Mondiali 2026, Norvegia-Inghilterra: ancora una volta Turpin scatena le polemiche
Fu l’arbitro di Bosnia-Italia, e a differenza degli Azzurri allora selezionati dal ct Gennaro Gattuso ha staccato il biglietto per i Mondiali 2026. Ma anche ai quarti di finale continua a far discutere. Clément Turpin è stato designato per l’attesissima Norvegia-Inghilterra, facendosi notare per una chiamata decisamente controversa al 36′ della torrida partita di Miami. Quello è stato il minuto in cui Schjelderup ha portato in vantaggio gli scandinavi beffando Pickford (che proprio in serata ha battuto il record di Peter Shilton). Il fischietto francese si è però fatto notare per non aver fischiato un possibile fallo su Kane, rimasto precedentemente a terra dopo un contatto con Berg. Il Var ha confermato la regolarità della rete.
Non è la prima volta che Turpin finisce nell’occhio del ciclone in partite con posta in palio altissima. Nel suo curriculum figurano episodi controversi con club italiani: dal fallo non sanzionato su Bennacer in Porto-Milan di Champions League 2021-22, con il Var rimasto silente, all’espulsione di Hummels nel ritorno degli ottavi tra Athletic e Roma, giudicata fin da subito discutibile dalla critica. Proprio in occasione di Bosnia-Italia, lo scorso marzo, la sua designazione aveva fatto discutere: fu lui a dirigere Italia-Macedonia del Nord nel 2022, la partita passata alla storia per la clamorosa esclusione degli Azzurri dai Mondiali.
Il contesto in cui si è disputata la sfida dell’Hard Rock Stadium di Miami ha reso tutto ancora più complicato. La partita si è giocata in condizioni climatiche estreme, con una temperatura percepita che ha sfiorato i 44°C a causa della fortissima umidità che caratterizza la Florida meridionale in questo periodo dell’anno. L’amministrazione comunale di Miami aveva diramato in giornata un avviso ufficiale alla cittadinanza, invitando i residenti a idratarsi il più possibile e a ridurre le attività all’aperto. La FIFPRO, sindacato mondiale dei calciatori, aveva a sua volta sollecitato lo spostamento delle partite in caso di temperature superiori ai 28°C.
Le difficoltà non riguardavano soltanto il caldo. La vigilia norvegese era stata segnata da un virus intestinale che aveva colpito diversi elementi del gruppo squadra dopo la storica vittoria contro il Brasile, con alcuni giocatori alle prese con spossatezza, mal di pancia e febbre leggera. Lo stesso ct Stale Solbakken non era al meglio e non aveva potuto nascondere il problema in conferenza stampa. Tra i più in difficoltà Marcus Holmgren Pedersen, partito dalla panchina, mentre Haaland — autore di sette gol nelle cinque partite disputate in questo Mondiale — non aveva accusato sintomi.
Sul fronte inglese, Tuchel aveva dovuto rinunciare a due elementi importanti. Il difensore Jarell Quansah stava scontando la seconda delle due giornate di squalifica inflittegli dalla FIFA dopo l’espulsione contro il Messico, una decisione che aveva fatto infuriare i tifosi britannici anche alla luce del trattamento riservato all’americano Balogun, graziato dopo il diretto intervento di Donald Trump presso il presidente della FIFA Gianni Infantino. Out anche Jordan Henderson, che durante i festeggiamenti post-partita allo Stadio Azteca era scivolato procurandosi la frattura dell’avambraccio sinistro, scegliendo comunque di restare nel ritiro per supportare i compagni.
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