Mondiali 2026, la nazionale di Curaçao si muove con un vecchio scuolabus

12 Giugno 2026 - 15:43
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Mondiali 2026, la nazionale di Curaçao si muove con un vecchio scuolabus

La prima volta non si scorda mai. E questo la piccola isola di Curaçao lo sta scoprendo sulla propria pelle, quando ormai distano soltanto pochi giorni dal suo esordio ai Mondiali 2026, come il Paese più piccolo mai qualificato alla rassegna iridata, sia per popolazione sia per superficie. Prima ancora di scendere in campo, la selezione ha già conquistato le simpatie generali con un’immagine fuori tempo massimo: i giocatori a bordo di un vecchio scuolabus blu che cantano a squarciagola in una scena degna di una gita scolastica.

Un viaggio lontano dagli schemi

Accompagnati dalla musica, naturalmente a tutto volume, i ragazzi pensano ad assaporare il momento, senza il peso della grande potenza né la corazza delle federazioni abituate ai riflettori, ma con una leggerezza quasi sfacciata. Invece di nascondersi, la nazionale sceglie di mostrarsi semplice, festaiola, consapevole di essere andata oltre le previsioni.

Le immagini hanno fatto il giro dei social e dei media internazionali perché stonano con l’immaginario del calcio moderno. Delle comunicazioni filtrate qui non c’è nemmeno l’ombra, figuriamoci i vezzi da divi: il veicolo, aperto e rumoroso, manca persino dei finestrini, dettaglio che rende l’istantanea ancora più lontana dall’immagine patinata delle selezioni più blasonate.

Mentre i campioni principali attesi alla manifestazione, da Kylian Mbappé a Erling Haaland, devono farsi carico sulle loro spalle delle aspettative dei tifosi, gli uomini di Dick Advocaat possono lasciare ampio sfogo all’immaginazione. Cantano, ridono, si sporgono, si godono il viaggio. E in quel viaggio c’è già una piccola dichiarazione di identità.

Il debutto iridato

La qualificazione al Mondiale ha preso in controtempo la stessa Curaçao, al primo ingresso reale dentro il grande palcoscenico. Sotto la guida del commissario tecnico, una figura di enorme esperienza e volto conosciutissimo nel panorama europeo, l’isola caraibica vorrà lasciare una buona impressione in un girone molto complicato, dove la Germania parte nettamente favorita. Proprio contro l’undici di Julian Nagelsmann avverrà il battesimo di fuoco domenica 14 giugno alle ore 19 italiane: alla vigilia non sembrano esserci speranze per un miracolo, ma l’assenza di pressioni potrà consentire agli Azules di esprimersi in totale scioltezza, a cuor leggero.

Già bucare la rete dell’intramontabile Manuel Neuer riempirebbe di orgoglio la gente di Curaçao, che non vede più l’ora di capire come i suoi portacolori si comporteranno sul rettangolo verde. E anche se il gol non arrivasse subito, il calendario offrirà altre due occasioni di togliersi questa soddisfazione, nelle partite con Ecuador e Costa d’Avorio. È una sfida che va ben oltre i tre punti in palio: è il trionfo della spensieratezza sull’ossessione per il risultato.

Libera dalle gerarchie e dalle rigidità dei professionisti, la nazionale caraibica irrompe con la forza di un gruppo in grado di preservare intatto l’entusiasmo di un bambino. Il match contro i campioni tedeschi sarà Davide contro Golia, ma poco importa: mentre le grandi stelle sono prigioniere dei loro contratti e dei loro obiettivi, Curaçao ha già dimostrato quanto il calcio possa talvolta ancora essere un sogno condiviso. E loro, quel sogno, lo stanno vivendo a pieni polmoni.

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