"No alla grazia a Roggero. Ha ucciso due rapinatori in fuga in stile corleonese", dice Calderone (Forza Italia)
“Roggero ha ucciso due rapinatori in fuga, in stile corleonese, quando ormai né lui né la sua famiglia correvano il benché minimo pericolo. Siamo di fronte a un duplice omicidio volontario, altro che legittima difesa”, dice al Foglio Tommaso Calderone, deputato di Forza Italia, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera. Una voce fuori dal coro nel centrodestra e anche in FI. “Per la grazia a Roggero non c’è stata alcuna raccolta firme tra noi parlamentari – aggiunge –. Se ci dovesse essere, io non firmerò. La grazia è prerogativa del presidente della Repubblica, è una questione seria, non stiamo mica parlando della raccolta firme per organizzare una festa di paese”.
Calderone parla in modo calmo, ma consapevole di pronunciare frasi impopolari (i social si sono schierati in difesa del gioielliere di Grinzane Cavour, i capigruppo di tutti i partiti di maggioranza hanno annunciato una raccolta firme per chiedere la grazia a Mattarella, la Lega di Salvini starebbe addirittura pensando di candidare Roggero alle prossime elezioni politiche): “Dopo che i malviventi erano andati via, Roggero doveva chiudere la porta e chiamare i carabinieri. Poi dovevano pensarci le forze dell’ordine ad assicurare i malviventi alla giustizia, non certamente Roggero, che li ha inseguiti, ha sparato e ne ha anche preso a calci uno mentre era a terra moribondo. Se vogliamo fare ragionamenti rozzi li possiamo pure fare, ma se dobbiamo parlare di diritto quello è un duplice omicidio volontario, che non ha niente a che vedere, ma proprio neanche alla lontana, con la legittima difesa”, afferma Calderone.
C’è chi – inclusa la premier Giorgia Meloni – sostiene che i giudici avrebbero dovuto valutare lo stato di stress, paura e trauma vissuti da Roggero durante l’aggressione. Questi elementi, in realtà, sono stati presi in considerazione nelle motivazioni delle condanne, sia quella di primo grado, sia quella in appello poi confermata in Cassazione. “Eccome se è stata presa in considerazione”, conferma Calderone. “I giudici hanno concesso due attenuanti, le generiche e la provocazione, tant’è che Roggero è stato condannato a 14 anni e 9 mesi”. “L’articolo 52 del codice penale prevede che per configurare la legittima difesa ci debba essere attualità del pericolo – aggiunge –. Nel caso di Roggero l’attualità non esisteva più perché i rapinatori si erano dati alla fuga, erano andati via. In punto di diritto la sentenza è inappuntabile. Per questo considero l’attacco alla magistratura completamente fuori luogo, e lo dice uno che è stato in prima linea nella campagna per la separazione delle carriere. Ho 35 anni di esperienza da avvocato penalista e penso con la mia testa”.
Ma è necessario ritoccare la legge sulla legittima difesa? “Assolutamente no – replica Calderone –. La legge c’è e va bene così. Se si dovesse pensare di modificare la legge, anche in questo caso non voterei a favore. Il rischio deve essere sempre attuale e la reazione proporzionata, altrimenti diventa il far west”.
Le fa un po’ paura questa pancia del paese così indignata per la condanna di Roggero? “Mi fa paura il populismo, o per meglio dire mi inquieta”, risponde il deputato azzurro. “Bisognerebbe sempre leggere e studiare prima di commentare, e invece questo non accade. Credo che stiamo vivendo un momento sociale particolare. C’è gente che magari va a battersi il petto in Chiesa e poi dice ‘li dobbiamo ammazzare tutti’. Non funziona così. Io sono per il rigore, ma bisogna rispettare le regole. Se attacchiamo la magistratura di fronte a sentenze come queste delegittimiamo lo stato di diritto, questa è la cosa più grave di tutta la vicenda”.
Senza considerare la richiesta di grazia a Mattarella avanzata da tutti i partiti di maggioranza, inclusa Forza Italia. Scelta da cui Calderone si smarca: “Dopo la sentenza, la politica avrebbe dovuto stare zitta. Poi l’idea di raccogliere le firme per la grazia… Sembra di assistere a una raccolta fondi per organizzare la festa paesana, ma stiamo scherzando? La raccolta firme è un’offesa assoluta nei confronti del presidente della Repubblica, che tuttavia sicuramente non si farà condizionare, ma agirà secondo scienza e coscienza”, conclude Calderone.
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