Perugia, gambiano strappa una bimba dalle braccia della madre. Il giudice lo libera: «Voleva allontanarla dalla strada»

Per tre giorni il suo nome è finito al centro di una vicenda che aveva riacceso paure e timori in una delle zone più problematiche di Perugia. Si era parlato di una bambina strappata dalle braccia della madre davanti alla stazione di Fontivegge, di un presunto tentativo di rapimento e di un arresto eseguito nel giro di pochi minuti dalla polizia. Ma sabato mattina il quadro è cambiato radicalmente. Ismaila Saniang, 29 anni, cittadino gambiano già noto alle forze dell’ordine, è stato rimesso in libertà dopo che il giudice dell’udienza di convalida ha escluso l’ipotesi del tentato sequestro di persona. A pesare sulla decisione sono state soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area della stazione degli autobus di Fontivegge, teatro dell’episodio avvenuto mercoledì sera poco prima delle 20.
Cosa è accaduto alla stazione
La scena si svolge in pochi istanti. Una bambina di quattro anni si trova con la madre nei pressi del terminal dei bus. Secondo una prima ricostruzione fornita dalla donna, il 29enne avrebbe afferrato la piccola tentando di allontanarsi. La reazione della mamma e l’intervento immediato di alcune persone presenti avevano però impedito che l’uomo riuscisse a proseguire. L’allarme era scattato subito. Gli agenti della polizia lo avevano rintracciato poco dopo nelle vicinanze e arrestato con l’accusa di tentato sequestro di persona. Ad alimentare ulteriormente i sospetti c’era il ritrovamento sul suo telefono di alcune fotografie della bambina scattate dopo l’episodio.
La ricostruzione della difesa
Fin dall’inizio, però, l’uomo ha sostenuto una versione completamente diversa. Davanti al giudice ha ammesso di aver bevuto ma ha negato qualsiasi intento criminale. Ha spiegato di aver visto la bambina rincorrere dei piccioni avvicinandosi pericolosamente alla carreggiata e di essere intervenuto esclusivamente per allontanarla dalla strada. Secondo il suo difensore, l’avvocato Luca Aiello, proprio le immagini delle telecamere confermerebbero questa ricostruzione. «Si vede chiaramente come il giovane non strappi mai la bambina dalle braccia della madre ma anzi glie la consegni subito, dopo essere intervenuto», ha dichiarato il legale.
Per quanto riguarda le fotografie trovate sul cellulare, il 29enne ha sostenuto di averle scattate soltanto dopo essersi accorto delle accuse mosse nei suoi confronti, nel tentativo di documentare quanto stava accadendo.
La decisione del giudice
Dopo aver esaminato gli elementi raccolti dagli investigatori, il giudice ha ritenuto che la condotta contestata non integri né il tentato sequestro di persona né altri reati tali da giustificare misure cautelari. «La convalida dell’arresto è stata fatta in base agli elementi cristallizzati in quel momento. Dalla ricostruzione successiva emerge però che il mio cliente non ha tentato alcun rapimento o commesso altri reati», ha aggiunto il legale. Per questo motivo il magistrato ha disposto l’immediata liberazione del 29enne. Una decisione che chiude, almeno per ora, il caso che aveva alimentato allarme e polemiche nel quartiere di Fontivegge. Resta aperto il fascicolo della Procura, mentre la difesa punta a una rapida archiviazione alla luce dei nuovi elementi emersi dall’inchiesta.
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