Moto in corsia d'emergenza, la svolta in Spagna ma ci sono nuove regole
Svolta storica in Spagna per il popolo delle due ruote: il Governo ha autorizzato i <strong>motociclisti a circolare sulla corsia di emergenza destra</strong> (chiamata <em>arcén</em>) per superare gli ingorghi. Una decisione che legittima il ruolo delle moto come soluzione per alleggerire il traffico, anziché come problema. La nuova norma fissa comunque regole precise per evitare il far west tra le auto. Il passaggio sulla banchina sarà consentito solo dove espressamente segnalato e il tachimetro<strong> non dovrà superare i 30 km/h</strong>. Una via di fuga legale, insomma, ma rigorosamente regolamentata.La riforma iberica si concentra strutturalmente sulla tutela dei cosiddetti "<strong>utenti vulnerabili</strong>" della strada (pedoni, ciclisti, conducenti di veicoli di mobilità personale e motociclisti), aggiornando un quadro legislativo ormai obsoleto rispetto alla nuova mobilità.<h2>Obbligo guanti e stop alle calzature aperte</h2><img class="alignnone size-full wp-image-276289" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/06/VSG-14_11_11zon.jpg" alt="" width="1536" height="883" />La riforma però impone anche importanti novità sull'equipaggiamento protettivo. Nello specifico, dal <strong>1° ottobre 2026</strong> diventerà obbligatorio l'uso dei guanti di protezione sulle strade extraurbane sia per i conducenti sia per i passeggeri di moto e ciclomotori.Per i guanti, in realtà, c'è un piccolo salvagente temporaneo. L'obbligo del modello omologato scatterà solo quando il ministero pubblicherà il decreto con i requisiti tecnici precisi. Fino a quel giorno, si potrà circolare tranquillamente con i guanti protettivi che si possiedono già.Discorso del tutto diverso per<strong> le scarpe</strong>, dove la tolleranza è zero e non sono previsti rinvii. Guidare con calzature aperte (come i classici sandali o le infradito estive) diventa vietato ovunque, dalle strade di città alle autostrade. Chi viene sorpreso in fallo rischia una multa immediata da<strong> 200 euro</strong> per infrazione grave.<h2>Caschi, obbligo omologazione esterna ECE 22.06</h2>Sempre il nuovo regolamento introduce inoltre una netta distinzione tecnica tra caschi semplicemente "certificati" dal produttore (tramite autodichiarazione di conformità) e <strong>caschi "omologati"</strong>, ovvero sottoposti a verifiche indipendenti da parte di laboratori accreditati. Questa misura colpirà in modo particolare gli utenti di ciclomotori.Il parametro legale di riferimento in Spagna e in Europa sarà la <strong>normativa ECE 22.06</strong>, lo standard più severo attualmente sul mercato per l'assorbimento degli urti e la resistenza strutturale. Chi possiede già un casco conforme a tale norma non dovrà effettuare modifiche, mentre chi utilizza dispositivi obsoleti o privi di omologazione esterna sarà obbligato a sostituirli entro i termini previsti (1° ottobre 2027).<h2>Giubbotto catarifrangente permanente</h2>La riforma spagnola dedica una sezione specifica ai rider e ai professionisti delle consegne operanti su due ruote. Per questa categoria, il <strong>giubbotto catarifrangente diventa obbligatorio</strong> in via permanente dal 1° ottobre 2026. Dovrà essere indossato durante l'intero turno di lavoro, indipendentemente dall'orario (quindi anche di giorno) o dalle condizioni di visibilità ambientale.La violazione di questo obbligo è catalogata come infrazione grave e prevede <strong>una sanzione di 200 euro</strong>. La misura è motivata dall'altissimo livello di esposizione al rischio e dal prolungato numero di ore trascorse su strada da questi lavoratori rispetto ai motociclisti privati.
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