Nel Monferrato il futuro dell’Opéra di Parigi danza con Chanel

24 Settembre 2026 - 12:45
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Nel Monferrato il futuro dell’Opéra di Parigi danza con Chanel

Hanno tra i 18 e i 23 anni, arrivano da tutto il mondo e per due anni il loro indirizzo professionale sarà uno dei più prestigiosi possibili: l’Opéra national de Paris. Sono i 24 ballerini del Junior Ballet, selezionati attraverso un concorso internazionale e assunti con un contratto biennale di professionalizzazione.
Prima di affrontare la nuova stagione, però, hanno trascorso tre settimane lontano da Parigi, sulle colline del Monferrato, a Orsolina28 Art Foundation. È qui che li abbiamo visti provare, alla fine di una residenza sostenuta da Chanel, Founding Patron del Junior Ballet e Major Patron dell’Opéra.

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Ragazzi giovanissimi, ma già professionisti, alle prese con tre coreografie diverse. Alcuni, prima di arrivare, non si erano mai incontrati. In tre settimane hanno dovuto imparare passi e repertorio, ma anche diventare un gruppo. A gennaio quel lavoro arriverà sul palcoscenico dell’Opéra. A Orsolina, invece, per qualche settimana la danza ha avuto intorno vigne, silenzio, aria aperta e soprattutto tempo. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il posto esiste.

Orsolina28, un luogo costruito intorno alla danza

Una ballerina del Junior Ballet dell’Opera di Parigi a Orsolina28 (copyright Chanel)

Orsolina28 si trova a Moncalvo, tra le colline e i vigneti del Monferrato. Non assomiglia a una scuola di danza tradizionale e neppure a un teatro. È un piccolo ecosistema fatto di studi, prati, spazi per le performance, luoghi dove mangiare e vivere insieme, creato perché artisti e coreografi possano fermarsi abbastanza a lungo da provare, sbagliare, cambiare idea e ricominciare. A fondarlo nel 2016 è stata Simony Monteiro, ex ballerina brasiliana, che racconta di essersi innamorata di questa campagna.

The Eye, uno degli studi di danza di Orsolina28 (copyright Chanel)

L’idea è arrivata dopo: portare qui la danza per condividere un luogo che l’aveva conquistata. Da allora Orsolina28 ospita residenze artistiche e programmi di formazione con coreografi e studenti provenienti da tutto il mondo. Accanto alla creazione c’è anche un forte lavoro sociale, con progetti rivolti a famiglie, bambini e associazioni del territorio. Le categorie qui tendono a mescolarsi. Ai grandi tavoli del ristorante possono ritrovarsi insieme un ballerino di 18 anni, un coreografo affermato, uno studente e una famiglia coinvolta in uno dei progetti della fondazione. Monteiro lo riassume con una frase molto semplice: l’obiettivo è che questo posto sia davvero per tutti.

Tre settimane per diventare una compagnia

Per il Junior Ballet quella di Orsolina è stata la prima vera residenza. E il momento non poteva essere più delicato: questa nuova generazione si era appena formata. Quindici ballerini non si conoscevano ancora e, dopo pochi giorni trascorsi a Parigi, si sono ritrovati a vivere e lavorare insieme ventiquattr’ore su ventiquattro. È successo quello che normalmente richiede molto più tempo. Le prove sono diventate pranzi, caffè, conversazioni fuori dallo studio. Il gruppo ha iniziato a prendere forma anche quando nessuno stava ballando. È uno degli aspetti su cui insiste il team del Junior Ballet. La danza classica può sembrare terribilmente individuale, soprattutto durante gli anni della formazione, quando si passa molto tempo davanti allo specchio a correggere ogni dettaglio.

Il Junior Ballet dell’Opéra di Parigi (copyright Chanel)

Poi arriva la compagnia e cambia tutto: bisogna imparare a muoversi dentro un insieme, ascoltare gli altri, sostenere chi danza accanto. Per questi ragazzi il contratto dura due anni. In questo periodo lavoreranno sul grande repertorio dell’Opéra, incontreranno coreografi contemporanei e potranno essere coinvolti anche nelle produzioni della compagnia principale. L’idea è accompagnarli in quel passaggio fragile in cui non si è più studenti ma non si è ancora arrivati alla propria identità artistica definitiva.

Senza specchi, per imparare a sentirsi

Uno degli studi più belli di Orsolina non ha specchi. Per un ballerino cresciuto controllando continuamente la propria immagine è un dettaglio tutt’altro che secondario. Monteiro lo considera quasi uno strumento di lavoro. Dopo anni di tecnica, il corpo sa già molto più di quanto si pensi. Togliere lo specchio significa smettere per un momento di controllare l’immagine e iniziare a sentire il movimento, lo spazio, gli altri.

(Copyright Chanel)

Durante le tre settimane i ragazzi hanno lavorato con tre coreografi, passando dal repertorio alla creazione. La prova finale comprendeva lavori di Julian Nicosia, Anna Hop e William Forsythe. Per Eternal Rift di Nicosia, i costumi di scena sono stati creati da Matthieu Blazy per Chanel. Ma a Orsolina il lavoro non riguarda soltanto quello che accade in sala. La priorità qui è il benessere del danzatore, ha spiegato Monteiro. Dormire bene, mangiare, stare nella natura, avere silenzio intorno non sono pause dal lavoro, ma parte del lavoro stesso.

Chanel e la danza, una storia iniziata con Gabrielle

Il coinvolgimento di Chanel in questo progetto non nasce da una sponsorizzazione occasionale. Il rapporto della Maison con la danza attraversa più di un secolo. Gabrielle Chanel fu amica e mecenate di Sergej Diaghilev e nel 1924 realizzò i costumi di Le Train Bleu per i Ballets Russes. Dal 2018 la Maison sostiene il gala di apertura della stagione di danza dell’Opéra national de Paris, nel 2023 ne è diventata Major Patron e nel 2025 Exceptional Patron del progetto di rinnovamento. È inoltre Founding Patron del Junior Ballet e sostiene artisti e coreografi in diversi progetti internazionali.

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