Intel starebbe già producendo chip per iPhone, ma non è un ritorno al passato
Intel avrebbe già avviato la produzione di chip che verranno utilizzati da Apple sia negli iPhone sia su Mac, iPad e altri dispositivi. Secondo le ultime indiscrezioni dell’analista, Ming-Chi Kuo, il gruppo statunitense sarebbe stato coinvolto come partner produttivo per una parte dei processori Apple destinati ai prodotti di fascia più bassa o meno recenti. Non si tratterebbe quindi di un ritorno dei chip Intel nei dispositivi Apple, ma di una produzione conto terzi, pensata per affiancare a TSMC una seconda opzione senza modificare, almeno per ora, gli equilibri principali della filiera.
Secondo Kuo, circa l’80% dei chip sarebbe destinato agli iPhone, una quota che rifletterebbe il peso dello smartphone nelle vendite complessive di Apple. Non si tratterebbe quindi di una prova limitata a una sola categoria di prodotto, ma di un coinvolgimento più ampio, pensato per verificare la capacità di Intel di sostenere più linee Apple. Kuo aveva già anticipato a novembre dello scorso anno un possibile ingresso di Intel nella produzione dei chip Apple di fascia più bassa. In quel caso, il riferimento era soprattutto al processore M, utilizzato principalmente su MacBook Air e iPad Pro, con possibili spedizioni a partire dal 2027.
La produzione riguarderebbe la serie 18A-P, con packaging Foveros. Il percorso indicato dall’analista sarebbe graduale: test su piccola scala nel 2026, crescita nel 2027, ulteriore aumento nel 2028 e successivo calo nel 2029, seguendo il ciclo tecnologico della piattaforma coinvolta. Restano però aspetti ancora da chiarire. La tempistica della produzione di massa non sarebbe definita, i volumi effettivi non sarebbero chiari e gli assemblatori non avrebbero ancora ricevuto programmi di consegna.
Kuo aggiunge anche un elemento rilevante sulle rese produttive: per il 2027, Intel punterebbe prima a stabilizzarsi almeno tra il 50% e il 60%. È un passaggio importante, perché la sostenibilità industriale dell’accordo dipenderà proprio dalla capacità di Intel di garantire continuità, qualità e volumi sufficienti. Apple starebbe inoltre valutando anche altre tecnologie avanzate di Intel, segno che il rapporto potrebbe non limitarsi a una singola generazione produttiva.
L’ingresso di Intel non significherebbe un cambio di fornitore per Apple. Anche nel caso in cui le prime spedizioni andassero secondo i piani, TSMC manterrebbe oltre il 90% della fornitura. Il senso della mossa sarebbe quindi un altro: costruire una seconda opzione produttiva, mentre una parte sempre più ampia della capacità avanzata di TSMC viene assorbita dalla domanda legata all’AI.
Nei giorni scorsi, il Wall Street Journal aveva già riferito di un accordo preliminare tra le due società per la realizzazione di alcuni chip destinati ai dispositivi Apple. L’intesa, maturata dopo oltre un anno di contatti, non è stata commentata ufficialmente né da Apple né da Intel. Il WSJ ha inoltre collegato l’intesa anche al contesto industriale statunitense, ricordando il ruolo dell’amministrazione Trump nel sostegno a Intel e nei contatti con alcuni grandi gruppi tecnologici.
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