Milan, la posizione di Cardinale su Furlani: dal record di plusvalenze al nodo 2028
La posizione del patron di RedBird nei confronti del CEO rossonero è chiara.
Traguardi da raggiungere sul campo, obiettivi a livello finanziari da continuare a centrare e una crescita globale del brand che punta a consolidarsi e a essere un punto di riferimento per tutto il mondo calcistico e sportivo. E' su questa triade di macro-argomenti che il Milan sta muovendo i suoi passi, ricercando risultati sportivi ambiziosi che possano andare di pari passo con una sostenibilità dal punto di vista finanziario che viene visto come punto all'ordine del giorno negli uffici ai piani alti della società rossonera.
Se, economicamente parlando, il club meneghino viva e goda di ottima salute (nelle ultime tre stagioni, il Milan ha chiuso il proprio bilancio con un utile in attivo e un record di ricavi, derivanti anche dalle plusvalenze generate dal player trading), ecco che dal lato sportivo qualche voce, qualche sottofondo rumoroso ha cominciato a movimentare i pensieri e la passione dei tifosi rossoneri, da sempre desiderosi di tornare a vincere e a essere competitivi in Italia e in Europa. Filtrano critiche all'identità del club e allo sviluppo delle ambizioni sportive, con una parte di tifoseria che ritiene come le stesse, a ora, siano ormai entrate in contrasto con la gestione attuale della società, concentrata sulla sostenibilità finanziaria.
Il mirino - almeno nelle ultime settimane - appare essere puntato, più che sulla squadra e sui membri della rosa - nei confronti dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, sul quale appare corretto chiarire e riportare ogni posizione da parte del club, fiducioso che la strada tracciata sino a ora possa condurre nuovamente la società ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo.
E a proposito di Europa, il Milan deve ancora chiudere la sua stagione sportiva e ha una qualificazione alla prossima edizione della Champions League da raggiungere a ogni costo per proseguire il trend finanziario positivo e progettare un futuro che sia roseo, che possa permettere al tecnico Massimiliano Allegri di rientrare nella lotta per lo Scudetto. Servirà un lavoro di squadra da parte di tutte le componenti: dal direttore tecnico Moncada che dovrà continuare il suo importante lavoro di scouting di talenti, passando per il direttore sportivo Igli Tare (pronto a proseguire il suo compito in sede di trattative) e l'allenatore livornese stesso che dovrà valorizzare al massimo le risorse a disposizione per il futuro.
Un futuro che passa dalle mani e dalle firme - letteralmente - dell'amministratore delegato Giorgio Furlani.
LA SUA STORIA AL MILAN
Prima di addentrarci nella tematica, proviamo a fare un piccolo passo indietro per inquadrare il ruolo di Furlani all'interno del mondo Milan e capire il suo background a livello sportivo e finanziario.
Classe '79 e stimato dirigente d'azienda, oltre che tifoso rossonero da sempre, Furlani è laureato in Economia e Finanza presso l'Università Bocconi di Milano, un percorso accademico che è proseguito con un Master in Business Administration alla Harvard. Dopo le prime esperienza fra Lehman Brothers, Silver Point Capital e Apollo, entra a far parte del mondo del fondo Elliott 16 anni fa, nel 2010, propiziando anche il passaggio di proprietà del Milan da Berlusconi a Yonghong Li, prima dell'ingresso dello stesso fondo nel 2018.
E' proprio il 2018 l'anno di svolta: Furlani è entrato a far parte del CdA (Consiglio d'Amministrazione) del Milan, unendo la sua passione e il suo tifo per il club all'esperienza maturata sul lato dirigenziale nella sua carriera professionale. Al Milan è protagonista della prima fase di rinascita del club, coincisa con il ritorno in Champions League e la vittoria dello Scudetto - con Stefano Pioli sulla panchina - nel 2022.
Nel dicembre dello stesso anno, succede a Ivan Gazidis diventando amministratore delegato del Milan, durante il passaggio di proprietà della società meneghina da Elliott a RedBird, con Gerry Cardinale che diventa così proprietario.
Nel mese di gennaio di quest'anno (2026), RedBird ha completato il rifinanziamento del Milan nei confronti di Elliott, facendo subentrar e un nuovo finanziamento istituzionale strutturato da Comvest Credit Partners. Nella ristrutturazione del CdA, Furlani rimane centrale nella sua posizione all'interno del board come CEO (Chief Executive Officer) rossonero.
IL RECORD DI PLUSVALENZE
Fra i grandi traguardi raggiunti (facente parte di una sezione di critiche che vengono rivolte all'AD della formazione meneghina) da Giorgio Furlani nel corso della sua esperienza in rossonero non si può non citare il recente primato di plusvalenze che verrà fatto registrare a bilancio nell'annata corrente (2025/26), come riportava Calcio&Finanza.
Il record, appartenente all'annata 2001/02 con un margine di 78 milioni di euro, verrà battuto con i 101,8 milioni di euro che verranno iscritti (se tutti i dati verranno confermati dalla relazione del Milan) a bilancio per questa stagione. Un dato record nelle ultime 30 stagioni che potrà anche essere aggiornato se, in caso di mancata qualificazione alla Champions League, ci fosse la necessità di andare a ritoccare la rosa con qualche cessione importante di un big, utilizzando l'arma del player trading entro il 30 giugno 2026, ultimo giorno dell'anno finanziario di questa stagione in cui poter iscrivere ulteriori operazioni.
Il risultato da sottolineare in un contesto economico che è da sempre prioritario nella gestione di RedBird per il Milan.
LA POSIZIONE DI CARDINALE
Ed è da qui che bisogna ripartire per andare a specificare quale sia l'esatta posizione del proprietario Gerry Cardinale nei confronti del CEO Giorgio Furlani. I risultati e i successi sportivi, a più riprese, sono stati confermati come debbano essere raggiunti e inseguiti senza mai dimenticare la sostenibilità finanziaria, punto cardine della gestione della società rossonera.
Nei vari appuntamenti e incontri avuti durante i viaggi di Cardinale a Milano (solamente nel 2026, il patron di RedBird si è affacciato al capoluogo lombardo in tre occasioni: il 21 gennaio prima di sancire il rifinanziamento, il 15 febbraio con una nuova visita al Centro Sportivo di Milanello per blindare Allegri come fulcro sportivo del club e infine in occasione dell'ultimo Derby, vinto dai rossoneri sull'Inter con goal di Estupinan).
In queste occasioni, dicevamo, Cardinale ha avuto di interfacciarsi con Furlani attraverso diversi colloqui, nella quale è filtrata sempre soddisfazione per il lavoro svolto sul lato finanziario. E' chiaro che il periodo attuale del Milan sia differente (si è parlato di una rincorsa all'Inter per lottare per lo Scudetto all'incertezza sulla partecipazione alla prossima Champions League, seppur i meneghini abbiano il loro destino in mano, visto il vantaggio in classifica e le tre gare di campionato ancora a disposizione per agguantare il traguardo), ma dalla proprietà RedBird filtra ottimismo sul lavoro svolto dal proprio amministratore delegato sino a questo momento.
IL NODO 2028 E IL FUTURO
Questo grado di soddisfazione viene dimostrato anche da quanto fatto trapelare dai colleghi de Il Corriere dello Sport negli scorsi mesi: la posizione di Furlani, come delineato anche dall'ingresso di Comvest e dalla scelta di non stravolgere l'attuale governance del Milan all'interno del Consiglio d'Amministrazione, non è stata in discussione, almeno sino a ora.
E' sempre filtrata grande unità di intenti, in un contesto di continuità, fra la proprietà e il management. Il quotidiano, inoltre, sottolineava come la carica di Furlani come amministratore delegato fosse ufficialmente scaduta alla fine del 2025, ma fosse stata riconfermata attraverso un rinnovo per un altro mandato dalla durata triennale, spostando dunque la scadenza del rapporto fra il Milan e Furlani al 2028, anno nel quale - tra l'altro - sarebbe scaduto, inizialmente, il vendor loan concesso da Elliott a RedBird, prima del rifinanziamento avuto e strutturato assieme a Comvest Credit Partners.
Il futuro, dunque, del Milan appare ancora essere legato e alla figura e all'autorità di Giorgio Furlani, in quanto amministratore delegato del club, pur considerando che - come chiariva in passato anche Matteo Moretto - l'estate che si avvicina potrebbe portare a possibili cambiamenti strutturali dal punto di vista societario.
Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, a quanto filtra, la posizione di Furlani all'interno dell'organigramma rossonero non è in alcun modo in bilico.
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