Napoli, De Laurentiis: "La rosa è da Scudetto, chiedo umiltà ed entusiasmo al prossimo allenatore. Vi spiego la differenza fra calcio europeo e leghe americane. Conte uno di famiglia, se quest'anno non avessimo avuto così tanti infortuni..."
Le parole del patron della società partenopea inquadrano gli obiettivi per la prossima stagione.
Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, direttamente dall'America dove ha seguito il match fra Belgio e Iran con in campo i suoi giocatori Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport trattando vari temi.
ADL è al lavoro con una precisa missione: provare a riportare subito lo Scudetto al Napoli. Tornerà presto in Italia per annunciare l’arrivo di Massimiliano Allegri come allenatore e concentrarsi definitivamente sul mercato.
Di seguito, le sue dichiarazioni.
STA SEGUENDO I MONDIALI
De Laurentiis comincia così: "Certo, sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante…".
DIFFERENZA CALCIO EUROPEO-LEGHE AMERICANE
De Laurentiis spiega la differenza fra le due visioni: "La distanza è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come anni nella Nba. Si fermarono per una riflessione totale per poi ripartire più forti di prima, arrivando a valorizzare i 30 club con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club".
COSA SERVE IN ITALIA E GLI STADI
"Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori. Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Impedire a comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali".
COSA RISCHIA IL CALCIO EUROPEO?
"Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi… Adesso dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti, e dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite. Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro".
SARA' ALLEGRI IL PROSSIMO ALLENATORE? COSA GLI CHIEDE?
De Laurentiis glissa sul discorso allenatore, ma ha le idee chiare sul futuro: "Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo Scudetto fino alla fine".
CONTE
Antonio Conte rimane uno di famiglia per ADL: "Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo. Ripeto, la squadra è forte e resta tale".
QUAL E' IL PROBLEMA DEL CALCIO ITALIANO?
De Laurentiis afferma: "Sento parlare della riduzione del campionato di Serie A a 18 squadre da circa 10 anni. Ho già più volte detto che oggi si gioca troppo. Non c’è il tempo sufficiente per allenare la Nazionale. Se riducessimo i campionati a 16 squadre inizieremmo già a diminuire il numero di partite dalle 380 attuali a 240, quindi 140 in meno di ora. Si avrebbero due mesi a disposizione alla fine del campionato per preparare veramente una Nazionale degna di competere ai massimi livelli. Sono sicuro che Malagò sarà la persona giusta al posto giusto e saprà anche risolvere i vari problemi che affliggono la serie A, nonché trovare soluzioni per gli azzurri".
LA MISSIONE PER IL FUTURO
Il presidente del Napoli conclude cos': "I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro. Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità".
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