“Più prestazioni ma anche più richieste”: il DG della Sette Laghi Moreno spiega il nodo delle liste d’attesa a Varese

Nei primi tre mesi del 2026, ASST Sette Laghi ha erogato quasi 2.400 prestazioni ambulatoriali in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le prime visite sono cresciute del 10%, le risonanze del 24%.
Gli ambulatori di oculistica, cardiologia ed endoscopia lavorano il sabato. L’otorino riceve pazienti fino alle 20.
Ora, Regione Lombardia ha stanziato ulteriori 91 milioni di euro per rafforzare il piano di abbattimento delle liste d’attesa, di cui oltre 61 milioni destinati alla specialistica ambulatoriale. Ad ATS Insubria andranno più di 420mila prestazioni aggiuntive, valore oltre 1,7 milioni di euro, per coinvolgere ulteriormente i privati accreditati.
Eppure, le liste d’attesa non si abbassano come ci si aspetterebbe. Abbiamo chiesto al direttore generale di Asst Sette Laghi Mauro Moreno di spiegare il motivo.
I numeri del recupero: cosa è stato fatto
«Abbiamo erogato quasi il 10% in più di prime visite e il 24% in più di risonanze rispetto al gennaio-marzo 2025 – esordisce Moreno – Mettendo insieme le principali prestazioni, siamo a circa 2.400 erogazioni in più in tre mesi. È un risultato concreto».
Il potenziamento dell’offerta è avvenuto su due fronti paralleli. Da un lato, si è lavorato con il personale interno attraverso incentivi economici per orari aggiuntivi, pomeriggi prolungati fino alle 18-20, sabati mattina, coinvolgendo sia i medici specialisti sia il personale infermieristico e di comparto quando necessario. Dall’altro, quando la disponibilità interna non è stata sufficiente, si è ricorso a liberi professionisti ingaggiati ad hoc.
Gli ambulatori attivi in orario serale o prefestivo riguardano oggi principalmente la radiologia, la cardiologia, l’endoscopia, l’otorino ma anche la dermatologia. «La dermatologia, in particolare, ha fatto il 17% in più di prime visite, 400 in più rispetto all’anno scorso nello stesso periodo – precisa il direttore Moreno – È una specialità difficile da trovare altrove e, più noi aumentiamo l’offerta, più attraiamo la domanda».
Sul fronte dei tempi di attesa, il miglioramento c’è ed è quantificabile: per le prestazioni di classe B, quelle cioè che dovrebbero essere garantite entro dieci giorni, la quota di pazienti serviti nei tempi è salita dal 55% del 2025 a quasi il 70% del 2026. Un aumento di quindici punti percentuali. «È un buon risultato – ammette il direttore generale -`ma siamo consapevoli che dobbiamo ancora lavorare per raggiungere il target regionale del 90%. Quindi non siamo ancora soddisfatti»
Aumento di produzione e tempi di attesa
Parlando di tempi di attesa, va considerato un meccanismo che il DG Moreno descrive con precisione: un’azienda sanitaria che aumenta la propria produzione non vede necessariamente diminuire i tempi di attesa per i propri cittadini. Se ASST Sette Laghi apre nuove agende, quelle agende diventano prenotabili da qualunque cittadino e non solo da quelli residenti nel bacino di competenza dell’azienda: «Il nostro impegno per aumentare la produzione non va esclusivamente a beneficio di chi abita in questo territorio. Ecco perché, i residenti possono avere una percezione inesatta di quanto la risposta sia migliorata».
C’è anche un altro aspetto del problema da tenere presente, quello che riguarda la domanda indotta. Quando un’azienda aumenta le prime visite, rientra nel sistema sanitario una quota di pazienti che fino a quel momento pagava la prestazione privatamente. Il rientro di questa quota di pazienti che passano dalla libera professione alle agende istituzionali è un fatto positivo per la collettività, ma non riduce le liste di attesa: al contrario, le alimenta con nuove prenotazioni.
Le sfide del personale sanitario: un tema nazionale
ASST Sette Laghi, come molte realtà del sistema sanitario italiano, affronta la sfida della disponibilità di personale specialistico. La programmazione universitaria degli ultimi anni, definita a livello nazionale, ha determinato in alcune discipline una carenza di professionisti che oggi si riflette sulle capacità operative delle strutture.
A questo si aggiunge, per i territori di confine come quello varesino, la competizione con il mercato del lavoro elvetico, che offre condizioni retributive significativamente superiori. Una dinamica che l’azienda affronta puntando sulla qualità dell’ambiente lavorativo, sulla formazione continua e sulle opportunità di crescita professionale, pur nei limiti definiti dalla contrattazione collettiva nazionale.
La conformazione di ASST Sette Laghi, che comprende sei ospedali distribuiti su un territorio ampio, rappresenta sì una risorsa, per la prossimità delle cure, ma al contempo una complessità organizzativa da gestire, che assorbe personale qualificato su più sedi, aumentandone il fabbisogno e privando delle economie di scala.
Verso un nuovo CUP regionale: maggiore integrazione e trasparenza
Un passaggio significativo è previsto per l’8 giugno 2026, quando ASST Sette Laghi completerà la migrazione al nuovo sistema CUP regionale. L’aggiornamento tecnologico consentirà una gestione più efficiente delle liste d’attesa ambulatoriali, impedendo ai cittadini di prenotare la stessa visita o lo stesso esame contemporaneamente in più sedi, bloccando più posti. Inoltre, per i nostri operatori dei CUP sarà possibile verificare le disponibilità di appuntamenti presenti negli altri ospedali regionali nei tempi previsti dalle prescrizioni, cosa che oggi il nostro sistema non riesce ancora a fare in modo completo» spiega Mauro Moreno.
Liste chirurgiche, il lavoro sulla “pulizia”
Accanto al potenziamento dell’attività ambulatoriale, ASST Sette Laghi sta lavorando anche sul fronte delle liste chirurgiche: oltre all’impegno per incrementare ulteriormente l’attività mirata per i pazienti inseriti in classe A (ovvero massima priorità chirurgica), si sta provvedendo alla pulizia delle liste chirurgiche per avere una fotografia sempre più aggiornata e reale delle necessità effettive: «Avere dati più precisi ci consentirà di programmare meglio le sedute operatorie, ottimizzare le risorse e dare risposte ancora più efficaci ai pazienti, soprattutto per gli interventi prioritari e oncologici. Ma il nostro impegno sul fronte chirurgico non si esaurisce qui: intendiamo analizzare i tempi che intercorrono tra l’insorgere del disturbo nel paziente, la definizione della diagnosi e il successivo intervento, non solo quindi il tempo di attesa chirurgico tecnicamente definito».
A questo proposito, il fascicolo sanitario elettronico, se pienamente valorizzato, potrebbe consentire di ricostruire l’iter di ciascun paziente, permettendo di individuare con precisione i tempi che scandiscono il percorso di cura ed individuare i passaggi su cui intervenire per ottimizzarli.
Il ruolo delle Case di Comunità nel riequilibrio del sistema
L’ASST Sette Laghi guarda con attenzione all’evoluzione della rete territoriale prevista dal PNRR. Le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, le cui ultime strutture sono state attivate nei giorni scorsi, rappresentano il tassello necessario per una sanità più vicina ai cittadini, in grado di intercettare i bisogni di cronicità, prevenzione e assistenza di prossimità che oggi trovano ancora in parte risposte negli ospedali.
«Si tratta di un percorso che richiede tempo — osserva Moreno — soprattutto per un cambiamento culturale che accompagni i cittadini verso questi nuovi modelli di cura».
L'articolo “Più prestazioni ma anche più richieste”: il DG della Sette Laghi Moreno spiega il nodo delle liste d’attesa a Varese sembra essere il primo su VareseNews.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)