Parco di Portofino, Consiglio di Stato boccia il ricorso di Regione Liguria: stop definitivo ai confini “ristretti”

Genova. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Regione Liguria confermando quindi l’illegittimità della drastica riduzione del perimetro del Parco Nazionale di Portofino da undici a tre comuni.
La sentenza, depositata questa mattina, rappresenta un ulteriore capitolo della ingarbugliata vicenda della dimensione del parco, da tempo in “balia” di decisioni, annullamenti, ricorsi e appelli: questo ultimo passaggio, infatti, riguarda l’impugnazione dell’ente regionale ligure contro il ricorso fatto da associazioni e comuni esclusi dai perimetri, contro la decisione sempre di Regione Liguria di procedere alla costituzione del Parco includendo solo i confini dei tre comuni di Portofino, Santa Margherita e Camogli. Un ricorso di un ricorso, passato il primo, bocciato l’ultimo.
Tecnicamente il Consiglio di Stato, bocciando l’impugnazione ultima di Regione Liguria, ha respinto tutte le motivazioni portate dall’ente, a partire dalla natura della perimetrazione provvisoria, prevista dal provvedimento regionale, tra cui la tesi di incostituzionalità sollevata dalla Regione, ribadendo che la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema è competenza esclusiva dello Stato. Il Collegio ha giudicato l’appello infondato, mantenendo così fermo l’annullamento degli atti che avevano ridotto il parco e confermando che la gestione provvisoria deve basarsi su criteri di rigore scientifico piuttosto che su mere opportunità amministrative.
Le reazioni
“Ennesima, sonora bocciatura per la destra regionale ligure sul Parco nazionale di Portofino: il Consiglio di Stato , dà ragione a chi ha sempre contestato illegittima la riduzione del Parco nazionale voluta dalla Regione. È una vittoria importantissima per il territorio, per l’ambiente e per tutti quei cittadini che in questi anni hanno difeso il progetto del Parco dalle scelte miopi della destra. Ed è una vittoria per il M5S che questa battaglia la porta avanti da sempre – il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano con la referente del Gruppo territoriale Tigullio Valli Barbara Tronchi – Il principio stabilito dai giudici è chiarissimo: la tutela ambientale non può essere piegata a logiche politiche. La perimetrazione, dunque, deve basarsi su criteri tecnico-scientifici, come quelli elaborati da ISPRA, e non su pressioni territoriali o convenienze di parte. Viene quindi smontata pezzo per pezzo l’operazione con cui la Giunta regionale aveva tentato di ridurre il Parco a poco più un misero francobollo per accontentare le solite lobby della caccia e del cemento amiche della destra”.
“In questi anni – aggiunge la deputata del Partito Democratico Valentina Ghio – ho presentato diverse interrogazioni al ministro Gilberto Pichetto Fratin per portare all’attenzione del Governo le incongruenze e la cecità politica della Regione Liguria, che ha scelto scientemente di ignorare le indicazioni di ISPRA pur di inseguire una battaglia ideologica contro il Parco nazionale. Oggi quella linea viene clamorosamente smentita dai giudici amministrativi. Il furore ideologico della destra ha fatto perdere al territorio anni di occasioni, investimenti e risorse legate alla valorizzazione ambientale, turistica e sostenibile di un’area unica al mondo. Invece di costruire una prospettiva di sviluppo e tutela, hanno preferito alimentare paure e interessi di parte, bloccando un progetto strategico per il Tigullio e per tutta la Liguria. Adesso la Regione prenda atto della realtà, smetta di ostacolare il percorso del Parco nazionale, iniziando ad aprire il percorso ai comuni che avevano espresso la volontà di aderire al Parco”.
“Il parco-francobollo di Portofino resterà solo nei sogni di Bucci e Toti. Dopo il TAR, anche il Consiglio di Stato ha dato ragione a Lipu, Wwf e Legambiente, che si erano opposte al progetto di realizzare una mini-riserva con soli tre comuni, frutto di un accordo tra Regione e Ministero dell’Ambiente. Adesso, finalmente, si potrà iniziare a parlare seriamente del futuro di un’area di grande pregio naturalistico, che merita di essere protetta e valorizzata, permettendo un turismo sostenibile e in grado di garantire la tutela dell’ecosistema – aggiunge Selena Candia, capogruppo regionale di AVS – Per fortuna, adesso si tornerà a ragionare sull’ipotesi di un parco che comprenda il territorio di undici comuni, con una superficie di oltre 5300 ettari. Questo scenario, prospettato dal Ministero nel 2017 e ribadito nel 2021, era stato cancellato nel 2023 da un accordo al ribasso tra la giunta regionale Toti e il governo Meloni, entrambi a guida centrodestra, che avevano partorito la folle idea di un parco minuscolo con soli tre comuni. Il nostro impegno prosegue anche salvare dalla cancellazione l’area marina protetta di Portofino: un’ipotesi da scongiurare a ogni costo, per evitare danni irreparabili a un comprensorio che merita la massima tutela”, chiarisce Selena Candia, che sottolinea: “Il parco può diventare un fattore di crescita e sviluppo per l’intero sistema economico e turistico, aiutando a generare posti di lavoro di qualità”.
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