Porto Cervo e Costa Smeralda a tavola: gli indirizzi da provare nell’estate 2026

01 Luglio 2026 - 15:24
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Porto Cervo e Costa Smeralda a tavola: gli indirizzi da provare nell’estate 2026

L’estate in Costa Smeralda si vive sull’acqua, tra rade trasparenti dove ancorano gli yacht, calette che si raggiungono solo dal mare e lunghe giornate che dalla spiaggia scivolano verso la sera. È in quelle ore, quando la vacanza gallurese lascia la sabbia e si sposta a tavola, che la cena diventa il momento in cui si misura il gusto di una stagione. Da Porto Cervo a Poltu Quatu, fino agli approdi che si toccano solo in barca, ecco i quattordici indirizzi da provare quest’estate:

La Scogliera, Porto Massimo, La Maddalena

Raggiungibile soprattutto via mare, La Scogliera occupa una posizione spettacolare a Porto Massimo, sull’isola di La Maddalena, di fronte a Caprera, nel cuore dell’arcipelago. Tra scogli a picco e tavoli in pietra lavica, il ristorante di pesce nato dall’intuizione di Andrea Orecchioni propone una cucina pieds dans l’eau sotto la regia dello chef Massimo Guzzone, con grandi crudi e plateau di mare che ne hanno fatto un approdo ambito dal jet set internazionale in navigazione. La distanza dal borgo di Porto Cervo lo colloca fuori dai confini stretti della località, ma all’interno della stessa rete di approdi che definisce la stagione gallurese.

Casa Fiori Chiari, Twiga Porto Cervo

L’ex Billionaire, insegna che per vent’anni ha rappresentato la notte della Costa Smeralda, è stato trasformato nel nuovo Twiga: oltre duemiladuecento metri quadrati in Via Le Rocce sul Pevero che il gruppo Triple Sea Food di Leonardo Maria Del Vecchio ha articolato secondo il format dinner to club. Al primo piano apre Casa Fiori Chiari, il bistrot nato a Brera e già replicato in Versilia, con una cucina italiana di radice popolare che mette in carta culurgiones, vitello tonnato e cotoletta alla milanese, e interni firmati dallo studio FantiBozzettiMenegon. Al ristorante Vesta, guidato in cucina da Giorgio Bresciani, spetta la proposta più strutturata, mentre il club con dj set occupa il piano superiore. L’operazione sostituisce all’immaginario del Billionaire una formula in cui la cena d’autore precede e governa il momento notturno.

Crazy Pizza, Porto Vecchio, Porto Cervo

Lanciato nel 2021 da Flavio Briatore proprio sulla terrazza del Billionaire, Crazy Pizza occupa oggi una posizione autonoma in Via Porto Vecchio 10, sul fronte mare. L’impasto sottile e senza lievito, i pizza spinning show dei pizzaioli e i dj set definiscono una proposta in cui la pizza vale soprattutto come pretesto di un intrattenimento serale rivolto al jet set internazionale, con una carta che spazia dalla Pata Negra alla Tartufo con tartufo nero e bianco. La formula, replicata da Londra a Montecarlo fino a Roma e Milano, fa della food experience il proprio centro di gravità, prima ancora della materia prima.

Langosteria, Porto Vecchio, Porto Cervo

Enrico Buonocore sceglie il Porto Vecchio, lo specchio d’acqua dove nel 1960 aveva aperto il ristorante Il Pescatore, per il primo locale pieds dans l’eau della Costa Smeralda: due terrazze unite da una passerella, centosessanta coperti all’aperto, accesso anche via mare con pontile e tender dedicato. La cucina di mare del gruppo affianca alle proprie icone, dal King Crab all’astice bretone, una lettura del pescato locale nei culurgiones con scampi e bottarga di Cabras e nell’orata di Golfo Aranci, mentre la pasticceria di Daniele Bonzi omaggia l’isola con la seada. Sulla prima terrazza apre anche Langosteria Ally’s Bar, seconda insegna del cocktail bar del gruppo. La regia è affidata al general manager Marco Pannacci e all’executive chef Antonio D’Ambrosio, in partnership con Smeralda Holding, in un’operazione che misura la strategia del fondo qatariota di portare la destinazione su un piano gastronomico più alto.

Zuma, Cervo Tennis Club, Porto Cervo

Aperto stagionalmente dal 2022 all’interno del Cervo Tennis Club, Zuma porta in Gallura il modello izakaya lanciato a Londra nel 2002 da Rainer Becker e Arjun Waney, con i piatti pensati per la condivisione e una terrazza affacciata sul movimento delle imbarcazioni della marina. Tra i signature internazionali resta riconoscibile lo spicy beef tenderloin al sesamo, peperoncino rosso e soia dolce, accanto alle selezioni di sushi e sashimi dello chef. Nel giro di poche stagioni l’indirizzo si è imposto tra i più frequentati dell’estate, confermando la capacità del marchio di replicare la propria cifra in geografie distanti per clientela e paesaggio.

Nikki Beach, Cala Petra Ruja e Waterfront Costa Smeralda, Porto Cervo

Nikki Beach torna anche quest’estate in Costa Smeralda con il proprio beach club di Cala Petra Ruja, raggiungibile via mare o con servizio dedicato, affiancato dal Nikki Beach Cocktail Club al Waterfront Costa Smeralda di Porto Cervo. Il marchio, nato a Miami nel 1998 e divenuto un riferimento internazionale del beach lifestyle di lusso, abbina una proposta gastronomica di ispirazione mediterranea a una programmazione musicale che accompagna la giornata dall’aperitivo fino al dopocena. Le due location presidiano momenti diversi dell’esperienza estiva, dal beach club affacciato sul mare al cocktail bar nel cuore della marina di Porto Cervo.

Hatsune at Pacifico Rosemary, Porto Cervo

Dall’8 luglio al 23 agosto l’omakase milanese Hatsune del maestro Katsu Nakaji si trasferisce nella veranda storica di Pacifico Rosemary, a Porto Cervo, in un pop-up realizzato in partnership con Perrier-Jouët. Dietro al bancone da dodici posti lavorano due allievi del maestro, presente nei primi giorni di apertura per inaugurare il progetto e selezionare di persona la materia prima, quasi interamente sarda. La proposta mantiene l’impianto dell’omakase cittadino con due turni serali, alle venti e alle ventidue, e porta in Gallura una delle esperienze di cucina giapponese d’autore più ricercate della stagione, per quanto entro una finestra temporale limitata.

IYO Poltu Quatu, Poltu Quatu

Il porto incassato nella roccia tra Porto Cervo e Baja Sardinia, acquisito nel 2024 da Castello SGR e rilanciato come polo dell’ospitalità, accoglie il primo indirizzo del Gruppo IYO fuori da Milano. IYO Poltu Quatu propone una cucina giapponese contemporanea pensata per la sera, affidata all’executive chef Takeshi Iwai e al resident chef Andrea Besana, con un progetto di interni di Maurizio Lai Architects che alterna sala ristorante e lounge bar notturno. La lettura risulta più stagionale e mediterranea rispetto al modello milanese, costruita per accompagnare la serata dall’aperitivo al dopocena senza irrigidirsi in una dimensione formale.

Carnissage, Poltu Quatu

Sempre a Poltu Quatu apre il secondo indirizzo di Carnissage, la steakhouse della famiglia Uzzauto sostenuta dalla filiera Meat Premium, dopo il debutto milanese. Accanto ai piatti di carne, costruiti su una rete di allevatori internazionali dalla Galizia all’Australia, il menù estivo si apre al mare con crudi di pesce, crostacei lavorati alla Josper a carbone e maialino sardo croccante riletto in chiave Carnissage. La programmazione musicale, con dj resident e piano bar fino a tarda notte, completa una proposta che punta a presidiare anche il versante dell’intrattenimento.

TANIT, W Sardinia, Poltu Quatu

Il nuovo W Sardinia, primo indirizzo del brand lifestyle di Marriott in Gallura, affida la propria offerta gastronomica a TANIT, ristorante di pesce intitolato all’antica dea dell’abbondanza e affacciato sulla Marina dell’Orso. La cucina, guidata dallo chef Antonio Bitetto, propone una lettura contemporanea del repertorio marinaro sardo, mentre la pasticceria porta la firma del maestro Fabrizio Fiorani, protagonista anche di una sala interamente dedicata ai dessert. Attorno al ristorante ruotano il WET Deck con piscina e la W Lounge, che dal pomeriggio alla sera muovono aperitivi, proposte poolside e dj set, secondo il registro always-on del marchio.

African Queen, Hotel Cala di Volpe

Al Cala di Volpe, l’hotel-scultura disegnato da Jacques Couëlle e gestito da Marriott per conto di Smeralda Holding, debutta African Queen, ristorante e beach club affacciato sulla spiaggia. Il marchio nacque nel 1969 a Beaulieu-sur-Mer, ispirato al film con Humphrey Bogart e Katharine Hepburn, e dopo l’acquisizione del 2023 da parte di Riccardo Giraudi, Philippe Schriqui e Patrick Gioannini ha avviato un’espansione che lo ha portato da Dubai fino alla Gallura. In carta tornano i piatti che ne hanno costruito la reputazione sulla Costa Azzurra, dalla Niçoise della nonna alla pizza al tartufo del 1969, fino ai grandi camarones e al pescato del giorno, in una lettura mediterranea che esporta l’art de vivre della Riviera francese.

Nammos, Phi Beach, Baja Sardinia

A Baja Sardinia, all’interno del Phi Beach incastonato tra le rocce granitiche, Nammos replica il modello luxury beach lifestyle nato a Mykonos nel 2003. La cucina mediterranea ruota attorno al pesce crudo, ai seafood platter e ai grandi piatti da condividere, dal polpo alla griglia alla pasta all’astice, accanto a una selezione di carni premium. La parte gastronomica procede in parallelo con la programmazione musicale, tra concerti e dj set che accompagnano l’approdo serale, in uno dei punti più frequentati della Gallura per la sera.

Pasigà Restaurant & Bar, Sulià House, Porto Rotondo

A Porto Rotondo, il Pasigà Restaurant & Bar del Sulià House rinnova per l’estate 2026 la propria proposta gastronomica. L’indirizzo si inserisce nel sistema dell’ospitalità di fascia alta che ruota attorno al porto disegnato negli anni Sessanta dai conti Donà dalle Rose, alternativa più raccolta e familiare alla mondanità di Porto Cervo. La cucina punta su una lettura mediterranea costruita sul pescato e sui prodotti del territorio, con un servizio pensato per accompagnare la giornata dall’aperitivo alla cena.

Casa Bohème, San Pantaleo

Nel borgo collinare di San Pantaleo, che da decenni rappresenta la versione più appartata e intellettuale della vacanza gallurese, Luca Guelfi firma Casa Bohème, bistrot dal carattere visionario. La proposta intreccia cucina e miscelazione d’autore, con una carta di cocktail che gioca su riferimenti colti, a partire dal Latte+ ispirato al Korova Milk Bar di Arancia Meccanica. Il locale offre una sosta lontana dal ritmo più esposto della costa, in uno dei centri che meglio custodiscono l’identità artigianale e artistica dell’entroterra gallurese.

L’articolo Porto Cervo e Costa Smeralda a tavola: gli indirizzi da provare nell’estate 2026 è tratto da Forbes Italia.

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