Ponti e viadotti, scadenza per i Comuni: cosa fare entro il 31 dicembre 2026

15 Agosto 2026 - 09:15
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lentepubblica.it

Sicurezza di ponti e viadotti: le scadenze che i Comuni non possono ignorare entro il 2026.


La sicurezza di ponti e viadotti rappresenta una delle priorità nella gestione del patrimonio infrastrutturale italiano. Dopo gli ultimi richiami istituzionali, l’attenzione torna sulle scadenze che riguardano direttamente gli enti locali chiamati a completare le attività previste dalle norme nazionali per la classificazione del rischio delle opere esistenti.

Con una recente nota informativa, ANCI ha ricordato ai Comuni gli obblighi previsti dalla disciplina tecnica in vigore, invitando soprattutto le amministrazioni che non hanno ancora concluso gli adempimenti a provvedere nel più breve tempo possibile. Il percorso stabilito dalla normativa non riguarda soltanto un censimento delle infrastrutture, ma introduce un vero sistema di controllo destinato a migliorare la conoscenza dello stato di conservazione delle opere e a programmare gli interventi necessari prima che emergano situazioni di pericolo.

Perché la classificazione del rischio è diventata centrale

Negli ultimi anni il tema della manutenzione delle infrastrutture stradali è entrato stabilmente tra le priorità delle politiche pubbliche. L’obiettivo non consiste soltanto nell’intervenire quando si manifesta un problema, ma nel creare un sistema di monitoraggio continuo capace di individuare preventivamente eventuali criticità.

Le Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti, adottate dal Ministero delle Infrastrutture con il decreto ministeriale n. 204 del 1° luglio 2022, rappresentano proprio questo nuovo modello operativo.

Il documento definisce una metodologia uniforme che tutti gli enti proprietari o gestori delle infrastrutture devono seguire, permettendo di raccogliere informazioni omogenee sull’intero patrimonio nazionale e di stabilire priorità d’intervento basate sul livello di rischio effettivo.

Il percorso previsto dalle Linee Guida

Il sistema introdotto dal Ministero si sviluppa attraverso una serie di livelli progressivi che accompagnano l’ente dalla semplice conoscenza dell’opera fino alle valutazioni tecniche più approfondite.

Il primo passaggio è rappresentato dal Livello 0, dedicato al censimento delle opere. In questa fase ogni ponte o viadotto deve essere identificato e descritto mediante un’apposita scheda tecnica che raccoglie le principali informazioni strutturali.

Successivamente si arriva al Livello 2, probabilmente il momento più importante dell’intero processo. In questa fase vengono analizzati i principali fattori di rischio e viene attribuita la cosiddetta Classe di Attenzione, elemento fondamentale per stabilire se saranno necessarie ulteriori verifiche, approfondimenti tecnici o interventi di manutenzione.

La classificazione costituisce quindi la base sulla quale programmare eventuali ispezioni più complesse e pianificare gli investimenti destinati alla sicurezza delle infrastrutture.

Le scadenze che riguardano gli enti locali

ANCI richiama l’attenzione soprattutto sul rispetto delle tempistiche fissate dalla normativa.

Per il censimento delle opere (Livello 0), il termine previsto per i Comuni era fissato al 30 giugno 2024, mentre le Città Metropolitane avrebbero dovuto completare questa fase già entro il 31 dicembre 2023.

Oggi l’attenzione si concentra invece sulla conclusione delle attività di Livello 2, cioè sull’analisi dei rischi e sull’attribuzione della Classe di Attenzione.

Le scadenze sono differenziate in base alla dimensione demografica degli enti:

  • Città Metropolitane: termine fissato al 30 giugno 2025;
  • Comuni con oltre 15.000 abitanti: scadenza al 30 giugno 2026;
  • Comuni fino a 15.000 abitanti: completamento entro il 31 dicembre 2026.

Per gli enti con popolazione superiore ai 15 mila abitanti il termine è ormai trascorso. ANCI invita quindi le amministrazioni che non abbiano ancora concluso le attività previste ad accelerare l’iter e completare gli adempimenti nel minor tempo possibile.

Quando bisogna intervenire senza attendere le scadenze

Le Linee Guida prevedono anche situazioni nelle quali non è possibile aspettare il calendario ordinario.

Se durante un’ispezione periodica oppure a seguito di una segnalazione emerge una riduzione evidente della capacità resistente o deformativa di un ponte, di un viadotto o di una sua parte strutturale, il gestore deve avviare immediatamente tutte le attività necessarie.

Ciò significa programmare ulteriori verifiche tecniche approfondite, procedere rapidamente all’attribuzione della Classe di Attenzione e predisporre gli eventuali interventi di messa in sicurezza senza attendere le normali scadenze amministrative.

La logica adottata dalla normativa punta infatti a dare priorità alla prevenzione rispetto alla semplice osservanza dei termini temporali.

Il ruolo dell’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche

Il censimento previsto dal Livello 0 non costituisce un semplice adempimento burocratico.

Le schede compilate dagli enti devono infatti rispettare criteri coerenti con quelli previsti dal Decreto Ministeriale n. 430 dell’8 ottobre 2019, che disciplina l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP).

L’obiettivo consiste nel costruire una banca dati nazionale capace di raccogliere informazioni aggiornate sulle infrastrutture italiane, facilitando il monitoraggio dello stato di conservazione e la pianificazione degli interventi di manutenzione.

Collaborazione tra amministrazioni e supporto agli enti

Il decreto ministeriale riconosce che non tutti i Comuni dispongono delle medesime risorse tecniche e organizzative.

Per questo motivo viene espressamente prevista la possibilità di stipulare accordi di collaborazione con Regioni, Province e Città Metropolitane, così da condividere competenze specialistiche e strumenti operativi utili a completare le attività richieste.

Si tratta di una soluzione che può risultare particolarmente importante per gli enti di dimensioni minori, chiamati comunque a rispettare gli obblighi previsti entro la fine del 2026.

Il contributo di ANSFISA al sistema di monitoraggio

Accanto al Ministero opera l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA), istituita con il compito di vigilare sull’applicazione delle norme e svolgere controlli a campione.

L’Agenzia ha inoltre predisposto specifiche Istruzioni operative, approvate nel settembre 2022 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con l’obiettivo di uniformare l’applicazione delle Linee Guida su tutto il territorio nazionale.

Queste indicazioni tecniche aiutano gli enti a seguire procedure standardizzate durante le attività di classificazione del rischio e monitoraggio delle opere.

La digitalizzazione entra nella gestione delle infrastrutture

Uno degli aspetti più innovativi evidenziati da ANSFISA riguarda l’utilizzo dei modelli informativi digitali.

L’Agenzia raccomanda infatti un ricorso progressivo a strumenti digitali in grado di raccogliere informazioni strutturate e documentazione tecnica relativa alle infrastrutture.

Questi modelli consentono una gestione più efficiente del patrimonio pubblico, favoriscono la condivisione dei dati tra amministrazioni e possono costituire, nel tempo, la base informativa dell’AINOP.

La digitalizzazione, quindi, non rappresenta soltanto un’evoluzione tecnologica, ma uno strumento destinato a rendere più efficace la prevenzione e la manutenzione.

Le Linee Guida SGS-ISA come supporto volontario

Nel quadro della sicurezza delle infrastrutture si inseriscono anche le Linee Guida SGS-ISA, adottate da ANSFISA nell’aprile 2022.

Queste indicazioni non hanno carattere obbligatorio, ma costituiscono uno strumento volontario che gli enti possono adottare per sviluppare un sistema di gestione della sicurezza più strutturato.

Le Linee Guida interessano l’intera rete infrastrutturale, comprendendo non solo ponti e viadotti, ma anche cavalcavia, gallerie, pavimentazioni, barriere di sicurezza e segnaletica stradale.

L’obiettivo è creare procedure omogenee che migliorino l’organizzazione delle attività di verifica e manutenzione, aumentando il livello complessivo di sicurezza.

Una scadenza che riguarda la programmazione futura

Il richiamo diffuso da ANCI non si limita a ricordare semplici obblighi amministrativi. Il completamento della classificazione del rischio rappresenta infatti un passaggio strategico per conoscere realmente lo stato delle infrastrutture comunali e programmare gli interventi secondo criteri oggettivi.

Entro il 31 dicembre 2026 anche i Comuni con meno di 15 mila abitanti dovranno aver concluso il percorso previsto dal Livello 2. Per molte amministrazioni sarà un passaggio decisivo non solo per adempiere alla normativa vigente, ma anche per disporre di strumenti più efficaci nella pianificazione della manutenzione e nella tutela della sicurezza degli utenti della strada.

La nota ANCI

Qui il documento completo.

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