Milano, rabbino aggredito: arrestato un 20enne per propaganda e istigazione a delinquere

17 Settembre 2026 - 17:45
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Milano, rabbino aggredito: arrestato un 20enne per propaganda e istigazione a delinquere

Un ragazzo è stato arrestato dalla polizia di Stato di Milano in relazione al caso del rabbino di 60 anni che nel pomeriggio di mercoledì è stato insultato e aggredito da un gruppo di tre giovani mentre si trovava presso la fermata dell’autobus in zona Bande Nere. Le manette sono scattate ai polsi per un tunisino di 20 anni, L.L., arrestato ieri in serata dopo essere stato condotto in Questura per accertamenti assieme ad altri due uomini per i quali invece scatterà la denuncia. Lo straniero comparirà oggi in Tribunale a Milano nell’aula 2 della sezione direttissime davanti alla giudice Alessandra Di Fazio, chiamata a decidere sulla richiesta di applicazione misure cautelari del pubblico ministero di turno, Luca Gaglio, che per il momento ha qualificato i fatti con l’ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Il 20enne libero ma con obbligo di firma

Torna libero il 20enne arrestato. Lo ha deciso il Tribunale di Milano. La giudice Sofia Fioretta oggi in servizio alla sezione Direttissime ha accolto la richiesta di misura cautelare chiesta dal pubblico ministero Luca Gaglio, che coordina le indagini della Digos, ritenendo più che sufficiente l’obbligo di presentazione alla polizia rispetto alla detenzione. Il giovane dovrà affrontare un processo per propaganda e istigazione per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. La prima udienza è stata fissata per il 12 novembre. Con lui sono indagati anche un amico e il fratello, denunciati a piede libero.

Fratello arrestato: “Mai picchiato rabbino, non siamo razzisti”

“Se guardano le telecamere di sicurezza eravamo fermi, nessuno ha tirato un pugno o altro all’inguine come dicono, non è mai successa questa cosa. Soprattutto non siamo scappati dalla polizia, non è mai successo, e non siamo razzisti“. Lo ha detto ai giornalisti il fratello del 20enne italiano di origini nordafricane arrestato dalla polizia di stato di Milano per la presunta aggressione. L’arrestato si trova attualmente nelle celle di sicurezza del Tribunale in attesa dell’udienza di convalida per direttissima. Il fratello, 21 anni, era con lui ieri ed è uno degli altri due ragazzi denunciati a piede libero per la stessa ipotesi e a cui la polizia ha notificato un daspo urbano dal territorio di Milano. Secondo gli investigatori delle Volanti intervenuti sul posto i tre, alcuni di loro con precedenti di polizia, avrebbero colpito “con un calcio all’altezza dell’inguine” il rabbino dopo averlo avvicinato “con fare provocatorio ed aggressivo” e avergli rubato il copricapo.

Parlando con i giornalisti al piano terra del palazzo di giustizia, il giovane ha fornito una versione radicalmente differente sostenendo che le telecamere di sorveglianza, se presenti e acquisite, possono confermarla. La presunta vittima dell’aggressione ha “l’età di mio padre, non gli alzerei mai le mani, ho imparato l’educazione apposta” ha detto il 21enne, nato a Como e che afferma di essere uno studente del Politecnico di Milano alla facoltà di Ingegneria e un volontario della Protezione civile di Codogno, nel lodigiano, dove vive proprio con il fratello.

Secondo il ragazzo il gruppo era a Milano per andare a prendere un amico nella zona di Bisceglie, capolinea della metropolitana rossa MM1. Nell’attesa di raggiungerlo avrebbero girato alcuni video scherzosi da pubblicare su Tik Tok e nel farlo si sarebbero avvicinati all’uomo ebreo, vestito in maniera ortodossa e tradizionale.

L’uomo, dopo aver mostrato fastidio, avrebbe estratto il cellulare iniziando a filmarli e parlando nella “sua lingua che noi non capiamo”. “Il mio amico – ha spiegato il 21enne – gli fa ‘perché mi fai i video’ e per scherzo gli ha preso il cappello, lo ha messo in testa e fa ‘mi sta bene?'”, prima di restituirlo. “Volevamo andarcene via ma lui ci ha inseguito facendoci i video”, prosegue, e a quel punto uno dei ragazzi gli avrebbe fatto una “spazzata” (una sorta di sgambetto). Secondo la loro versione il 60enne – che al momento non pare aver prodotto un referto medico per delle lesioni – non sarebbe mai caduto a terra. Dopo la discussione il gruppo si sarebbe diviso: due su un monopattino elettrico per andare al supermercato e il fratello in direzione di Bisceglie. Quando si sono riuniti dopo alcuni minuti “ho visto mio fratello in mezzo a delle pattuglie – ha concluso -. Siamo andati noi da loro e ci hanno messo nelle macchine e svuotato le tasche”, prima di accompagnarli negli uffici di via Fatebenefratelli.

Malaguti (FdI): “Aggressione rabbino dimostra quanto serva il ddl Antisemitismo”

“Un rabbino della Comunità ebraica di Milano è stato aggredito nel pomeriggio di ieri mentre si trovava alla fermata di un autobus in zona Bande Nere. Il rabbino sarebbe stato avvicinato e molestato da tre persone, che lo avrebbero insultato e picchiato e gli avrebbero sottratto la kippah. I tre, che sarebbero di origine araba, sono stati successivamente fermati e arrestati. Ennesimo gravissimo episodio che dimostra quanto sia importante la proposta di legge sull’antisemitismo e quanto sia altrettanto grave la propaganda contro questo provvedimento. Ieri in Commissione Affari Costituzionali alla Camera è stata completata la discussione sull’articolato e sugli emendamenti con il parere favorevole del governo. Nei prossimi giorni il testo dovrebbe approdare in Aula“. Così in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti, primo firmatario della proposta di legge sull’antisemitismo.

Paita (Iv): “Aggressione inaccettabile, solidarietà al rabbino”

“L’aggressione subita ieri a Milano da un rabbino alla fermata dell’autobus è inaccettabile. A lui e alla comunità ebraica milanese va tutta la mia solidarietà. È un episodio estremamente grave, che si aggiunge ai tanti avvenuti negli ultimi mesi, e che non possono non preoccupare. Questi rigurgiti di antisemitismo vanno contrastati con la massima fermezza. Quando una persona ebrea non può girare liberamente nelle nostre strade senza il rischio di essere aggredito, è tutta la società che viene messa in pericolo”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.

Malpezzi-Delrio (Pd): “Odio antisemita richiede risposte”

“Esprimiamo vicinanza a tutta la comunità ebraica milanese e al rabbino aggredito vergognosamente ieri a Milano Quando una persona è fatta oggetto di odio, semplicemente perché indossa i segni della sua fede religiosa o della cultura del suo popolo non è in pericolo solo chi subisce, ma tutta la convivenza civile. Nessuno si può sentire sicuro se si permette la discriminazione su base religiosa di gruppi o persone. Da tempo denunciamo come l’odio antisemita stia raggiungendo livelli preoccupanti e come richieda una risposta adeguata e specifica sul piano culturale, educativo e giuridico”. Così i senatori del Pd Simona Malpezzi e Graziano Delrio.

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