Perché è quasi impossibile produrre smartphone negli Stati Uniti

29 Giugno 2026 - 10:40
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Perché è quasi impossibile produrre smartphone negli Stati Uniti

Designed by Apple in California, Assembled in China.” È scritto dietro a ogni iPhone. La più grande azienda tech americana progetta il telefono più venduto al mondo, e lo fa assemblare dall’altra parte del pianeta. Google fa lo stesso. Motorola idem. E il telefono T1 della fondazione Trump, quello “progettato e costruito con valori americani“, alla fine si è rivelato un HTC U24 Pro cinese ribrandizzato con una custodia dorata… Insomma, nemmeno il telefono che doveva incarnare i valori americani è fabbricato in America.

Lo smartphone made in USA è soltanto un sogno

La Cina è diventata l’hub manifatturiero globale in decenni di investimenti. Ha costruito un ecosistema di fabbriche, fornitori di componenti e aziende di assemblaggio, Foxconn, Pegatron, Luxshare, che non ha eguali. Per fare la stessa cosa negli Stati Uniti ci vorrebbero anni e anni, oltre che decine di miliardi di dollari. Fabbriche, macchinari, catene di fornitura, logistica, tutto da zero.

Nessuna azienda americana ha interesse a spendere quei soldi quando può mandare un ordine a Foxconn e ricevere milioni di telefoni assemblati a una frazione del costo.

Il problema della manodopera

La Cina ha una forza lavoro manifatturiera enorme, specializzata, con decenni di esperienza nell’assemblaggio di precisione. Anche costruendo le fabbriche, trovare gli operai sarebbe il problema più grande. Dopo decenni di disinvestimento nella formazione manifatturiera, gli Stati Uniti non hanno una forza lavoro sufficiente per produrre smartphone su larga scala.

Il problema dei costi

Lo stipendio mediano settimanale di un lavoratore a tempo pieno negli USA nel primo trimestre 2026: 1.235 dollari. Lo stipendio medio annuale nel settore privato cinese nel 2025: 9.961 dollari. Lo stipendio settimanale di un operaio americano equivale a mesi di paga in molte parti del mondo.

Bank of America ha stimato che assemblare un iPhone negli USA, con componenti ancora importati dalla Cina, aumenterebbe il costo del 25%. L’iPhone base passerebbe da 799 a circa 1.000 dollari. Se anche i componenti fossero prodotti negli USA, il costo aumenterebbe di oltre il 90%. Un iPhone da 1.500 dollari.

I dazi non risolvono il problema

Trump ha minacciato dazi del 25% sugli smartphone importati per forzare Apple a produrre in America. L’analista Ming-Chi Kuo ha calcolato che in termini di redditività, per Apple è molto meglio assorbire il colpo di un dazio del 25% sugli iPhone venduti negli USA piuttosto che riportare le linee di assemblaggio nel paese. Pagare il dazio costa meno che costruire le fabbriche.

I dazi non riportano l’iPhone in America

L’iPhoneMade in USA” resta, almeno per ora, un obiettivo irrealistico. Costruire una filiera produttiva richiederebbe anni, investimenti enormi e una forza lavoro che oggi non c’è. Nel frattempo, i dazi non riportano la produzione in America: rendono semplicemente gli smartphone più cari, anche per gli acquirenti europei.

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