Pneumologia ad alta intensità, quando respirare diventa un’emergenza
Il 9 e 10 ottobre torna il corso dedicato alla gestione dell’insufficienza respiratoria acuta. L’esperienza dell’Ospedale Mauriziano entra anche nel nuovo “Libro bianco della Pneumologia” e nei gruppi nazionali AIPO.
In tutta Italia, tra il 1997 e il 2018 i ricoveri legati alla BPCO sono scesi dal 59,6% al 34,2%, mentre sono aumentati quelli per neuromiopatie (dal 3,9% al 13,7%) e per insufficienza respiratoria ipossiemica “de novo” (dal 6,3% al 15%)
Torino, 8 ottobre 2026 – Dall’ossigenoterapia ad alti flussi alla ventilazione non invasiva, dal monitoraggio avanzato fino alle tecniche extracorporee. Venerdì 9 e sabato 10 ottobre l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino ospiterà nell’Aula Incanti il corso teorico-pratico “Il paziente respiratorio critico: dai supporti respiratori non invasivi alle tecniche extra-corporee”, appuntamento formativo che si rinnova negli anni e che richiama a Torino specialisti impegnati nella gestione dell’insufficienza respiratoria acuta.
Un corso che rappresenta anche l’espressione di una competenza consolidata del Mauriziano nella gestione del paziente respiratorio ad alta complessità, sviluppata dalla S.C. Pneumologia e Terapia Semi-Intensiva Pneumologica, diretta dal dott. Giovanni Maria Ferrari.
L’insufficienza respiratoria acuta è infatti una delle più frequenti cause di ricovero nelle aree intensive e semi-intensive e riguarda oggi pazienti sempre più complessi: non soltanto persone con riacutizzazione della BPCO, ma anche pazienti affetti da insufficienza respiratoria acuta ipossiemica “de novo”, malattie neuromuscolari, complicanze postoperatorie, patologie cardiovascolari o condizioni acute associate a malattie croniche avanzate.
Mauriziano, un contributo al Libro bianco della Pneumologia
A confermare il ruolo acquisito dall’Ospedale in questo ambito è anche il “Libro bianco della Pneumologia”, pubblicato nel 2026. Il Libro Bianco è un documento nazionale promosso e coordinato dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO/ITS) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), realizzato con il contributo di esperti pneumologi provenienti da diverse realtà italiane, con l’obiettivo di delineare lo stato attuale della Pneumologia e le prospettive di sviluppo della disciplina e dell’assistenza ai malati affetti da patologie dell’apparato respiratorio.
Il capitolo 5, interamente dedicato alle Unità di Terapia Intensiva Pneumologica, porta anche la firma di Giovanni Maria Ferrari e Roberto Prota, insieme a Fabiano Di Marco, Antonello Nicolini, Lara Pisani e Raffaele Scala, attuale presidente dell’AIPO/ITS.
Prota ha diretto la Struttura Complessa di Pneumologia del Mauriziano dal 2008 al febbraio 2026 ed è oggi coordinatore della Rete clinico-assistenziale pneumologica del Piemonte: una continuità che testimonia il contributo maturato negli anni dall’Ospedale torinese nell’organizzazione dell’assistenza pneumologica e, in particolare, nella gestione dei pazienti respiratori ad alta complessità.
I numeri contenuti nel Libro bianco aiutano a comprendere come sia cambiata questa assistenza. I tre censimenti nazionali AIPO mostrano una progressiva crescita e, soprattutto, una profonda trasformazione della casistica delle Terapie Intensive Pneumologiche: tra il 1997 e il 2018 le strutture considerate dalle rilevazioni sono passate da 26 a 73. Nello stesso periodo la quota di ricoveri legati alla BPCO è scesa dal 59,6% al 34,2%, mentre sono aumentati quelli per neuromiopatie, dal 3,9% al 13,7%, e per insufficienza respiratoria ipossiemica “de novo”, dal 6,3% al 15%. .
Un’evoluzione che racconta una realtà precisa: nelle unità pneumologiche ad alta intensità arrivano oggi pazienti più diversificati e complessi e diventano quindi sempre più determinanti competenze specialistiche, tecnologie e formazione continua.
Il dato nazionale evidenzia però anche una criticità: secondo il Libro bianco, in Italia la disponibilità di posti letto pneumologici dedicati ai pazienti respiratori critici è pari a circa 0,8 ogni 100 mila abitanti, contro un fabbisogno stimato tra 1 e 2 posti ogni 100 mila, con una distribuzione ancora fortemente disomogenea sul territorio.
Una “cerniera” tra reparto e Terapia Intensiva
Le Terapie Semi-Intensive Pneumologiche svolgono una funzione strategica nell’organizzazione dell’Ospedale per intensità di cura: rappresentano una cerniera tra la degenza ordinaria e la Terapia Intensiva generale. Possono aumentare rapidamente il livello di assistenza quando le condizioni di un paziente peggiorano – il cosiddetto step-up – e, nella direzione opposta, accogliere pazienti provenienti dalle Terapie Intensive nella fase di stabilizzazione e svezzamento – step-down.
“La gestione dell’insufficienza respiratoria acuta è profondamente cambiata negli ultimi anni – sottolinea il dott. Giovanni Maria Ferrari, Direttore della S.C. Pneumologia e Terapia Semi-Intensiva Pneumologica del Mauriziano – Oggi disponiamo di supporti respiratori e tecnologie sempre più avanzati, ma la tecnologia da sola non basta: servono competenze specifiche, esperienza, monitoraggio adeguato e la capacità di individuare per ogni paziente il livello assistenziale più appropriato”.
È proprio questa la filosofia alla base del capitolo del Libro bianco: garantire che il paziente con insufficienza respiratoria acuta venga curato nel luogo giusto, con il livello di assistenza necessario, evitando sia il ricorso improprio alla Terapia Intensiva generale sia il rischio che pazienti complessi vengano trattati in reparti privi del monitoraggio e delle competenze necessarie.
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