Perché negli Usa è un'emergenza e in Italia no

08 Luglio 2026 - 14:09
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Perché negli Usa è un'emergenza e in Italia no
Mentre gli Stati Uniti affrontano una devastante crisi sanitaria causata dal fentanyl, un potentissimo oppioide sintetico che provoca decine di migliaia di morti per overdose ogni anno, l'Italia e l'Europa sembrano per ora al sicuro da questa emergenza. Per capire il motivo di questo divario biologico e sociale, bisogna comprendere che la differenza non nasce sulla strada, ma negli ambulatori dei medici. La crisi statunitense è cominciata come una storia di terapia del dolore: a partire dagli anni '90 le case farmaceutiche spinsero i medici a prescrivere oppioidi ad alti dosaggi anche per dolori cronici non oncologici, generando un numero enorme di dipendenze. Quando, intorno al 2010, le ricette vennero rese più difficili e alcuni farmaci riformulati per scoraggiarne l'abuso, parte di quella domanda si spostò sull'eroina. La trappola del mercato sommerso negli USA La svolta arriva però dal 2013, quando nel mercato illegale comincia a diffondersi il fentanyl: costa poco, si produce illegalmente in laboratorio senza coltivare il papavero e si trasporta con facilità. I trafficanti iniziano a usarlo per "tagliare" eroina, cocaina e altre sostanze. Si tratta di una sostanza fino a 100 volte più potente della morfina, capace di causare il blocco respiratorio anche in dosi microscopiche.. Non è quasi mai una scelta di chi consuma: è l'offerta che cambia, spesso all'insaputa di chi acquista. Moltissime vittime sono morte senza sapere di averlo assunto. È questo mercato di massa e sommerso a fare la differenza nei numeri della crisi degli oppiacei negli Stati Uniti. Perché il sistema sanitario italiano fa da scudo In Italia, e più in generale in Europa, questa catena non si è innescata, per una combinazione di fattori. Il nostro sistema non ha mai conosciuto la stessa cultura della prescrizione facile: gli oppioidi per il dolore sono sempre stati usati con maggiore cautela e sotto controllo più stretto. Il modello del Servizio Sanitario Nazionale, incentrato sulla figura del medico di medicina generale e slegato da logiche di profitto farmaceutico, ha fatto da scudo.. A questo si aggiungono la disponibilità di programmi pubblici per la terapia del dolore molto stringenti e controllati, oltre a solidi programmi pubblici di riduzione del danno e di terapia sostitutiva degli oppiacei — a base di metadone o buprenorfina — e un monitoraggio continuo. L'indagine dell'Istituto Mario Negri sulle acque reflue di decine di città, infatti, non ha rilevato un consumo ricreativo diffuso della sostanza sul nostro territorio. I rischi futuri e il Piano Nazionale di prevenzione Questo neanche vuol dire che il rischio sia scongiurato. La criminalità organizzata ha capito che si tratta di un mercato con pochi costi e margini enormi, e negli ultimi anni Europol e Interpol hanno scoperto laboratori clandestini anche sul territorio europeo. Proprio per anticipare il problema, nel marzo 2024 l'Italia ha varato un Piano nazionale contro l'uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici. Il piano prevede la "custodia blindata" delle scorte sanitarie, il monitoraggio in tempo reale delle farmacie ospedaliere e l'allertamento dei pronto soccorso per intercettare immediatamente qualsiasi potenziale caso di overdose da sostanze sintetiche..

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