Oscar, nuove regole contro l’AI: attori e sceneggiatori devono essere umani

Maggio 04, 2026 - 08:32
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Oscar, nuove regole contro l’AI: attori e sceneggiatori devono essere umani

L'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha aggiornato le regole di ammissibilità agli Oscar intervenendo in modo diretto sull'uso dell'intelligenza artificiale nel cinema. La novità riguarda soprattutto recitazione e scrittura: per poter concorrere agli Academy Awards, le performance dovranno essere accreditate nel legal billing del film e "dimostrabilmente eseguite da esseri umani con il loro consenso". Allo stesso modo, le sceneggiature dovranno essere "scritte da esseri umani".

Queste nuove regole non equivalgono a un divieto generale dell'AI nei film.
L'Academy non esclude l'impiego di strumenti generativi o digitali durante la lavorazione di un'opera, ma stabilisce che, per valutare una candidatura nelle categorie legate alla recitazione o alla scrittura, debba esistere un contributo umano verificabile. In caso di dubbi, l'organizzazione potrà chiedere ulteriori informazioni sulla natura dell'uso dell'AI e sulla paternità umana del lavoro presentato.

Il passaggio è stato inserito nelle nuove regole pubblicate dall'Academy, che ha definito la modifica come "sostanziale". La crescita degli strumenti generativi ha reso il tema molto più concreto, soprattutto in un settore in cui immagine, voce, volto e testo possono ormai essere ricreati o prodotti artificialmente con una qualità crescente.

Nel comunicato del 21 aprile, l'Academy aveva già fissato un criterio più generale: gli strumenti di intelligenza artificiale generativa e gli altri strumenti digitali usati nella realizzazione di un film "non aiutano né danneggiano le possibilità di ottenere una nomination". L'uso della tecnologia, quindi, non aumenta né riduce automaticamente le chance di candidatura. La valutazione resta affidata all'Academy e ai singoli rami competenti, chiamati a considerare "in quale misura un essere umano sia stato al centro dell'autorialità creativa" nella scelta delle opere da premiare.

Il cinema utilizza da decenni strumenti digitali, con la CGI ormai parte integrante delle produzioni fin dagli anni Novanta. L'AI generativa introduce però una differenza sostanziale: non si limita necessariamente a supportare un lavoro manuale e creativo, ma può automatizzare porzioni molto ampie del processo attraverso prompt relativamente semplici. Per questo l'Academy evita una chiusura totale verso la tecnologia, ma rafforza il criterio della responsabilità creativa umana.

Il rapporto tra AI e lavoro creativo era già emerso con forza nel 2023, durante gli scioperi degli attori e degli sceneggiatori di Hollywood. Per il sindacato degli autori, uno dei punti centrali della mobilitazione riguardava il possibile uso dell'AI da parte degli studios per scrivere copioni o intervenire sul lavoro creativo. Anche gli attori hanno posto l'attenzione sulla riproduzione digitale delle performance, sul consenso e sul controllo dell'uso della propria immagine e della propria voce.

Il problema non riguarda solo il cinema. Fuori da Hollywood, almeno un romanzo è stato ritirato dall'editore per il presunto uso dell'intelligenza artificiale e alcune associazioni di scrittori stanno già stabilendo che l'impiego dell'AI renda un'opera non ammissibile a determinati premi. Sullo sfondo resta anche il tema dei modelli linguistici di grandi dimensioni, alla base di molti strumenti AI, addestrati su testi, immagini e video creati da persone nel corso degli anni, con conseguenti controversie sul diritto d'autore.

Studios, attori e autori hanno infatti avviato azioni legali contro diverse aziende
AI, sostenendo che l'addestramento dei sistemi possa configurare violazioni del copyright. Le nuove regole degli Oscar non risolvono il problema, ma intervengono su un punto preciso: un premio assegnato alla recitazione o alla scrittura deve riconoscere un lavoro umano, non una prestazione sintetica o un testo generato senza paternità creativa personale.


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