'allenatore portoghese ha voluto sfruttare la mini-conferenza pre-partita per dare un lungo e caloroso messaggio d'addio per Franco Baresi. Ecco le sue parole riportate da Gazzetta.


"NESSUNO LO CHIAMAVA BARESI, ERA FRANCO PER TUTTI"

"Prima di tutto le nostre condoglianze alla famiglia di Baresi, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera. Penso di essere l'ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po' la sensazione che c'è all'interno del nostro staff.


Prima di tutto, nessuno chiama Baresi "Baresi": lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Quando andiamo a cena, Michele, il nostro chef, continua a mostrarmi fotografie di lui e del signor Baresi insieme e a raccontarmi tante storie".

"NON CI HA MAI TRADITO"

"Ho parlato con tante persone di Franco e nessuno parla delle Champions League e degli scudetti che ha vinto. Tutti dicono una cosa: 'Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati'. E questo è speciale. Adesso che non è più con noi, ci sta insegnando che i successi sono davvero una bella cosa, ma che sono importanti per il nostro ego. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto"

ERA TUTTO PER LA SQUADRA

"Franco era tutto per la squadra. Tutto per la squadra. È questa la sua eredità... Io non so cosa succederà in futuro dal punto di vista dei risultati. Non posso controllarlo né promettere niente. Ma una cosa posso prometterla: la squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l'eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club"

CI AVREBBE VOLUTO IN CAMPO E NON AL SUO FUNERALE

"Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club il nostro leader, il signor Cardinale, è lì e ci sono le persone del Milan. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club".


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