Oggi il parere della Giunta sul caso tesseramento: ipotesi con Malagò che da presidente FIGC diventerebbe commissario
Le ultime sul caso che può scuotere nuovamente il calcio italiano
E' arrivato il giorno della verità per quel che riguarda la questione relativa al tesseramento del presidente della FIGC Giovanni Malagò, ma il percorso verso il responso della Giunta sulla posizione del numero uno del calcio italiano potrebbe subire una deviazione all'ultimo.
UN INCONTRO PRIMA DELL'ORA X
Secondo quanto si legge su La Gazzetta dello Sport, stamattina, prima dell'appunto tanto atteso, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e lo stesso Malagò si incontreranno. Un'iniziativa voluta dal numero uno del Comitato Olimpico che fa pensare che all'ultima conta dei voti in Giunta l'iniziativa del commissariamento della Figc non stia raccogliendo i consensi sperati. Se l'organo del Coni si esprimesse contro il proprio presidente, infatti, con ogni probabilità lo porterebbe alle dimissioni.
PERCHE' IL COMMISSARIAMENTO DIVIDE
Molto semplice: se la politica dovesse entrare nel mondo del pallone in questo modo, l'UEFA potrebbe irrigidirsi notevolmente e la posizione dell'Italia per quel che concerne Euro 2032, da organizzare assieme alla Turchia con l'occasione di fare un passo avanti sulle infrastrutture, sarebbe a serio rischio.
COSA PUO' SUCCEDERE
Buonfiglio e Malagò, si legge, parleranno in modo approfondito della situazione, cercando soluzioni che evitino una pericolosa spaccatura della Giunta. La principale è che sia lo stesso Malagò, che paga un presunto errore commesso dalla Figc al momento dell'ammissione, a fare il commissario.
A brevissimo Malagò versione commissario convocherebbe nuove elezioni, che da Statuto dovranno tenersi tra i 60 e i 90 giorni dopo l’atto. Il presidente/commissario non vuole perdere tempo, anche per ridare in fretta stabilità a quella Federazione che meno di quattro mesi fa lo ha sostenuto con quasi il 70% delle preferenze. Quindi si ricandiderà, questa volta sventolando la fantomatica tessera federale che prenderà durante il commissariamento. E sarà probabilmente l'unico candidato, pur con la necessità di intavolare nuove trattative per riassestarsi dopo il caos generato da questa vicenda.
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