Pedaggio senza caselli sulla Siracusa-Rosolini: come funzionerà il Free Flow

04 Agosto 2026 - 21:25
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Pedaggio senza caselli sulla Siracusa-Rosolini: come funzionerà il Free Flow

La Siracusa-Gela a pagamento sarà a pagamento, ma senza il casello (fisico) all’altezza dello svincolo di Cassibile, “celebre” per l’incidente dell’ex presidente della Regione Rosario Crocetta e per lo sperpero di denaro pubblico. Il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha aggiudicato la gara per la realizzazione del nuovo sistema di esazione del pedaggio sulla Siracusa-Rosolini, con estensione anche al tratto Rosolini-Modica. L’intervento riguarda l’installazione del sistema Free Flow, ovvero il pagamento senza caselli e senza fermata dei veicoli, per un importo complessivo di quasi 6,8 milioni di euro.

Una notizia, già ampiamente dibattuta dalla politica e dalle molteplici prese di posizione (per lo più critiche) che, però, riporta al centro una questione più ampia: ha senso introdurre il pedaggio su un’infrastruttura che è ancora ben lontana dall’essere completata?

Il progetto originario della Siracusa – Gela, che doveva essere completata entro il ’75, ma del ‘900, e prevedeva caselli tradizionali. Nel 2023 il Cas ha invece deciso di modificare l’impostazione, convertendo il sistema nel più moderno Free Flow, scelta poi confermata con la progettazione definitiva e con la gara recentemente aggiudicata.

Il Free Flow elimina completamente le barriere fisiche lungo l’autostrada. Insomma, a Cassibile non si costruiranno più quelle brutte e pericolose strutture in mezzo all’autostrada che nel 2013 furono protagoniste di un brutto incidente all’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta. Il transito viene rilevato attraverso dei tralicci dotati di telecamere, sensori e dispositivi elettronici capaci di leggere la targa del veicolo o il dispositivo di bordo (Telepass o analoghi). L’automobilista percorre l’autostrada senza rallentare: il pagamento avviene automaticamente oppure, per chi non dispone di un dispositivo elettronico, attraverso i canali online o gli altri sistemi di pagamento messi a disposizione dal gestore entro un determinato termine. Il più delle volte di 15 giorni.

È un sistema già diffuso in diversi Paesi europei e in alcuni tratti autostradali del Nord Italia e che punta a ridurre code, emissioni e costi di gestione.

C’è però un elemento che rende questa vicenda singolare. Il progetto originario dell’autostrada Siracusa-Gela prevedeva infatti il pagamento tradizionale. Per intenderci, quello tramite pedaggio. Per questo motivo, negli anni della costruzione, agli svincoli di Avola, Noto e Rosolini sono stati realizzati anche gli spazi destinati ai caselli, comprensivi delle strutture che avrebbero dovuto ospitare il personale addetto a esigere il pagamento.

Oggi, con il passaggio al Free Flow, quelle opere risultano di fatto superate prima ancora di essere entrate realmente in funzione. Il sistema automatizzato, infatti, non necessita né di barriere né di casellanti, rendendo quelle infrastrutture sostanzialmente inutilizzate e obsolete. L’aspetto che inevitabilmente alimenta il dibattito riguarda però lo stato dell’infrastruttura.

L’autostrada in questione nasce come Siracusa-Gela, ma a oggi è percorribile soltanto fino a Modica. Il collegamento con Gela, previsto dal progetto originario, resta ancora incompiuto e senza una prospettiva definita. Ma i problemi non finiscono qui.

Anche il tratto già aperto presenta oggi una criticità rilevante: il viadotto Cassibile, in direzione Siracusa, è completamente chiuso al traffico. Gli automobilisti provenienti da Sud sono quindi costretti a utilizzare l’altro viadotto o uscire dall’autostrada e percorrere la viabilità ordinaria, con pesanti rallentamenti soprattutto nei fine settimana estivi e nelle giornate di maggiore afflusso verso le località balneari della costa sud.

Una situazione che rende inevitabile la domanda: è opportuno aggiudicare una gara che porterà a pagamento di una tratta che non solo rappresenta soltanto una parte dell’autostrada originariamente progettata, ma che oggi non è nemmeno interamente fruibile?

E nonostante le rassicurazioni da parte della politica, sia sui lavori al viadotto Cassibile (entro l’anno), sia sull’avvio del pagamento del tratto stradale (non prima del 2028), la stortura resta: non si può chiedere un pagamento se prima non si offrono servizi che meritano quella somma. A prescindere dall’importo

(Foto generata con l’IA)

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