Mondiali 2026, Jude Bellingham ribalta la Norvegia: Inghilterra in semifinale

12 Luglio 2026 - 04:25
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Mondiali 2026, Jude Bellingham ribalta la Norvegia: Inghilterra in semifinale

Il sogno della Norvegia di conquistare una storica semifinale ai Mondiali di calcio 2026 è durata lo spazio di una manciata di minuti. A Miami vince infatti l’Inghilterra, capace di imporsi per 2-1 dopo i tempi supplementari in una serata torrida all’Hard Rock Stadium di Miami. A portarsi in vantaggio erano stati però gli scandinavi, grazie alla contestata rete di Andreas Schjelderup al 36′. Già nel recupero del primo tempo è arrivato però il pareggio del solito Jude Bellingham, che ha poi firmato raddoppio e qualificazione nel 3′ minuto del primo tempo supplementare. Per una volta è sottotono la prestazione di Erling Haaland, anche costretto alla sostituzione nell’ultimo quarto d’ora di partita.

Ad affrontarsi sono due delle squadre che più hanno impressionato fin qui ai Mondiali 2026, con il risultato però di annullarsi a vicenda per lunghe fasi a inizio partita. Il primo vero squillo è proprio di Bellingham, ma nulla di che. Dopo il primo cooling break è quindi Kane a provarci su punizione. Poi per la prima volta Haaland semina due volte il panico nell’area dell’Inghilterra. E il gol della Norvegia arriva, ma lo firma al 36′ Schjelderup non senza polemiche: il suo gran sinistro su assist di Odegaard arriva infatti dopo un rude contatto tra Berg e Kane che l’arbitro Clément Turpin non giudica falloso.

Sulle ali dell’entusiasmo la Norvegia potrebbe addirittura raddoppiare, ma Sorloth non trova la porta mentre Pickford mura la porta a Odegaard. Dopo un’altra colossale occasione sciupata da Sorloth, con Haaland solissimo al suo fianco, l’Inghilterra pareggia. Lo fa al terzo di quattro minuti di recupero grazie a un colpo di classe di Bellingham, che riceve da Gordon al limite e dopo un controllo sontuoso penetra in area puntando secco a sinistra e infila la palla nell’angolino. Gli scandinavi provano a rialzare la testa a inizio ripresa: Pickford (divenuto recordman per presenze ai Mondiali tra i portieri inglesi) si oppone come può a Haaland, protagonista anche qualche minuto dopo. Una sua spinta in area su corner vista dal Var nega infatti il gol del nuovo sorpasso a Heggem: altre polemiche all’indirizzo di Turpin.

La Norvegia continua a farsi preferire, e Ajer centra addirittura una gran traversa con un’incornata su iniziativa di Aursnes. Poi è Konsa a salvare tutto, mentre la palla sembra proprio non voler uscire dall’area inglese. Ancora Pickford dice di no a Nusa, poi si va ai supplementari che si aprono al 93′ con la rete del sorpasso di Bellingham che in tap-in beffa Nyland dopo una respinta difettosa su botta di Rogers. Poi ancora una volta protagonista diventa il Var: Turpin non ha dubbi ad assegnare un rigore quando Spence cade in area sul contrasto con Bobb, ma all’on field review cambia idea. All’inizio del secondo tempo supplementare gli scandinavi perdono anche Haaland, in condizioni fisiche non perfette. Ma la partita resta sul filo di un equilibrio pronto a spezzarsi in qualsiasi momento: Nyland si fa perdonare su una tripla occasione Saka-Spence-Saka, quindi Berg e Bobb sprecano la palla del nuovo pareggio.

Non è la prima volta che Turpin finisce nell’occhio del ciclone in partite con posta in palio altissima. Nel suo curriculum figurano episodi controversi con club italiani: dal fallo non sanzionato su Bennacer in Porto-Milan di Champions League 2021-22, con il Var rimasto silente, all’espulsione di Hummels nel ritorno degli ottavi tra Athletic e Roma, giudicata fin da subito discutibile dalla critica. Proprio in occasione di Bosnia-Italia, lo scorso marzo, la sua designazione aveva fatto discutere: fu lui a dirigere Italia-Macedonia del Nord nel 2022, la partita passata alla storia per la clamorosa esclusione degli Azzurri dai Mondiali.

La partita si è disputata in condizioni climatiche al limite della sopportabilità. La temperatura percepita all’Hard Rock Stadium ha sfiorato i 44°C a causa della fortissima umidità tipica della Florida meridionale in questo periodo dell’anno, tanto che l’amministrazione comunale di Miami aveva diramato in giornata un avviso ufficiale invitando i residenti a idratarsi il più possibile e a ridurre le attività all’aperto. La FIFPRO, sindacato mondiale dei calciatori, aveva a sua volta sollecitato lo spostamento delle partite in caso di temperature superiori ai 28°C. Non si tratta peraltro di un caso isolato in questo torneo: a Philadelphia, in occasione degli ottavi di finale tra Francia e Paraguay, il termometro aveva già toccato i 38°C con punte percepite vicine ai 46°.

A complicare ulteriormente la vigilia norvegese ci aveva pensato un virus intestinale che aveva colpito diversi elementi del gruppo squadra dopo la storica vittoria contro il Brasile. Lo stesso ct Stale Solbakken non era al meglio e non aveva potuto nascondere il problema in conferenza stampa, con Marcus Holmgren Pedersen tra i più colpiti, tanto da partire dalla panchina. Haaland, autore di sette reti nelle cinque partite disputate nel torneo prima del fischio d’inizio, aveva invece fortunatamente evitato i sintomi. Sul fronte inglese, Tuchel aveva dovuto rinunciare a Jarell Quansah, squalificato per due giornate dalla FIFA dopo l’espulsione contro il Messico in una decisione che aveva fatto infuriare i tifosi britannici, anche alla luce del trattamento riservato all’americano Balogun, graziato dopo il diretto intervento di Donald Trump presso il presidente della FIFA Gianni Infantino. Out anche Jordan Henderson, che durante i festeggiamenti post-partita allo Stadio Azteca era scivolato procurandosi la frattura dell’avambraccio sinistro, scegliendo comunque di restare nel ritiro per supportare i compagni.

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