Musah esalta Amorim: "La sua fiducia? Credevo lo dicesse solo per trattenermi al Milan. Avere allenatori che credono in te è tutto ciò che desideri come giocatore"
Il centrocampista ha ritrovato la nazionale statunitense grazie alla crescita con il Milan e dà grandi meriti al nuovo allenatore Ruben Amorim.
Ruben Amorim ha iniziato a cambiare il Milan e tra le sorprese di queste prime battute di stagioni c'è Yunus Musah.
Tornato a Milanello dopo la stagione in prestito all'Atalanta, il centrocampista statunitense sembrava destinato a partire nuovamente, invece il tencnico portoghese non solo l'ha trattenuto ma l'ha anche rilanciato dandogli spazio in campo.
Musah ha risposto positivamente e così facendo è riuscito anche a riconquistare la convocazione in nazionale, chiamato da Mauricio Pochettino per gli impegni del Team USA.
E proprio alla vigilia dell'amichevole tra Stati Uniti e Canada, che si gioca nella notte italiana, il centrocampista ha parlato a ESPN soffermandosi anche sul Milan e su Amorim.
IL RAPPORTO CON AMORIM E IL RETROSCENA PRIMA DEL RADUNO
Musah ha parlato del rapporto con Amorim e svelato un retroscena, quando il tecnico lo ha chiamato prima del raduno per dirgli che contava su di lui:
"Pensavo che Amorim me lo stesse dicendo solo per trattenermi al club, come fanno altri allenatori - ammette il centrocampista -. Ma poi, durante il ritiro pre-stagionale, ho visto che giocavo molto, mi parlava spesso ed era vero".
"BELLO AVERE ALLENATORI CHE CREDONO IN TE"
L'inizio positivo di questo 2026/27 con il Milan ha consentito a Musah di ritrovare la nazionale: "Ho iniziato la stagione accumulando tanti minuti e molte presenze da titolare. E ora sono tornato anche in nazionale".
E ancora una volta torna a evidenziare i meriti di Amorim: "E' stato un gran bell'inizio di stagione: avere di nuovo dei tecnici che credono in te è ciò che desideri davvero come giocatore, allenatori che ti danno fiducia e ti fanno giocare".
L'ANNO A BERGAMO
Musah torna poi sulla stagione in prestito all'Atalanta:
"C'era un bell'ambiente a centrocampo, ho imparato molte cose: come posizionarmi, come giocare in una mediana a due ed essere costantemente disponibile. Piccoli dettagli che ho affinato nel mio gioco, come il posizionamento e la postura del corpo, imparando a capire in quali zone del campo è il caso di rischiare".
IL RITORNO IN NAZIONALE
Un anno e mezzo dopo, Musah è tornato in nazionale e lo sente come un traguardo meritato:
"E' qualcosa che sento di essermi meritato per come ho iniziato la stagione, quindi penso sia meritata da parte mia. Sto facendo ottime prestazioni per un grande club come il Milan, quindi penso abbia senso e sono felice di essere tornato".
NON HA GUARDATO I MONDIALI
Infine, Musah conferma di aver evitato di guardare i Mondiali:
"Letteralmente, non sono stato sui social media, non ho usato molto il telefono. Ero semplicemente fuori con la gente del posto in Ghana e a Zanzibar a godermi l'estate. Poi, nell'ultima settimana di vacanza, ho ricominciato ad allenarmi un po' per farmi trovare pronto per il ritiro col Milan".
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