Pale eoliche e innovativi sistemi di accumulo

01 Luglio 2026 - 14:50
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Pale eoliche e innovativi sistemi di accumulo
Lungo il tragitto da Brema ad Amsterdam, le pale eoliche sono una costante nel paesaggio. Si vedono dall'aereo, dal treno, dalla finestra dell'albergo. Da solo, il Land tedesco di Brema e Bremerhaven ne conta 88 sul suo territorio, per una copertura totale del 30% del consumo elettrico locale. Bremerhaven, uno dei porti più grandi d'Europa, è considerato un vero e proprio hub per l'eolico: si assemblano qui gli impianti che andranno a formare poi i parchi off-shore nel mare del Nord. Ed è qui, in uno dei luoghi più ventosi della Germania, che un grande gruppo alimentare ha installato una pala eolica dentro i propri spazi produttivi: l'ultimo tassello di una strategia che l'azienda porta avanti almeno dal 2009, quando aprì il suo primo parco solare.. LA TURBINA EOLICA "PETERS FLÜGEL". Svelata il 15 giugno, in occasione della Giornata mondiale del vento, la turbina eolica "Peters Flügel" di FRoSTA AG, in Italia meglio conosciuta come FRoSTA, è in funzione già da inizio anno. Alta 99,5 metri e con un diametro delle pale di 61m, ha una potenza di 750 kW e garantisce la copertura del 10% dei consumi dello stabilimento principale dell'azienda, contribuendo ad alimentare 15 linee di produzione.. L'ACCUMULO DELL'ENERGIA IN ECCESSO. Da un punto di vista tecnologico, il progetto è interessante per un'innovativa soluzione di accumulo dell'energia in eccesso. Al verificarsi di un surplus, l'elettricità non viene stoccata in batterie, ma convogliata verso i magazzini frigoriferi dove vengono conservati i prodotti surgelati e dove, per legge, la soglia massima di temperatura è fissata ai -18°C. Il termometro scende, così, fino ai -30°C e i 12 gradi di differenza diventano una riserva: quando il vento cala, i sistemi di refrigerazione vengono spenti lasciando che la temperatura risalga lentamente verso la soglia prevista, senza richiedere ulteriore elettricità dall'esterno. "La capacità di integrare l'impianto eolico con un sistema di gestione e accumulo trasforma una criticità tipica delle fonti rinnovabili in un'opportunità di efficienza, funzionale ed efficace anche per un'attività industriale", ha fatto notare Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.. L'INDIPENDENZA ENERGETICA. L'intero progetto è costato 2,1 milioni di euro, un investimento da cui l'azienda conta di rientrare in massimo 10 anni. Lo scopo ultimo, però, guarda ben oltre quella data: "Volevamo essere indipendenti e ridurre i costi dell'energia elettrica - conferma Felix Ahlers, CEO di FRoSTA. - Non potevamo limitarci ad acquistare energia pulita proveniente da impianti esterni perché oggi l'infrastruttura tedesca non è ancora adatta a sostenere i flussi intermittenti delle rinnovabili. Tanto per fare un esempio: durante le giornate di maggiore produzione di eolico nel Nord della Germania, la rete non riesce a veicolare l'energia in eccesso verso il Sud".. CINQUE ANNI DI BUROCRAZIA. La turbina è stata assemblata in meno di 24 ore all'inizio di dicembre dello scorso anno, ma è stato solo l'ultimo passo di un percorso durato ben cinque anni. Cinque anni spesi in pianificazione, ma soprattutto in gestione della burocrazia, dall'individuazione dei fornitori più adatti all'ottenimento dei permessi, dagli accordi con i vicini alla valutazione dell'impatto sulla fauna, in particolare sugli uccelli. "In certi periodi dell'anno, è necessario tenerla spenta durante la notte per non disturbare il volo dei pipistrelli", spiega Frank Hoogestraat, Production Operations Manager della sede di Bremerhaven.. ESEMPIO PRATICO DI TRANSIZIONE ECOLOGICA. Per il 2035 l'azienda ha fissato un obiettivo più ampio: ridurre anche le emissioni dell'energia acquistata e dell'intera filiera, dalle materie prime al trasporto. Una quota che non dipende dagli impianti interni, ma da fornitori e rete elettrica. È stata prima di tutto modificata la logistica per spostare su rotaia l'80% del trasporto delle merci tra gli impianti produttivi tedeschi e verso l'Italia, fino al magazzino nei pressi di Verona. La selezione dei fornitori di materie prime, poi, avviene sulla base delle pratiche sostenibili come la riduzione di pesticidi e fertilizzanti nei campi per gli agricoltori, e la presenza di certificazioni per i pescatori. Tutto questo si inserisce in un panorama, quello di Bremerhaven, dove esiste già la "Cooperazione Climatico-Portuale per la Pesca" tra le aziende del porto, che ha come fine ultimo proprio la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la promozione dell'uso delle energie rinnovabili. La speranza è di poter lavorare insieme anche per aumentare il numero degli impianti, condividendo l'onere degli investimenti e l'elettricità prodotta. A partire da agosto è inoltre prevista l'installazione di pannelli fotovoltaici sull'80% della superficie del parcheggio interno dello stabilimento di Bremerhaven. Se da un lato forniranno maggiore ombra alle auto, dall'altro garantiranno una produzione di elettricità fino a un picco massimo di 410 kW. È uno dei tre parchi solari presenti negli impianti produttivi dall'azienda, il primo, come dicevamo, è entrato in funzione 17 anni fa sui tetti dello stabilimento di Bydgoszcz, in Polonia.. DOVRÀ ESSERE PRESTO SEGUITO DA ALTRI. In Unione Europea una direttiva che l'Italia ha recepito quest'anno ha reso obbligatorio l'implementazione di impianti rinnovabili per ogni edificio di nuova costruzione. Compresi gli stabilimenti industriali, che dovranno garantire una copertura a energia pulita del 60% dei consumi complessivi per acqua calda sanitaria e climatizzazione. . LE AZIENDE SI STANNO GIÀ MUOVENDO. Legambiente, presente con noi a Bremerhaven, sta raccontando la diffusione della transizione ecologica in Italia proprio attraverso le storie di cantieri, progetti e innovazioni che investono su sostenibilità ambientale ed economia circolare. Finora nel suo tour "I cantieri della transizione ecologica" ha raccolto una quarantina di esempi a livello nazionale e altrettante realtà più locali. FRoSTA è stata la quarantunesima tappa, la prima fuori dall'Italia. Una transizione silenziosa che dimostra meglio di tanti discorsi quanto il Green Deal sia un'opportunità, non un limite allo sviluppo industriale..

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