Pitti Filati chiude in linea con un anno fa grazie a 3.300 buyer
Le ultime edizioni di Pitti Bimbo (24-25 giugno) e Pitti Filati (24-26 giugno) hanno portato nella Fortezza da Basso di Firenze circa 4.500 visitatori, di cui oltre la metà provenienti dai mercati esteri. I due saloni hanno occupato i tre piani del Padiglione Centrale tra installazioni, sfilate, presentazioni ed eventi legati alla promozione e alla formazione delle nuove generazioni.
Nello specifico l’edizione 103 di Pitti Bimbo ha visto la partecipazione di 900 visitatori (-18% vs giugno 2025), di cui 600 buyer (un terzo in meno rispetto a un anno fa ,quando erano stati circa 900), di cui più della metà dall’estero, in particolare da Spagna, Giappone, Germania, Cina, Olanda, Stati Uniti, Belgio, Turchia, Regno Unito, Francia, Corea del Sud, Arabia Saudita, Emirati Arabi. “Pitti Bimbo sta consolidando la transizione verso un nuovo formato e un posizionamento più coerente con i consumi attuali, un formato che seleziona con approccio curatoriale i marchi di ricerca, anche di piccola dimensione, senza rinunciare alla varietà garantita da brand di riferimento del mercato: insomma una fotografia dell’offerta attuale e al tempo stesso uno stimolo all’innovazione per il sistema distributivo”, dichiara in una nota Ivano Cauli, alla sua prima presenza nei due saloni da amministratore delegato di Pitti Immagine. La manifestazione ha visto la partecipazione di 112 marchi con le collezioni primavera/estate 2027.
L’edizione 99 di Pitti Filati, con 119 aziende, 74 nell’area Filati, 24 in CustomEasy, 15 in KnitClub e 6 nell’Institutional Area, ha presentano le collezioni per l’autunno/inverno 2027-28. Il tema guida è stato ‘The Pitti Loom’, con il nuovo Spazio Ricerca battezzato ‘Discipline’. “I due saloni sono in una fase diversa l’uno dall’altro, ma per certi aspetti funzionale a una loro contemporaneità di svolgimento, tanto che non pochi compratori hanno colto l’opportunità di visitare entrambi gli appuntamenti – spiega Cauli annunciando 4.500 ingressi complessivi (di cui 3600 derivanti da Pitti Filati), con una percentuale estera superiore al 40 per cento. “L’edizione di giugno presenta le collezioni invernali, quindi la parte più cospicua della produzione e del fatturato delle filature: tra i circa 3.300 buyers, di cui oltre 1.700 esteri, (in linea con un anno fa, ndr), spiccano gli uffici stilistici di tutti i più importanti marchi della moda e del lusso internazionali. Le maggiori affluenze sono registrate da Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Cina, Germania, Giappone, Turchia, Svizzera, Spagna, Cina-Hong Kong e Corea del Sud”.
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