Pensionata friulana di 107 anni costretta ad aspettare il rimborso del Fisco fino a 110: il caso che fa discutere

Aspettare fino a tre anni per ottenere un rimborso fiscale quando si hanno 107 anni. È la richiesta che si è vista recapitare Erminia Di Giannantonio, pensionata originaria di Trasaghis (Udine) e oggi ospite di una Rsa nel Pisano. Dopo aver chiesto chiarimenti all’Agenzia delle Entrate sui tempi di restituzione delle spese sanitarie portate in detrazione, la risposta è stata che avrebbe dovuto attendere fino al compimento dei 109 o addirittura 110 anni. Una prospettiva che ha spinto la donna e i suoi legali a presentare una diffida, ottenendo infine l’accelerazione del pagamento.
La storia di Eminia Di Giannantonio
La vicenda ha attirato l’attenzione anche perché Erminia, nata nel 1919, è una testimone di oltre un secolo di storia italiana. Ha votato per la prima volta il 2 giugno 1946, quando le donne furono chiamate alle urne per il referendum tra Monarchia e Repubblica, e da allora non ha mai rinunciato a partecipare a una consultazione elettorale.
Nel corso della sua vita ha partecipato alle grandi scelte del Paese, dai referendum sul divorzio e sul nucleare fino alle ultime elezioni europee e amministrative del 2024. Anche quest’anno ha voluto esprimersi sul referendum relativo alla riforma della giustizia, confermando un senso civico che non è mai venuto meno.
La sfida alla burocrazia e l’esito sorprendente
Accanto alla sua straordinaria storia di elettrice c’è però anche quella di una cittadina alle prese con i tempi della pubblica amministrazione. Dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi con una spesa sanitaria documentata di circa 4.000 euro, il figlio Paolo Cucurachi si era rivolto all’Agenzia delle Entrate di Pisa per conoscere i tempi del rimborso. La risposta era stata scoraggiante: sarebbero serviti due o tre anni. Un’attesa che avrebbe portato il pagamento quando Erminia avrebbe avuto 109 o addirittura 110 anni.
Una prospettiva che la donna non ha accettato. Lei che aveva superato la pandemia di influenza spagnola, la Sars, il Covid-19 e vissuto due conflitti mondiali non era disposta a fermarsi davanti a un ostacolo burocratico. Attraverso i suoi legali, gli avvocati Alessandro Romanò e Giacinto Canzona, ha quindi presentato una diffida all’Agenzia delle Entrate.
L’iniziativa, accompagnata dall’attenzione mediatica suscitata dalla vicenda, ha prodotto il risultato sperato. L’Agenzia delle Entrate ha infatti assicurato che, considerate le eccezionali condizioni anagrafiche della contribuente, il rimborso sarà effettuato entro il mese di giugno.
Ottenuto il riconoscimento del proprio diritto, la pensionata ha deciso di destinare parte del rimborso alle associazioni che assistono le donne vittime di femminicidio, trasformando una vicenda personale in un gesto di solidarietà. Uno schiaffo alla burocrazia e una grande lezione di senso civico.
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