Nicola Venuto rilancia la Vespa con il retrofit elettrico

Maggio 13, 2026 - 19:54
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Nicola Venuto rilancia la Vespa con il retrofit elettrico

Newton punta sul retrofit elettrico per trasformare alcune Vespa già circolanti in scooter a zero emissioni locali.

La mobilità elettrica non passa soltanto dai nuovi modelli in arrivo sul mercato, ma anche dalla possibilità di trasformare veicoli già esistenti. È il terreno su cui lavora Newton, realtà fondata da Nicola Venuto, che ha scelto di specializzarsi nel retrofit elettrico, cioè nella conversione di mezzi con motore termico in veicoli a zero emissioni locali.

Dopo l’esperienza maturata sulle quattro ruote, l’azienda guarda ora a uno dei simboli italiani più riconoscibili: la Vespa. L’obiettivo è proporre una trasformazione elettrica compatibile con alcuni modelli già circolanti, offrendo una soluzione pensata per chi vuole continuare a utilizzare il proprio scooter, ma con una meccanica aggiornata alle esigenze della mobilità urbana contemporanea.

Ne abbiamo parlato con Nicola Venuto, CEO e fondatore di Newton.

Dottor Venuto, da dove nasce l’esperienza di Newton?

Newton nasce con l’idea di lavorare sulla trasformazione dei veicoli esistenti. Siamo partiti nel 2011, quando in Italia si è iniziato a parlare in modo più concreto di decreto retrofit, cioè della norma che regola la possibilità di convertire un veicolo con motore termico in un veicolo elettrico. Da lì abbiamo costruito la nostra missione: rendere possibile questa trasformazione in modo regolamentato, sicuro e utilizzabile su strada.

Quindi il vostro lavoro non riguarda solo la tecnologia, ma anche l’omologazione?

Esattamente. Il retrofit non è semplicemente togliere un motore termico e montare un motore elettrico. Bisogna rispettare procedure, normative, sicurezza, collaudi e documentazione. Per noi questo aspetto è centrale, perché il cliente deve ricevere un veicolo trasformato, ma anche pienamente utilizzabile secondo le regole previste.

Avete iniziato dalle auto. Come siete arrivati alla Vespa?

Abbiamo maturato oltre dieci anni di esperienza prima sulle quattro ruote. Poi abbiamo deciso di portare questa competenza anche nel mondo delle due ruote, dove la Vespa rappresenta un caso molto interessante. È un veicolo iconico, molto diffuso, spesso già presente nel garage delle famiglie italiane. Elettrificarla significa darle una seconda vita, mantenendo il valore affettivo e stilistico del mezzo, ma aggiornandolo dal punto di vista della mobilità.

Perché proprio la Vespa può essere adatta a una conversione elettrica?

Perché è un mezzo pensato soprattutto per l’uso urbano e periurbano. In città l’elettrico ha molto senso: niente emissioni locali, meno rumore, costi di esercizio più bassi e accesso più semplice a contesti dove le limitazioni al traffico diventeranno sempre più importanti. La Vespa, per storia e utilizzo, si presta bene a questo tipo di trasformazione.

Quali sono le domande principali che vi fanno i clienti?

Le prime domande sono sempre le stesse: autonomiatempo di ricarica, compatibilità del modello e costo dell’intervento. Il cliente vuole sapere se potrà usare il veicolo nella vita quotidiana senza cambiare troppo le proprie abitudini. Per questo lavoriamo su applicazioni pensate per un utilizzo reale, non solo dimostrativo.

Su quali modelli di Vespa è possibile intervenire?

Le nostre applicazioni sono compatibili con alcune versioni di Vespa prodotte dal 2003 in avanti, in particolare con modelli di cilindrata più alta, indicativamente da 200 cc a salire. Naturalmente ogni veicolo va verificato, perché la trasformazione deve essere coerente con caratteristiche tecniche, stato del mezzo e requisiti di omologazione.

Come funziona concretamente l’elettrificazione?

Il motore termico viene sostituito da un sistema elettrico composto da motore, batterie, elettronica di gestione e componenti necessari all’integrazione sul veicolo. L’obiettivo è realizzare un’applicazione il più possibile ordinata e funzionale, mantenendo l’identità della Vespa ma cambiandone completamente la propulsione.

Il cliente vi porta la propria Vespa oppure acquistate voi il veicolo?

L’elettrificazione viene gestita come un servizio su prenotazione. Il cliente può rivolgersi alla nostra rete, far valutare il proprio veicolo e programmare l’intervento. L’idea è offrire una soluzione il più possibile “chiavi in mano”, dalla valutazione tecnica fino alla consegna del mezzo trasformato.

Quanto contano autonomia e ricarica nella scelta finale?

Contano moltissimo. Nel mondo elettrico, soprattutto sulle due ruote, il cliente vuole capire subito quanti chilometri può percorrere e quanto tempo serve per ricaricare. Sono i due parametri che determinano la reale usabilità del veicolo. Per questo è importante spiegare bene che l’autonomia dipende dalla configurazione tecnica, dallo stile di guida, dal percorso e dall’uso quotidiano.

E sul prezzo?

Il prezzo dipende dalla configurazione e dall’intervento richiesto. Non parliamo di una semplice sostituzione meccanica, ma di una trasformazione completa, che comprende componenti elettrici, installazione, verifiche e procedure necessarie. Il cliente deve valutare l’operazione non solo come costo, ma come possibilità di conservare un veicolo a cui è legato, aggiornandolo a una nuova fase della mobilità.

Quali sono i tempi di consegna?

I tempi dipendono dalla disponibilità del veicolo, dalla programmazione dell’intervento e dalla rete tecnica. Lavoriamo per rendere il processo il più efficiente possibile, ma ogni trasformazione richiede attenzione, perché non si tratta di un prodotto standard da scaffale: ogni mezzo va verificato e preparato correttamente.

Come sarà organizzata la distribuzione sul territorio?

Abbiamo già una presenza nazionale costruita negli ultimi anni. Oggi possiamo contare su circa 70 officine e centri tecnici distribuiti sul territorio italiano. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente questa rete, così da rendere il servizio più vicino agli utenti e più semplice da gestire anche dopo la trasformazione.

Quindi l’assistenza sarà un punto centrale?

Assolutamente sì. Il retrofit non finisce con la consegna del veicolo. Serve una rete capace di seguire il cliente anche nella fase successiva, con manutenzione, assistenza e supporto tecnico. È uno degli aspetti decisivi per far crescere davvero questo mercato.

Che ruolo può avere il retrofit nella transizione elettrica?

Può avere un ruolo importante, perché permette di non buttare via veicoli ancora validi. Invece di sostituire tutto il parco circolante con mezzi nuovi, si può trasformare una parte dei veicoli esistenti. È una strada diversa rispetto alla produzione di nuovi modelli, ma complementare. Per alcune tipologie di utilizzo, soprattutto in città, può essere una soluzione concreta.

La Vespa elettrificata è più nostalgia o innovazione?

Direi entrambe. C’è sicuramente una componente emotiva, perché la Vespa è un simbolo. Ma non è solo nostalgia: è anche un modo per portare un oggetto storico dentro una mobilità nuova. Il nostro lavoro è proprio questo: rispettare l’identità del veicolo e allo stesso tempo renderlo attuale.

Qual è il prossimo obiettivo di Newton?

Continuare a sviluppare soluzioni di retrofit affidabili, aumentare la rete sul territorio e rendere queste trasformazioni sempre più accessibili. La mobilità elettrica non sarà fatta da una sola soluzione. Ci saranno veicoli nuovi, ma anche veicoli esistenti trasformati. Noi vogliamo lavorare su questa seconda strada, con competenza tecnica e attenzione alla normativa.

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