Ristorazione romana sotto pressione: listini verso l’alto da settembre

03 Agosto 2026 - 09:15
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Ristorazione romana sotto pressione: listini verso l’alto da settembre

La ristorazione capitolina entra in una nuova fase di tensione sui costi. Tra energia, materie prime e forniture, molti locali del centro stanno valutando ritocchi ai prezzi da settembre per recuperare margini ormai ridotti al minimo. Il quadro emerge incrociando i dati ufficiali di FIPE‑Confcommercio e dell’indice dei prezzi al consumo del Comune di Roma, che fotografano un settore ancora fragile e un contesto inflattivo che continua a mordere.

I costi operativi sono le principali criticità

Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE, i listini della ristorazione italiana hanno registrato un aumento del 3,2% nel 2025, proseguendo l’adeguamento iniziato dopo lo shock inflazionistico post‑pandemia. Il documento evidenzia come i costi operativi – energia, forniture, logistica – restino tra le principali criticità, con imprese che segnalano difficoltà crescenti nel mantenere la redditività. FIPE avverte inoltre che sulle prospettive del 2026 pesa il rischio di un nuovo shock energetico legato alle tensioni internazionali, un fattore che rende le scelte di investimento più caute e mirate.

La dinamica inflattiva coinvolge anche i servizi

Il contesto romano conferma la pressione sui prezzi. L’indice NIC (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività) del Comune di Roma, aggiornato a giugno 2026, registra una variazione tendenziale del +3,2% rispetto all’anno precedente . La dinamica inflattiva coinvolge anche i servizi, con aumenti che incidono direttamente sui costi di gestione dei pubblici esercizi.

A questo si aggiunge il peso dell’energia: il PUN di luglio 2026, secondo le rilevazioni del Gestore dei Mercati Energetici, si attesta tra 118 e 125 €/MWh, in calo rispetto al 2025 ma comunque su livelli che non consentono un alleggerimento significativo delle bollette per le imprese. La stabilizzazione del mercato elettrico non basta a compensare l’aumento delle forniture alimentari, che secondo le associazioni di categoria ha superato il 12% nell’ultimo anno, dato coerente con la tendenza inflattiva generale rilevata dagli indici comunali.

La ristorazione romana di fronte a un bivio

Molti ristoratori del centro storico, tra affitti elevati e costi fissi in crescita, stanno valutando un ritocco dei listini da settembre. L’obiettivo è recuperare margini che, secondo FIPE, si sono assottigliati al punto da mettere in discussione la sostenibilità di diverse attività. Il settore, pur registrando consumi a quota 100 miliardi nel 2025, resta sotto i livelli pre‑Covid e mostra segnali di affaticamento, con una flessione dell’1% nel numero di imprese e un calo del 10,3% dei lavoratori dipendenti .

La ristorazione romana si trova così davanti a un bivio: assorbire l’ennesimo aumento dei costi o trasferirlo ai clienti. Settembre sarà il mese decisivo, con molti locali pronti a rivedere i prezzi per evitare che la pressione sui conti diventi insostenibile.

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