Milan, com'è cambiato il ruolo di Ibrahimovic negli anni: una nuova direzione per il futuro
Milan, Ibrahimovic è pronto a guidare l'ennesima rivoluzione: i dettagli
Zlatan Ibrahimović ricopre il ruolo di Senior Advisor della proprietà Red Bird e Operating partner nel Milan, con una funzione trasversale che unisce l'area sportiva, commerciale e la gestione della cultura vincente del club. Collabora strettamente con la dirigenza (Moncada, Furlani, Yare) e Gerry Cardinale, operando tra Casa Milan, Milanello e San Siro. È coinvolto in progetti strategici, inclusi quelli relativi al nuovo stadio e alla franchigia per Nba Europe.
L'arrivo di Tare e quello di Allegri ha riempito caselle che negli ultimi anni si sono rivelate deficitarie proprio mancanti. C'è stato un momento, e pure piuttosto lungo, in cui Zlatan è stato a tutti gli effetti il frontman del Diavolo. Era praticamente ovunque, una sovraesposizione che, tra l'altro, non riscuoteva un grande entusiasmo nella proprietà. Nel piano di RedBird il suo ruolo non doveva - e non deve - essere il principale punto di riferimento mediatico.
NUOVA VITA DAL 2023
Ibra al Milan. Ancora una volta. La terza volta insieme. Una storia d'amore e passione. Ma stavolta con una piega diversa. L’ennesimo ritorno di Zlatan è nuova vita. Quella da dirigente. A soli sei mesi dall’addio dal calcio giocato. Sarà il senior advisor della proprietà. Riporterà direttamente a Gerry Cardinale e lavorerà a stretto contatto con il management attuale. Soprattutto con Furlani. Il giorno dell'ufficialità è l'11 dicembre del 2023, dopo qualche settimana di trattativa con il patron italo americano. I primi mesi sono molto silenziosi dal punto di vista mediatico e in molto si domandando, tra gli addetti ai lavori, quale sia il suo reale ruolo all'interno del club.
"IL BOSS SONO IO"
"Io sono il boss e comando io: tutti gli altri lavorano per me". Punto nell'orgoglio dalle critiche di Boban, Ibrahimovic rispose così prima di Milan-Liverpool del 17 settembre del 2024 in Champions League. Da una figura più discreta, defilata al centro della scena cosi come lo ero da calciatore. Il braccio destro nel club rossonero di Cardinale mette la faccia a ogni conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti, da quelli estivi come Emerson Royal a quelli invernarli come Walker e Joao Felix.
RIDIMENSIONATO
Da direttore mascherato al ruolo più di rappresentanza, Zlatan Ibrahimovic ha cambiato radicalmente la sua vita al Milan negli ultimi 6/7 mesi. In realtà lo stesso Furlani, proprio nel presentare i progetti della nuova stagione la scorsa estate, aveva parlato così del ruolo dello svedese: C’è stata confusione sul suo ruolo. È stato e rimane una persona molto importante nel contesto del progetto Milan. Il ruolo di Zlatan è a livello di proprietà, il suo input è sulla parte sportiva, commerciale, istituzionale e di rappresentanza. Una persona che ci ha fatto vincere come giocatore. Ha una ricchezza di competenze e una conoscenza del mondo del calcio molto ampia".
Meno di campo e più istituzionale: ibrahimovic è presenza fissa a San Siro ma abbastanza sporadicamente a Milanello. In tutti gli eventi più importanti per il club rossonero Zlatan è stato presente ma con una partecipazione diversa, più razionale.
CAPO DELLA RIVOLUZIONE
Chi potrebbe beneficiare di un'eventuale allontanamento del direttore sportivo Igli Tare e dell'amministratore delegato Giorgio Furlani è Zlatan Ibrahimovic. Socio di Cardinale dal dicembre 2023, coinvolto in diverse attività di RedBird con uno sguardo rivolto principalmente al lato sportivo, l'ex campione svedese ha vissuto una stagione molto ai margini rispetto a quella precedente, in cui era stato l'elemento di collegamento tra società e squadra. Supervisionando (in tandem col dirigente americano Jovan Kirovski) anche la nascita e la crescita del progetto della seconda squadra, Milan Futuro, al suo secondo anno di vita e recentemente eliminato dai playoff di Serie D dopo la retrocessione dalla C della stagione passata.
Il suo possibile ritorno con un ruolo più da protagonista tornerebbe d'attualità nel caso in cui Cardinale decidesse davvero di operare una profonda rivisitazione di tutta l'area sportiva e del management al termine di un'altra stagione ricca di problemi, contrasti interni, divisioni e pochissimi risultati.
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