Nucleare, la chiamata alle imprese: parte la selezione per l’IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative

06 Ottobre 2026 - 13:45
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Nucleare, la chiamata alle imprese: parte la selezione per l’IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative

INNOVAZIONE

Nucleare, la chiamata alle imprese: parte la selezione per l’IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative


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A pochi giorni dall’approvazione definitiva della legge delega sul nucleare sostenibile, Mimit e Mase aprono la raccolta delle manifestazioni d’interesse per le imprese che vogliono partecipare all’IPCEI europeo sulle tecnologie nucleari innovative. Candidature entro il 3 dicembre

Pubblicato il 6 ott 2026



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A pochi giorni dal via libera definitivo del Parlamento alla legge-delega che riapre la strada allo sviluppo dell’energia nucleare in Italia, affidando al Governo il compito di costruire il nuovo quadro normativo per la produzione e l’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile, per la ricerca sulla fissione e sulla fusione e per lo sviluppo della relativa filiera industriale, l’Italia muove un altro passo sul Nucleare, questa volta sul terreno della politica industriale.

Il Ministero delle Imprese e del made in Italy e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica hanno infatti avviato la raccolta delle manifestazioni di interesse delle imprese italiane che vogliono partecipare all’IPCEI INT – Innovative Nuclear Technologies, il progetto europeo dedicato allo sviluppo delle tecnologie nucleari innovative. Gli IPCEI – vale la pena ricordarlo già qui – sono gli Important Projects of Common European Interest, uno degli strumenti con cui l’Unione Europea concede deroghe alla normativa sugli aiuti di Stato per finanziare progetti industriali e di ricerca di importanza strategica. In questo caso si tratta di uno strumento che serve a collocare imprese, tecnologie e competenze italiane all’interno della futura catena europea del valore del nuovo nucleare.

Candidature entro il 3 dicembre

Con la comunicazione congiunta di Mimit e Mase viene quindi aperta la selezione nazionale delle proposte destinate a concorrere alla costruzione dell’IPCEI INT. Le imprese italiane interessate avranno tempo fino al 3 dicembre 2026 per presentare la propria manifestazione di interesse.

Il Mimit gestirà la selezione delle proposte italiane e le successive fasi di costruzione del progetto, fino alla formale notifica alla Commissione europea.

È importante chiarire che non si tratta ancora dell’assegnazione di un finanziamento. La manifestazione di interesse serve innanzitutto a individuare le imprese e i progetti italiani che potranno entrare nella costruzione dell’iniziativa europea. I progetti selezionati a livello nazionale dovranno poi essere integrati con quelli degli altri Paesi partecipanti e sottoposti alla valutazione della Commissione europea nell’ambito delle regole sugli aiuti di Stato.

Il percorso europeo è già avviato da tempo. Nell’aprile 2025 tredici Stati membri hanno sostenuto l’ingresso delle Innovative Nuclear Technologies nella fase di progettazione degli IPCEI. L’Italia ha partecipato fin dall’inizio all’iniziativa e ha assunto un ruolo particolarmente rilevante sul fronte della fusione. Nel marzo 2026 Italia e Francia hanno inoltre confermato la propria azione congiunta sull’IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative, indicando l’inizio del 2027 come orizzonte per la pre-notifica alla Commissione europea.

Che cosa sono gli IPCEI e perché sono importanti

IPCEI, come anticipato, è l’acronimo di Important Projects of Common European Interest, in italiano Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.

Sono uno degli strumenti con cui l’Unione europea consente agli Stati membri di sostenere con risorse pubbliche grandi programmi industriali e tecnologici transnazionali che difficilmente potrebbero essere realizzati nelle stesse dimensioni o con gli stessi tempi facendo affidamento soltanto sul mercato.

Il punto essenziale è proprio questo: gli IPCEI non sono un normale fondo europeo gestito direttamente da Bruxelles. Sono gli Stati membri a selezionare i progetti e a mettere a disposizione le risorse nazionali; la Commissione valuta poi se gli aiuti pubblici siano compatibili con il mercato interno secondo l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La disciplina europea sugli IPCEI richiede che i progetti abbiano una forte dimensione europea e producano benefici che vadano oltre le singole aziende e i Paesi che li finanziano.

Di norma un IPCEI coinvolge almeno quattro Stati membri, deve prevedere un significativo cofinanziamento privato e, nel caso dei progetti di ricerca e innovazione, deve puntare a risultati che vadano sensibilmente oltre lo stato dell’arte. Il sostegno può accompagnare le attività di ricerca, sviluppo e innovazione fino alla prima applicazione industriale, cioè alla fase che permette di portare una tecnologia innovativa verso la scala industriale senza arrivare al finanziamento della produzione di massa.

È un modello già utilizzato in Europa per costruire filiere considerate strategiche, dalla microelettronica alle batterie, dall’idrogeno al cloud. Il Fondo IPCEI italiano gestito dal Mimit ha già sostenuto la partecipazione nazionale a diversi di questi progetti.

Che cosa comprende l’IPCEI sul nucleare

Il nuovo IPCEI si inserisce in una strategia europea che negli ultimi anni ha attribuito un peso crescente alle tecnologie nucleari innovative. A marzo la Commissione ha presentato una strategia specifica per accelerare lo sviluppo degli Small Modular Reactor e degli Advanced Modular Reactor, indicando proprio l’IPCEI tra gli strumenti con cui mettere insieme risorse e capacità industriali dei diversi Paesi.

Il perimetro è più ampio della sola costruzione dei reattori. Le iniziative nazionali già avviate negli altri Paesi mostrano una struttura che comprende le tecnologie per i reattori, i combustibili e i radioisotopi e l’insieme di materiali, componenti e servizi necessari agli impianti nucleari. Nel progetto trovano spazio sia le tecnologie di fissione sia quelle legate alla fusione, oltre alle applicazioni non energetiche come i radioisotopi per uso medico.

Per l’Italia questo significa che la partita non riguarda soltanto chi sviluppa una tecnologia di reattore. Può coinvolgere una filiera industriale molto più estesa: engineering, componentistica, materiali avanzati, sistemi di controllo, tecnologie per il combustibile, servizi specialistici e attività di ricerca.

Ed è probabilmente questo il significato industriale più rilevante dell’iniziativa. Se la nuova legge definisce il quadro entro il quale l’Italia intende tornare a utilizzare in futuro l’energia nucleare, l’IPCEI punta invece a fare in modo che una parte delle tecnologie, dei componenti e delle competenze necessarie venga sviluppata anche dall’industria italiana, all’interno di una filiera europea.

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