NASA presenta il nuovo super chip: permetterà alle sonde di pensare
Un piccolo componente elettronico, grande quanto il palmo di una mano, presto potrebbe fare la differenza nel modo in cui esploreremo il sistema solare con le prossime missioni. Si tratta del nuovo processore HPSC, acronimo di High Performance Spaceflight Computing, un vero e proprio cervello digitale che la NASA sta mettendo sotto torchio nei laboratori del Jet Propulsion Laboratory in California.
I primi dati sono impressionanti, poiché secondo i i test questo chip mostra prestazioni fino a 500 volte superiori rispetto a quelli attualmente utilizzati nelle missioni spaziali. Potrebbe sembrare strano, ma fino ad oggi, i computer di bordo delle sonde hanno dovuto fare affidamento su tecnologie datate. Questo perché erano considerate estremamente robuste, ovvero capaci di sopravvivere in ambienti dove le radiazioni e gli sbalzi termici distruggerebbero istantaneamente qualsiasi smartphone moderno, e pertanto sono rimaste in auge fino a oggi.
Il progetto HPSC, nato dalla collaborazione tra NASA e Microchip Technology Inc., si prefigge l'obiettivo di unire questa leggendaria resistenza a una potenza di calcolo senza precedenti, ormai necessaria se si vuole fare uno step in avanti.
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