Premio “Più a Sud di Tunisi”, il giornalismo protagonista a Portopalo

03 Agosto 2026 - 21:30
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Premio “Più a Sud di Tunisi”, il giornalismo protagonista a Portopalo

Il giornalismo come filo conduttore, senza rinunciare ai temi della memoria, della cultura, della legalità e della valorizzazione del territorio. Si è conclusa ieri sera a Portopalo di Capo Passero la XXI edizione del Premio nazionale “Più a Sud di Tunisi”, manifestazione ideata e organizzata dall’associazione culturale Portopalo, che anche quest’anno ha riunito personalità del mondo dell’informazione, della cultura, dello sport e delle istituzioni.

La seconda e conclusiva serata ha posto al centro proprio il ruolo del giornalismo, quello nazionale e quello locale, ricordando come fu proprio questa categoria a ispirare la nascita del premio nel 2006. “Abbiamo voluto riportare al centro il giornalismo, che è stato quello che ha fatto scattare la scintilla per questa bellissima avventura“, ha spiegato l’organizzatore Sergio Taccone, sottolineando come la manifestazione continui a mantenere “uno standard molto elevato nella qualità dei premiati e nella varietà delle categorie“.

Tra i riconoscimenti dedicati all’informazione sono stati premiati Monica Cartia, Prospero Dente, Oriana Gionfriddo, Isabella Di Bartolo, Giovanna Cucè e Carmelinda Gentile, premiata per la sezione libri – opera prima.

Tra gli altri riconoscimenti assegnati figurano quelli a Pippo Gianninoto (premio CNA alla carriera), Maria Antonietta Malandrino, dirigente della Polizia di Stato, premiata come eccellenza del territorio per il suo impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere, Nella Aglieco e Rocco Giudice (alla carriera), Paola Patanè e Dafne Trovato (danza), Giovanni Pisano, ex bomber siracusano e uno dei soli due calciatori siciliani – insieme a Totò Schillaci – ad avere conquistato il titolo di capocannoniere della Serie B, insignito del Premio Osvaldo Soriano, e Silvio Breci, premiato nella sezione “Storia e territorio” per il volume Volti e storie di periferia.

Proprio Breci ha raccontato l’emozione vissuta durante la premiazione. “Sono abituato a stare davanti al pubblico nella veste di conduttore e molto raramente in quella di premiato“, ha detto, spiegando di essersi sentito particolarmente emozionato nel ricevere il riconoscimento. “Se i giornalisti sono gli storici del presente, io provo anche a essere un giornalista del passato: cerco tra le memorie e le vite di una piccola comunità storie che, proprio perché autentiche, possono diventare universali“.

Un momento particolarmente intenso è stato quello dedicato alla memoria di Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale assassinato dalla camorra nel 1981. A ritirare il premio alla memoria è stato il figlio Antonino Salvia, che ha ringraziato gli organizzatori per avere contribuito a mantenere vivo il ricordo del padre. “La memoria delle vittime innocenti delle mafie deve restare viva, attuale e capace di interrogare soprattutto i giovani“, ha affermato, evidenziando il legame ideale tra Campania e Sicilia nella comune lotta contro la criminalità organizzata.

Tra i momenti più significativi della serata anche la premiazione della collega Oriana Gionfriddo, riconosciuta per il lavoro svolto sul territorio con la redazione di SiracusaNews. Con lei premiate sul palco anche altre due colleghe che da anni raccontano Siracusa e la sua provincia: Monica Cartia e Isabella di Bartolo, penne de “La Sicilia” e di “Repubblica”.

Siamo stati premiati per l’impegno sul territorio – ha detto Oriana Gionfriddo senza nascondere un pizzico di emozione -, per aver raccontato una realtà e non è sempre facile raccontarla. Un riconoscimento da parte di altri colleghi è sempre un grande piacere“.

Nel suo intervento, Gionfriddo ha anche voluto richiamare le difficoltà che oggi vive il giornalismo locale. “È un impegno sempre più difficile – ha proseguito- , sia per le recenti norme che hanno interessato la categoria, sia perché l’economia dell’informazione locale è sempre più complicata. Ma continuiamo a esserci. Non abbiamo orari, il nostro è un lavoro totalizzante, eppure resta il mestiere della libertà“.

A sottolineare il valore della manifestazione anche il sindaco di Portopalo, Rachele Rocca. “È un evento motivo d’orgoglio per tutta la comunità e l’amministrazione continuerà a sostenerlo con ancora più forza. Racconta il nostro territorio e porta qui eccellenze provenienti da altre realtà, contribuendo a far conoscere Portopalo“.

Di particolare rilievo anche le parole della giornalista del Tg1 Giovanna Cucè, che ha ricordato l’importanza del giornalismo di prossimità. “È proprio dal giornalismo locale che sono partita anch’io – ricorda -. È l’ossatura del mestiere. Quando mi trovo a lavorare in territori che non conosco, i primi punti di riferimento sono sempre i giornalisti locali. Per questo sono convinta che il nostro mestiere continuerà a esistere: ci sarà sempre bisogno di qualcuno che vada sui luoghi, verifichi i fatti e raccolga le notizie”.

La XXI edizione del Premio “Più a Sud di Tunisi” si chiude così confermando la propria vocazione: raccontare il territorio attraverso le sue eccellenze, valorizzando il giornalismo, la cultura, la memoria e l’impegno civile come strumenti per comprendere il presente e costruire il futuro.

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