PNRR: la fretta non ti salva dal frazionamento e sugli arredi rischi di farti male da solo
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Nel PNRR la pressione delle milestone produce un riflesso condizionato che molte amministrazioni scambiano per pragmatismo: “devo rispettare la scadenza per individuare il soggetto realizzatore, quindi spezzetto l’intervento in più affidamenti sotto soglia e corro”.
È una scorciatoia che sembra efficiente solo finché non la guardi con le lenti giuste. Il d.lgs. 36/2023 è costruito per consentire velocità legittima, non velocità elusiva. E quando la velocità diventa elusione, la conseguenza non è solo la contestazione teorica: è la vulnerabilità della procedura, l’aumento del rischio di contenzioso, la perdita di controllo sul valore stimato e, nei casi peggiori, l’esposizione del progetto a rilievi che possono riflettersi anche sulla stabilità del finanziamento.
Divieto di frazionamento artificioso
Il divieto di frazionamento artificioso è la regola tecnica che tiene in piedi l’intero edificio. L’art. 14, comma 6, vieta di scegliere il metodo di calcolo dell’importo stimato allo scopo di evitare l’applicazione delle soglie e, specularmente, vieta di frazionare un appalto per sottrarlo alle regole del Codice, salvo ragioni oggettive. Qui sta il punto che molti fingono di non vedere: “ragioni oggettive” non significa comodità amministrativa, non significa ansia da cronoprogramma, non significa ritardi interni o incertezze gestionali.
Significa autonomia reale delle prestazioni, separabilità funzionale, differenze tecniche che rendono artificiale l’unitarietà. Quando l’intervento è un programma unitario, il valore stimato è unitario. E se il valore stimato è unitario, la soglia si verifica sommando, non spezzando.
La disciplina del PNRR e la programmazione
Il PNRR non è un salvacondotto per riscrivere le soglie, ma una disciplina che impone di programmare meglio. La milestone non è una deroga: è una scadenza. La scadenza si governa con gli acceleratori leciti del Codice, non con l’alterazione del valore stimato.
Il sistema offre soluzioni “pulite” per correre senza barare: riduzione dei termini nelle procedure ordinarie quando consentita, scelta di criteri e impostazioni procedurali che riducono i tempi istruttori, uso mirato degli strumenti eccezionali quando ricorrono davvero i presupposti, capacità di bandire in modo tempestivo e non a ridosso dell’ultimo giorno. L’urgenza, se esiste, è una variabile del procedimento; non è una variabile del valore.
I finanziamenti europei in maniera di sanità
Questo principio diventa ancora più evidente quando si entra nel terreno più “contaminato” del PNRR sanitario, quello che oggi genera errori seriali e in gran parte evitabili: gli arredi per Case della Comunità e Ospedali di Comunità. Qui il modus operandi di molte stazioni appaltanti è quasi sempre lo stesso. Si procede con acquisti spot “a bisogno”, spesso per stanze o per micro-forniture, frammentando la domanda in una sequenza di affidamenti sottosoglia effettuati “per step” (sedute, armadi, scrivanie, lettini, scaffalature, arredi sanitari complementari, sale attesa, postazioni operative).
È una prassi che, giuridicamente, difficilmente è difendibile, perché l’arredo di quelle strutture non è un fabbisogno casuale o imprevedibile: è un fabbisogno intrinsecamente programmabile, derivante da progetti, layout funzionali, cronoprogrammi di consegna e attivazione, dotazioni standardizzabili e quantità stimabili ex ante. In questi casi, spezzare “man mano che apro i locali” non è semplificazione, è elusione dell’unità economico-funzionale del programma di acquisto.
E proprio perché è programmabile, l’acquisto per step appare palesemente artificioso: si vede, si ricostruisce, si contesta. Non serve una confessione di intento elusivo; basta la struttura oggettiva della sequenza.
I rischi che si corrono
Qui il rischio reale è doppio. Primo, l’ente altera la soglia e sceglie un modulo procedurale più “comodo” di quello dovuto, con vulnerabilità immediata sul piano di legittimità. Secondo, perde il controllo del mercato e del prezzo: ogni micro-affidamento diventa un mondo a sé, con capitolati incoerenti, prezzi non comparabili, standard diversi, tempi che si allungano invece di accorciarsi. La scorciatoia, in pratica, ti fa perdere tempo.
La soluzione corretta, quando l’oggetto è programmabile ma l’esecuzione deve essere per step, non è spezzare gli affidamenti. È scegliere uno strumento che assorba il fabbisogno complessivo e consenta l’approvvigionamento progressivo senza eludere le soglie. Nel PNRR, sugli arredi, la chiave di volta è l’accordo quadro. Ancora meglio, quando si vuole mantenere il mercato aperto e aggiornabile, è la logica dell’appalto specifico all’interno di un sistema dinamico di acquisizione dedicato agli arredi, quello che nella prassi molti sintetizzano con l’idea di “SDAPA arredi”.
Chiarimenti sugli arredi PNRR
Il ragionamento è semplice e brutalmente efficace. Gli arredi PNRR sono un programma di acquisto unitario e ripetitivo, ma distribuito nel tempo. Con un accordo quadro, la stazione appaltante bandisce una gara unica sul valore stimato complessivo (quindi sopra soglia se lo è davvero), seleziona uno o più operatori, fissa prezzi, standard, condizioni, tempi massimi, regole di collaudo e assistenza. Poi, man mano che le singole strutture sono pronte, emette ordinativi o contratti applicativi “a chiamata” senza ricominciare da capo ogni volta. Si ottiene velocità, omogeneità e tracciabilità, senza commettere il peccato originale del frazionamento artificioso.
Con il sistema dinamico la logica è ancora più moderna: la gara “madre” crea un mercato qualificato e resta aperta per tutta la durata; gli operatori possono entrare se rispettano requisiti e standard. Quando serve arredare una singola Casa della Comunità o un singolo Ospedale di Comunità, l’amministrazione attiva un contratto specifico. In questo modo l’acquisto avviene per step, sì, ma dentro un perimetro competitivo coerente, trasparente e strutturalmente compatibile con il calcolo unitario del valore. È esattamente ciò che il Codice pretende: programmazione unitaria, esecuzione modulare, concorrenza vera.
“Morale” della questione
La “morale” PNRR è una sola e conviene scolpirla in ufficio. Prima si definisce l’unità della progettualità e si calcola il valore stimato complessivo; poi si sceglie lo strumento corretto che consente di rispettare tempi e mercato; infine si esegue per step con contratti applicativi o appalti specifici, senza perdere legittimità.
Chi continua a spezzare arredi “a spot” per Case e Ospedali di Comunità sta commettendo un errore programmatorio e, spesso, un illecito procedimentale palese, perché l’esigenza era prevedibile e quindi aggregabile. Il PNRR non premia la furbizia; premia la velocità che regge al controllo. E la velocità che regge al controllo, sugli arredi, si chiama accordo quadro o sistema dinamico con appalti specifici, non affidamento a pezzi.
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