Gruppo FS: il Treno Sanitario protagonista dell’esercitazione nazionale di Protezione Civile
Un ospedale su rotaia per le emergenze: il Treno Sanitario di FS in azione a EXE PO 2026
Un ospedale su rotaia, pronto a entrare in funzione in poche ore per trasferire pazienti critici, supportare le strutture sanitarie in difficoltà e intervenire nelle grandi emergenze nazionali. È il Treno Sanitario del Gruppo FS Italiane, protagonista il 25 e 26 giugno dell’esercitazione nazionale di protezione civile “EXE PO 2026”, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile.
Nato dall’esperienza maturata durante l’emergenza pandemica e realizzato nel 2021 in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e AREU Lombardia, il Treno Sanitario di Treni Turistici Italiani rappresenta una delle più avanzate infrastrutture mobili per la gestione delle emergenze presenti in Italia. Un asset strategico in grado di trasportare pazienti anche in terapia intensiva su tutto il territorio nazionale e oltre confine, garantendo assistenza sanitaria continua durante il viaggio.
Il convoglio è composto da otto carrozze e due locomotive e può viaggiare fino a 160 km/h. Al suo interno trovano posto tre carrozze sanitarie attrezzate come unità mobili di rianimazione, dotate di postazioni per terapia intensiva, sistemi di distribuzione dell’ossigeno e apparecchiature elettromedicali avanzate. Grazie alla sua configurazione modulare, il Treno Sanitario può trasportare fino a 21 pazienti in terapia intensiva, inclusi pazienti infettivi o in biocontenimento, con il supporto di personale sanitario altamente specializzato.
Oltre alla funzione di trasporto sanitario, il convoglio può essere impiegato come Posto Medico Avanzato direttamente presso le stazioni in prossimità delle aree colpite da calamità naturali o altre emergenze, contribuendo al supporto delle strutture sanitarie locali e ampliando la capacità di risposta del sistema di protezione civile.
L’impiego del Treno Sanitario si è inserito nell’ambito di “EXE PO 2026”, l’esercitazione nazionale di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell’intero bacino del fiume Po, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e con le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La simulazione ha messo alla prova la macchina dei soccorsi di fronte a una piena straordinaria, ispirata alla storica alluvione che nell’ottobre del 2000 colpì il Nord-Ovest del Paese.
Nello scenario esercitativo, il rischio di esondazione del Po ha reso necessaria l’evacuazione dell’Ospedale di Pieve di Coriano, nel Comune di Borgo Mantovano. A seguito dell’attivazione della CROSS (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario), è stato avviato il coordinamento tra Protezione Civile, AREU e Gruppo FS per predisporre l’impiego del Treno Sanitario. La fase operativa si è svolta il 26 giugno: il Treno Sanitario è partito dalla stazione di Bologna per raggiungere la stazione di Poggio Rusco, dove è stata simulata l’assistenza e il trasferimento di 51 pazienti: 6 critici, 15 allettati e 30 deambulanti.
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