Pecoraro Scanio esce dal letargo con un video apocalittico: “Siamo in pericolo. È imbecille chi dice che ha sempre fatto caldo”

26 Giugno 2026 - 17:57
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Pecoraro Scanio esce dal letargo con un video apocalittico: “Siamo in pericolo. È imbecille chi dice che ha sempre fatto caldo”

Pecoraro Scanio esce dal letargo con un video apocalittico: “Siamo in pericolo. È imbecille chi dice che ha sempre fatto caldo”

Alfonso Pecoraro Scanio è tornato in versione profeta di sventura: cartina dell’Italia e delle temperature, piglio da Savonarola social, l’ex astro nascente dei Verdi, in occasione della canicola estiva ha scelto di cavalcare una delle sue antiche battaglie ambientaliste. Con l’Europa alle prese con l’ennesima ondata di caldo torrido, l’ex ministro dell’Ambiente torna sul palcoscenico mediatico per profetizzare come un Savonarola verde che siamo di fronte a un «disastro annunciato» e per distribuire, come da copione, bacchettate al governo Meloni, per demonizzare il nucleare, i cacciatori e a chiunque osi mettere in dubbio la narrazione progressista sull’emergenza climatica.

Il ritorno del profeta apocalittico: contro il caldo piantiamo gli alberi in città

Secondo Pecoraro Scanio, quanto accade oggi sarebbe già stato previsto nel 2007 durante la Conferenza nazionale sul Clima. Per questo invita a mettere da parte ogni dubbio e punta il dito contro quello che definisce «negazionismo», bollando come «pericolose» le tesi di chi considera il riscaldamento globale un fenomeno ciclico o ricorda episodi storici come il passaggio di Annibale sulle Alpi.

«La scienza è chiara: i carotaggi in Antartide mostrano livelli di CO2 mai visti», sentenzia l’ex leader dei Verdi, invitando a consultare i dati delle agenzie spaziali internazionali.

La sua ricetta? Meno cemento e più alberi. «Dobbiamo riempire le città di alberi per abbattere le ondate di calore», sostiene, indicando nella riforestazione urbana la risposta alle ormai celebri “isole di calore”.

Insomma, a voler immaginare all’atto pratico la ricetta di Pecoraro Scanio, basterebbe piantare arbusti a via del Corso a Roma o a via Brera a Milano, usare il ventaglio al posto dell’aria condizionata per una ventina d’anni, nell’attesa che gli alberi crescano e diano ombra e frescura.

Una scelta ambientalista decisamente estrema.

La sovranità energetica secondo Pecoraro

Dal clima all’energia il passo è breve. Per l’ex leader dei Verdi la vera indipendenza nazionale passa esclusivamente da rinnovabili e transizione ecologica. «Una volta che fai energia dal sole e dal vento non dipendi da nessuno», afferma, contrapponendo sole e pale eoliche alle fonti tradizionali e al ritorno dell’atomo.

Il nucleare resta infatti uno dei suoi bersagli preferiti. Lo definisce «costoso, lento e pericoloso» e richiama il caso francese, dove alcune centrali hanno dovuto ridurre o interrompere la produzione a causa della scarsità d’acqua necessaria al raffreddamento.

Non dice però che le materie prime per sole e pale eoliche siano reperibili solo in Cina e in altri Paesi che inquinano il doppio del nostro e che eolico e solare non è comunque sufficiente per il nostro fabbisogno energetico.

Ma per Alfonso sono quisquilie, pinzillacchere, come avrebbe detto un suo illustre concittadino. E per rispondergli servirebbe proprio una delle frasi più celebri di Totò: “Ma mi faccia il piacere…”

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