Nintendo Switch 2, un anno dopo: i Joy-Con 2 sono più affidabili?
È ormai passato più di un anno dal lancio sul mercato di Nintendo Switch 2, e si possono iniziare a tirare un po’ le somme sull’affidabilità dei nuovi Joy-Con, che nella console di prima generazione erano un po’ un punto debole. A parlarne con ampia cognizione di causa è Gal Silver, fondatore del centro di riparazioni statunitense GameTraderZero: dice di aver già aperto, riparato, modificato e testato oltre 1.000 controller, per le ragioni più disparate. La notizia principale è buona: la piaga del cosiddetto Stick Drift è migliorata.
Come sappiamo lo Stick Drift è un fenomeno inevitabile per ogni levetta analogica basata sulla vecchia tecnologia analogica dei potenziometri, che con il tempo e l’uso continuativo tendono a usurarsi e causare movimenti involontari del personaggio o della telecamera anche quando l’utente non tocca le levette. Silver stima che i nuovi Joy-Con siano mediamente il 50% più resistenti a questo fenomeno rispetto a quelli vecchi. Ancora più importante, pare che il divario qualitativo tra un’unità e l’altra sia diminuito, segno che Nintendo è riuscita a stabilizzare meglio sia il proprio processo produttivo sia la sua catena di fornitori.
Certo, la tecnologia sottostante continua a essere ormai obsoleta, soprattutto considerando quanto si stiano diffondendo nell’ultimo periodo alternative magnetiche, come la Hall Effect e la TMR virtualmente immuni a questo tipo di degrado prestazionale. La buona notizia è che se non altro i moduli non sono saldati direttamente alla scheda elettronica e possono essere sostituiti più facilmente - anche con componenti di terze parti basati proprio su Hall Effect e TMR.
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