Mondiali 2026, gol di Jude Bellingham irregolare? Scoppia il caso Spidercam in Norvegia-Inghilterra
L’Inghilterra ha battuto per 2-1 ai tempi supplementari la Norvegia in un infuocato quarto di finale dei Mondiali 2026, ma a partita finita è esploso un caso destinato a far discutere a lungo. Proprio la rete decisiva, quella firmata da Jude Bellingham al 3′ minuto dei tempi supplementari, presenterebbe un grave vizio: una decisiva deviazione di un cavo della Spidercam.
Alcune riprese dell’azione in questione, circolate dopo il 120′, hanno rapidamente fatto il giro del mondo e scatenato la rabbia della Norvegia. Il gioco inizia con un’altissima rimessa da fondocampo del portiere scandinavo Nyland: nel filmato dall’alto si vede il pallone alzarsi a campanile e poi precipitare verso il terreno di gioco in perpendicolare, perdendo la parabola che sarebbe stata naturale. La conseguenza, secondo il team norvegese, sarebbe dovuta essere una sola: l’interruzione dell’azione. Che, quindi, non avrebbe portato alla rete decisiva di Bellingham.
La questione, spinosissima, è stata prontamente affrontata dalla FIFA in un chiarimento in cui si afferma che “il grafico del pallone non ha rilevato alcuna variazione”. In altre parole, in caso di contatto con il cavo della telecamera appesa sulla sommità dello stadio (la fatidica Spidercam), un chip all’interno della palla avrebbe dovuto suonare. Ma questo non è successo, tanto che anche il Var non ha rilevato nessuna irregolarità. Il caso però esiste, al culmine peraltro di una sfida come Norvegia-Inghilterra caratterizzata da diverse decisioni dell’arbitro Turpin contestate dall’una e dall’altra squadra.
Non si tratta del resto dell’unico episodio arbitrale finito nel mirino nel corso della partita. Al 36′ Turpin aveva già fatto discutere lasciando correre su un contatto tra Berg e Kane: sugli sviluppi dell’azione, Schjelderup aveva portato in vantaggio la Norvegia con un gran sinistro su assist di Odegaard, beffando un Pickford che in quella stessa serata aveva stabilito il record di presenze ai Mondiali tra i portieri inglesi, superando la leggenda Peter Shilton. Nella ripresa, poi, il Var aveva negato alla Norvegia quello che sembrava un gol del nuovo sorpasso, rilevando una spinta di Haaland su corner, mentre nel secondo tempo supplementare Turpin aveva inizialmente assegnato un rigore per un fallo su Spence, salvo poi tornare sui propri passi all’on field review.
Il contesto in cui si è consumata la sfida dell’Hard Rock Stadium ha reso tutto ancora più complicato. La partita si è disputata in condizioni climatiche estreme, con una temperatura percepita che ha sfiorato i 44°C a causa della fortissima umidità tipica della Florida meridionale in questo periodo dell’anno. L’amministrazione comunale di Miami aveva diramato in giornata un avviso ufficiale invitando i residenti a idratarsi il più possibile e a ridurre le attività all’aperto, mentre la FIFPRO aveva sollecitato lo spostamento delle partite in caso di temperature superiori ai 28°C. Non si tratta di un caso isolato in questo torneo: a Philadelphia, in occasione degli ottavi di finale tra Francia e Paraguay, il termometro aveva già toccato i 38°C con punte percepite vicine ai 46°.
A complicare ulteriormente la vigilia norvegese ci aveva pensato un virus intestinale che aveva colpito diversi elementi del gruppo squadra dopo la storica vittoria contro il Brasile — quella che aveva eliminato i favoritissimi verdeoro grazie a una doppietta di Haaland. Lo stesso ct Solbakken non era al meglio e non aveva potuto nascondere il problema in conferenza stampa. Sul fronte inglese, invece, Tuchel aveva dovuto rinunciare a Jarell Quansah, squalificato per due giornate dalla FIFA dopo l’espulsione contro il Messico, e a Jordan Henderson, infortunatosi durante i festeggiamenti post-partita allo Stadio Azteca.
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