Perché Camavinga all'Inter può essere una soluzione per tutti: le esigenze di Chivu, del giocatore e del Real Madrid
I due club hanno parlato anche del centrocampista francese, appena escluso da Deschamps dalle convocazioni per i Mondiali: come potrebbe integrarsi nella rosa nerazzurra.
Nico Paz, Endrick e non solo. Di tutto e di più. Tanti i nomi sul tavolo, tanti i discorsi effettuati nell'incontro degli scorsi giorni tra Inter e Real Madrid. Oltre a quello di Eduardo Camavinga.
Anche il centrocampista francese è entrato nelle chiacchiere di mercato tra Beppe Marotta e Florentino Perez. Un'ipotesi che sia Tuttosport che il Corriere della Sera definiscono "molto remota", ma che intanto è lì, sul tavolo, pronta magari a prendere consistenza.
Del resto, l'accostamento di Camavinga all'Inter ha un suo perché. Sia dal punto di vista delle esigenze di Cristian Chivu, che di quelle dello stesso giocatore e del Real Madrid.
IN USCITA DAL REAL MADRID?
Tre anni fa circa, Camavinga ha firmato con il Real Madrid un rinnovo di contratto fino al 2029. E un paio d'anni prima ancora, nel 2021, le Merengues lo avevano acquistato dal Rennes in cambio di 31 milioni di euro più bonus.
Il chiaro segnale di come a Madrid credessero davvero in lui. Ma nell'ultima stagione parecchio è andato storto. Camavinga si è reso protagonista di un rendimento al di sotto delle aspettative, è stato più volte criticato sia dall'esigente tifo madridista che dalla stampa spagnola e ha vissuto momenti tutt'altro che semplici.
Per dire: nelle ultime sette partite di Liga Camavinga è sceso in campo dall'inizio appena due volte. Nella giornata conclusiva, contro l'Athletic, è rimasto in panchina dal primo all'ultimo minuto. L'ascesa del giovane Thiago Pitarch e il ritorno di Bellingham gli hanno tolto ulteriore spazio.
Per questo motivo l'ipotesi di un cambio di squadra è diventata non più così remota. Anche se il contratto è ancora piuttosto lungo, anche se la clausola rescissoria è altissima: addirittura un miliardo di euro.
NON CONVOCATO DALLA FRANCIA
Camavinga, alla fine, ha pagato una stagione sostanzialmente da dimenticare sia per lui che per il Real Madrid con la notizia sportivamente più dolorosa possibile: l'esclusione dalle convocazioni per i Mondiali da parte della Francia.
Il ct Didier Deschamps lo aveva chiamato per le amichevoli di marzo, schierandolo nel finale contro la Colombia. Ma al momento di stilare la lista finale dei giocatori che sarebbero saliti sull'aereo per il Nord America si è "dimenticato" di lui, che già in ogni caso non era un suo punto fermo.
Niente secondo Mondiale per Camavinga, dunque. Quattro anni fa, in Qatar, il centrocampista del Real c'era. Anche se in quel caso aveva collezionato solamente panchine. Però aveva giocato uno spezzone nella finalissima contro l'Argentina, vivendo assieme ai compagni la delusione del ko ai rigori.
Delusione che si aggiunge a quest'altra delusione. Camavinga sta provando a conviverci in maniera insolita: frequentando un corso all'università di Harvard. Ma anche cambiare aria e lasciare Madrid, da un punto di vista prettamente sportivo, potrebbe aiutare.
LE ESIGENZE DELL'INTER
Qui si inserisce l'Inter. Che sì, sta provando a rimodellare per quanto possibile la rosa che solo poche settimane fa ha fatto il double campionato-Coppa Italia. E che sì, sta cercando un nuovo centrocampista. Anche se più mezzala che play.
Il nome forte rimane quello di Curtis Jones, del Liverpool. E in seconda fila resiste il romanista Manu Koné, che un paio di giorni fa ha detto che "del futuro parleremo dopo i Mondiali" (a proposito, lui sì c'è andato). Mentre Davide Frattesi pare finalmente in procinto di lasciare Milano al termine dell'ennesima stagione in naftalina.
E Camavinga? Diversamente dai colleghi citati poco più sopra, è decisamente un centrocampista che gioca davanti alla difesa più che una mezzala. E dunque andrebbe potenzialmente a fare il vice Calhanoglu, consentendo a Zielinski (comunque ottimo in sostituzione del turco) di tornare stabilmente nel proprio ruolo originario.
Occhio poi, naturalmente, alla situazione proprio del turco: dovrebbe rimanere, l'accostamento al Fenerbahçe si è smorzato, ma il contratto gli scade pur sempre nel 2027, dunque tra poco più di un anno.
L'Inter, insomma, si ritroverebbe in casa un possibile erede proprio di Calhanoglu. L'età aiuta: a novembre il francese compirà appena 24 anni.
DUTTILITÀ AL POTERE
Camavinga, in ogni caso, è uno che non si è mai fatto troppi problemi a giocare altrove. Anche da mezzala, la casella che l'Inter sta cercando di riempire al più presto.
E poi, ricordate quando Carlo Ancelotti lo schierava addirittura terzino sinistro? Quella sì era una posizione di campo insolita per lui. Eppure Camavinga ha obbedito al proprio allenatore senza battere ciglio, peraltro con un rendimento al di sopra delle attese.
L'ex talento del Rennes, insomma, è potenzialmente uno di quei jolly che piacciono tanto agli allenatori. Anche se il suo ruolo principe, appunto, è quello del play davanti alla difesa.
Ma la questione è un'altra: Camavinga è a caccia di riscatto. E nel complicato ambiente del Real Madrid, in attesa di capire se José Mourinho riporterà ordine e disciplina, rischia di non trovarlo. Per questo l'Inter potrebbe anche fare al caso suo. Ma serve la volontà di tutti per far decollare l'affare.
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